Visualizzazione post con etichetta Fantasy. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Fantasy. Mostra tutti i post

giovedì 3 dicembre 2020

Segnalazione "Il Mondo di Candy" di Giulia Maria Giordano

Buongiorno Lettori e buon giovedì, come state? Ieri purtroppo ho dovuto saltare per l'ennesima volta l'appuntamento con la rubrica dedicata agli aggiornamenti di lettura, perché sto facendo davvero fatica a ritagliarmi dei momenti di tranquillità durante la giornata, e alla sera la stanchezza si fa sentire. Ma prometto che mercoledì prossimo vi terrò di nuovo compagnia con il WWW Wednesday. Oggi però voglio segnalarvi l'uscita di un breve romanzo Fantasy, pubblicato da una giovane autrice.



Titolo: Il Mondo di Candy
Autore: Giulia Maria Giordano
Prezzo: 13,00€
Pagine: 86
Pubblicazione: 2020
Editore: Epigraphia

Trama: Ognuno di noi conosce le proprie paure, le proprie ansie ed i propri problemi che fanno parte dell'essere umano. C'è chi è in grado di affrontarli, ma c'è anche chi, pur avendone coscienza, non ha la forza per sconfiggerli. Alexa sarà spinta a compiere un viaggio in un mondo fantastico, a combattere contro ciò che le fa più timore e a salvare chi ne avrà bisogno, scoprendo due parti di sé stessa. Ne uscirà cambiata, rafforzata, cresciuta e con una maggior consapevolezza... non vi è nulla di più importante di ciò che già ha.




Il mondo di Candy è un libro in grado di aiutare le persone di ogni età a capire che è veramente possibile uscire dai confini che tutte le nostre paure creano ed oltre i quali possiamo trovare una vita serena, spensierata e per così dire leggera, pur rimanendo fedeli ai nostri doveri di uomini che compongono l’umanità.


GIULIA MARIA GIORDANO è una diciottenne che vive in un piccolo paesino in provincia di Messina. Da diversi anni ha maturato una forte passione per la scrittura, l’arte ed il teatro, che le ha permesso di dare vita alle sue idee, sfociate nella realizzazione di questo primo libro scritto durante il complicato periodo del lockdown. Fin da quando era bambina, scrivere le è stato di supporto nei momenti più difficili della sua vita e le è servito per sfogare le sue ansie e le sue preoccupazioni dovute ad un carattere chiuso come il suo. Ha deciso di dare vita a questo libro per mettere allo scoperto le proprie paure sperando di poter aiutare i suoi coetanei a fare altrettanto, perché sa che al mondo ci sono tanti ragazzi che vivono nel timore di qualcosa e che, come lei, tendono ad isolarsi piuttosto che chiedere aiuto, facendosi sopraffare dall’ansia. Il suo scopo è quello di fargli capire che a volte la famiglia può essere un buon punto di partenza per affrontare i problemi, perché solo parlandone si potrà cercare di risolverli. Ha strutturato il libro in modo che sia adatto ad ogni fascia d’età, affinché anche i bambini possano leggerlo con la loro spensieratezza.

Cosa ne pensate di questo titolo, vi incuriosisce?

lunedì 20 luglio 2020

Recensione "Solo Flora" di Stefania Bertola

Buongiorno Lettori e buon lunedì, come state? Spero abbiate trascorso un bel weekend e che siate pronti per questa nuova settimana! Come avrete capito dal titolo oggi sono qui per lasciarvi la recensione di un romanzetto che personalmente ho letto con piacere, ma che a quanto pare hanno detestato quasi tutti. In parte comprendo il perché di tutte queste critiche, ma ciò non toglie che io l'ho trovato divertente e leggero. Fatemi sapere nei commenti se lo avete letto e cosa ne pensate!



Flora ha un fiocco di neve tatuato sul polso, e non si arrende mai.

Titolo: Solo Flora
Autore: Stefania Bertola
Prezzo: 13,00€
Pagine: 113
Pubblicazione: 2016
Editore: Feltrinelli Editore



Trama: A quindici anni, se si deve scegliere fra trascorrere un anno a Brisbane, Australia, o in uno sperduto paesino nella provincia piemontese, non si hanno dubbi: paesino. Purché sia vicino alla città in cui vive il tuo ragazzo. E così Flora lascia partire la madre, oceanologa in trasferta di lavoro australiana, e va ad abitare da una zia, che, però, non è una zia normale. Non è normale la zia, e neanche lo zio, i cugini, i vicini di casa, la scuola, i compagni. Perché San Mirtillo è uno dei ventisette comuni Dp presenti sul territorio italiano, e i comuni Dp sono quelli in cui vivono i Dp, i Different People, nome inglese per creature magiche italiane. Ma Flora non è magica per niente, è solo Flora. E fin dal primo istante si sentirà DIVERSA, scritto proprio così, tutto a lettere maiuscole. È l’unica ragazza di tutta la scuola che non può cambiarsi colore di capelli schioccando le dita. Tanto per dire. È durissima, la vita di una Normal in un mondo di Different, e Flora dovrà fare ricorso a tutta la sua meravigliosa normalità per non soccombere. Come se non bastasse, anche nell’amore si trova a dover scegliere fra Normal (Leo, il suo ragazzo da sempre e, pensava lei, per sempre) e Different (Martin Indigo, uno stregone di diciassette anni, snob, arrogante e irresistibile). E tutto questo sarebbe ancora niente, se non ci fosse Alibella, la compagna di classe che nessuna vorrebbe mai avere: una fata perfida come Maleficent e bella come Angelina Jolie. Ma Flora ha un fiocco di neve tatuato su un polso, e non si arrende mai. Neanche quando Alibella la fa finire… Ma perché rovinarvi la sorpresa?


Dopo averlo tenuto in wish list per un paio di anni, finalmente mi sono decisa a leggere Solo Flora, romanzo YA/Fantasy dalla trama davvero buffa e particolare. Inizialmente non è stato facile prendere confidenza con la storia, soprattutto perché non capivo dove volesse andare a parare e a quale target fosse rivolto. Lo stile dell'autrice è semplicissimo e frizzante, quindi pensavo fosse pensato per un pubblico giovanissimo, ma è chiaro fin dalle prime pagine che, pur trovandoci davanti a dei personaggi adolescenti, il libro non è adatto ai più piccoli, come farebbe pensare lo stile. Il testo infatti contiene parecchie parolacce e, essendo ambientato in un liceo, non mancano i riferimenti al sesso, che seppur frizzanti e a parere mio ben inseriti nel contesto, sono molto presenti. Il target quindi è un po' più alto di quanto ci si potrebbe aspettare da una storiella del genere, ma superato questo primo momento di sorpresa, in cui mi sono sentita un po' disorientata, ho deciso di lasciarmi semplicemente trascinare dalla storia senza pregiudizi o aspettative, e così facendo sono riuscita ad apprezzare moltissimo la bizzarra avventura di Flora, quindicenne umana che si ritrova a frequentare un liceo popolato da vampiri, perfide fate e stregoni dal sorriso irresistibile. Flora infatti è una Normal - una persona senza poteri magici - costretta a trasferirsi a San Mirtillo, uno dei comuni in cui vivono i DP, Different People, nome inglese per definire le creature magiche italiane. Il romanzo è brevissimo, quindi non aspettatevi un grande approfondimento né chissà quali spiegazioni, ma il fatto che i DP vivano tranquillamente alla luce del sole in comuni a loro dedicati mi è piaciuto. L'autrice è rimasta vaga, ma questo mi ha permesso di percepire i DP e i loro poteri magici come una cosa normalissima e naturale. La trama è sviluppata bene, così che il lettore non sente una grande necessità di avere altre informazioni su come sia possibile l'esistenza di comuni come San Mirtillo, nel mondo di Flora la magia esiste e basta, e i Normal ne hanno preso atto. Bizzarro, ma secondo me ha funzionato bene. Confesso che solo a fine lettura ho scoperto che questo libro, a quanto pare, è piaciuto solo a me. In rete si trovano quasi esclusivamente bocciature e pareri negativi, invece vi dirò, nonostante lo stile di scrittura sia piuttosto infantile e le poche pagine non permettano un grande approfondimento, io mi sono divertita tantissimo! Flora finisce nelle situazioni più improbabili, tra incantesimi, lezioni di magia e compagne di scuola perfide come non mai. Bloccata a San Mirtillo senza internet né fidanzatino, Flora si ritrova a fare i conti con la sua normalità. L'assenza di magia la rende diversa dagli altri e mi è piaciuta questa visione capovolta della realtà. In genere nei Fantasy/YA ci troviamo davanti a personaggi con poteri magici costretti a nascondere la loro diversità, questa volta invece è Flora ad essere discriminata per la sua "normalità". Un concetto interessante, trattato con leggerezza e con un linguaggio che ai ragazzi di oggi suonerà famigliare. Niente metafore o discorsi noiosi, solo un gruppo di ragazzi del liceo alle prese con le difficoltà della vita e con un pizzico di magia. Se dovessi analizzarlo con gli occhi di un'adulta probabilmente mi sarei sentita in dovere di bocciarlo, le lacune ci sono e non lo nego. È un po' superficiale, scritto alla leggera e sì, gli adolescenti sono fastidiosi, c'è poco da fare. Come dicevo però io sono riuscita a chiudere un occhio, avevo voglia di una storia frizzante per farmi due risate, e non posso ritenermi delusa. Perché riso ho riso, e anche tanto. I discorsi botta e risposta e le situazioni surreali mi hanno trasportata per un paio d'ore in un mondo in cui avere come compagna di banco una vampira e farsi comparire il pranzo con uno schiocco della dita è considerato all'ordine del giorno, e voglio dire, io in un mondo del genere mi ci trasferirei all'istante. Leggendo Solo Flora sono tornata ragazzina, sono certa che a 15 o 16 anni lo avrei amato! Ma sono felice di averlo recuperato, anche se sono fuori target ne ho apprezzato la leggerezza, è un romanzo spiritoso, che sfrutta l'umorismo e i cliché tipici degli YA a suo favore per raccontare con onestà i problemi e le paura degli adolescenti di oggi, con i loro pregi e difetti. Per questo lo ritengo valido. Bizzarro, imperfetto e ipoteticamente sciocco agli occhi di un adulto, ma secondo me sa come parlare ai ragazzi e affronta tematiche interessanti. Prima o poi recupererò il cartaceo, mi piacerebbe averne una copia in casa!

Fatemi sapere se conoscevate già questo titolo e cosa ne pensate, vi incuriosisce o non fa per voi?

lunedì 10 febbraio 2020

Recensione "Le Clessidre di Tabula"

Buongiorno Lettori e buon lunedì, come state? Questo weekend è passato troppo in fretta, speravo di riuscire a riposarmi e a recuperare un po' di cose noiose al pc, ma ci sono riuscita solo in parte. Pazienza, rimedierò oggi. Voi che programmi avete per questa settimana? Prima di lasciarvi con la recensione de Le clessidre di Tabula, vi anticipo che per mercoledì ho in programma un post in cui mi piacerebbe fare due chiacchiere con voi a tema blog, letture, rubriche e collaborazioni. Spero possa venirne fuori qualcosa di interessante, è sempre bello confrontarmi con voi su queste cose!




Titolo: Le clessidre di Tabula
Autore: Chiara Andreazza e Valentina Furnò
Prezzo: 14,90€
Pagine: 504
Pubblicazione: 2017
Editore: Leone Editore



Trama: Alyssa è una keleythos di Academia, una ragazza giunta su Tabula per apprendere l’arte della guerra e della magia, e contrastare così il destino di morte e distruzione che, in quanto Prima nata nel regno di Ego delle Ombre, si porta dietro sin dalla nascita. Dopo mesi di studio, sta per misurarsi con il suo primo, vero esame. nel corso della prova, la ragazza torna di nuovo nel videogioco The Dreaming World, e si accorge di quanto quel mondo virtuale sia cambiato dopo la sua partenza. Con la caccia allo sfuggente unicorno di fuoco e il viaggio verso i draghi di Punta di Capo bianco, continuano le avventure della giovane Alyssa per scoprire chi sta tramando contro la sua vita e il futuro di Tabula.

Alyssa deve affrontare una difficile prova per dimostrarsi degna di rimanere
all'interno della scuola di Academia. La caccia all'unicorno di fuoco è solo il primo
passo di un'avventura che la porterà agli estremi confini di Tabula.


Sono passati più di due anni da quando ho letto e amato I Cieli di Tabula, che avevo anche scelto come romanzo migliore dell'anno. Il tempo trascorso non ha diminuito il mio affetto verso questa serie, né la curiosità di proseguire con la storia di Alyssa per scoprire quali avventure le avrebbe riservato il destino. Perché aspettare così tanto per leggere il secondo volume, allora? Il motivo è semplice: sono convinta che, se letto al momento giusto, un romanzo possa dare il meglio di sé, e così ho preferito aspettare che Tabula mi chiamasse, per apprezzare al meglio la sua magia. Come previsto, la lettura de Le clessidre di Tabula è stata emozionante e scorrevole, ritrovare i personaggi e le ambientazioni che tanto avevo amato mi ha fatto sentire a casa, serena ed elettrizzata all'idea di accompagnare Alyssa e gli altri Keleythos di Academia in una nuova avventura. Temevo che, visto il tempo trascorso tra un volume e l'altro, avrei faticato a riprendere il filo della storia, invece sono stata subito catapultata tra le pagine di questo Fantasy validissimo, e ho scoperto che i dettagli e i particolari che credevo di aver dimenticato erano ancora lì, ad aspettarmi. Proprio per questo la lettura si è rivelata appassionante fin dal prologo, e ne ho divorato tutte le 500 pagine in un soffio. Parte del merito va ovviamente allo stile delle due autrici, che continuo a trovare meraviglioso e in linea con i miei gusti. I discorsi sono realistici e piacevoli, le descrizioni accurate, ma senza mai annoiare, e questo equilibrio perfetto è senz'altro uno dei punti forti della saga, per quanto mi riguarda. Come nel primo volume, anche questa volta ho apprezzato moltissimo la tematica della realtà virtuale. Parte dell'avventura infatti si svolge nel videogioco The Dreaming World, che aveva dato inizio all'avventura di Alyssa nel precedente romanzo. È stato davvero interessante accompagnare i personaggi in questo viaggio, si tratta di un volume ricco di misteri e segreti, ma anche di verità svelate, in cui i nodi iniziano a venire al pettine. I colpi di scena non mancano, e alcune rivelazioni mi hanno lasciata con il fiato sospeso, nel complesso quindi sono soddisfatta di questo seguito e continuo a reputarla una delle serie Fantasy per ragazzi migliori presenti nella mia libreria. Perché allora non assegnargli il massimo dei voti, come avevo fatto con I Cieli di Tabula? Perché, a modo suo, trovo che questo capitolo risenta un po' della famosa sindrome del "volume di mezzo", come succede a quasi tutte le saghe, quelle Fantasy in particolare. È un passaggio piuttosto normale, lo so. Tra lo sprint del primo romanzo e l'epicità di quello conclusivo si passa quasi sempre per il volume di stallo, che non significa noioso o inutile, anzi, nella maggior parte dei casi è il momento in cui vengono fatte le rivelazioni più importanti, ma non posso negare di risentire sempre un po' di questi volumi centrali, purtroppo. Questo non toglie nulla a Le clessidre di Tabula che, ci tengo a ripeterlo, per me è stata una lettura splendida e ricca di emozioni, che vi consiglio con tutto il cuore. Arrivati a questo punto la mia curiosità è alle stelle e non vedo davvero l'ora di poter stringere tra le mani il terzo volume che, ne sono certa, apprezzerò moltissimo!


Conoscete questa bella serie Fantasy?
Se l'avete letta fatemi sapere cosa ne pensate!

lunedì 3 febbraio 2020

Recensione "Petrademone - Il destino dei due mondi" di Manlio Castagna

Buon lunedì Lettori, come state? Per me questa prima settimana di febbraio è iniziata così così, ho una delle mie solite emicranie e me ne tornerei volentieri a letto ma, visto che non si può, mi sono messa al pc sperando di riuscire a fare qualcosa di utile. Per esempio scrivere - finalmente! - la recensione del terzo volume di Petrademone, che è stata la mia ultima lettura del 2019! Pensavo di riuscire a pubblicarla in gennaio, ma febbraio è già arrivato quindi direi di non procrastinare oltre e di passare subito al mio parere. Come sempre ringrazio la casa editrice per la copia e la pazienza!



Il capitolo finale della saga Fantasy
rivelazione degli ultimi anni

Titolo: Il destino dei due mondi
Autore: Manlio Castagna
Prezzo: 17,00€
Pagine: 492
Pubblicazione: 2019
Editore: Mondadori



Trama: La missione di Frida, Miriam e dei gemelli Oberdan è arrivata alla prova estrema. L'armata del Male capeggiata dalla Signora degli Urde sta devastando i regni ultraterreni di Amalantrah e sconfina nel nostro. Tempeste, cataclismi e creature mostruose portano morte e distruzione in entrambi i mondi. Per fortuna Miriam e Frida scoprono di possedere doni straordinari, anche se devono imparare a padroneggiarli. Al fianco dei quattro amici ci sono anche gli affetti mai veramente persi, nonché entità molteplici e millenarie. Intanto le urla si levano dalle città annientate, e gli animali sacrificati per ridare vita all'Ombra che Divora non bastano più: l'infernale Hundo mira a Valdrada, alle anime dei bambini che dovranno dare consistenza a Shulu. La Luce e l'Oscurità si fanno carne e sangue, gli specchi ingannatori si infrangono, l'amore si spinge oltre la morte: in una corsa contro il tempo nella terra senza tempo, quale sarà il destino ultimo dei due mondi?
Dopo aver dedicato alle avventure di Frida due recensioni, e avervi nominato questa trilogia Fantasy fino allo sfinimento, non credo che Petrademone abbia bisogno di grandi presentazioni ma, se per caso non conoscete ancora questa serie e amate le storie per ragazzi cupe e avventurose, dovete assolutamente recuperarla, parola mia che non ve ne pentirete. Detto questo, ci siamo: con Il destino dei due mondi si conclude ufficialmente questa storia, che tra fughe, pericoli, batticuori e magia è riuscita a regalarmi tantissime emozioni. Come al solito non farò spoiler, ma posso dirvi che, come era già successo con i capitoli precedenti, ho divorato in pochissimi giorni anche questo volume. Pur essendo un bel mattoncino lo stile dell'autore risulta sempre scorrevole e dinamico, la narrazione segue un vasto ventaglio di personaggi, non solo Frida, la nostra giovane protagonista, e questo permette di saltare da un punto di vista all'altro senza mai annoiarsi. Come sempre non mancano i colpi di scena, che tengono il lettore sulle spine fino all'ultima pagina, e ho amato molto le tematiche trattate, si parla spesso di rimpianti e del coraggio di lasciar andare il passato. L'amicizia e l'amore sono il punto centrale di questo romanzo, accompagnati però dalla paura e dalla perdita. Ho apprezzato fin dal primo volume la capacità dell'autore di trasmettere messaggi positivi attraverso la storia di Frida, e questo vale anche per Il destino dei due mondi. In quest'ultimo capitolo la resa dei conti si avvicina, costringendoci a dire addio ad alcuni personaggi. A uno di questi in particolare ero molto affezionata e ammetto di essermi commossa. Non posso negare di aver trovato la parte centrale del romanzo un po' ripetitiva, fosse per me avrei snellito un po' le infinite vicende che separavano i nostri protagonisti dal gran finale, ma nel complesso sono rimasta comunque molto soddisfatta di come si è conclusa la storia. Mi sono divertita, ma l'autore è stato bravissimo a mantenere un costante stato di allerta, a ricordarci che anche nei momenti tranquilli il pericolo era dietro l'angolo. Accompagnare Frida, Miriam e i gemelli in quest'ultimo viaggio è stato davvero bello, e ho avuto la conferma che con un messaggio profondo e uno stile appassionante la trilogia di Petrademone è senza dubbio una delle migliori che ho avuto il piacere di leggere negli ultimi anni, che con intelligenza e originalità riesce ad arrivare al cuore dei lettori. Magia, oscurità e coraggio hanno reso questa serie indimenticabile, e salutarne i personaggi non è stato facile, ma dopo tutti questi pericoli anche loro meritano un po' di tranquillità. Adesso non mi resta che aspettare che Tristan sia abbastanza grande per rileggere insieme a lui la trilogia, inutile dire che non vedo l'ora!

Noi siamo i ricordi che abbiamo vissuto insieme.
Anche se le persone che si sono amate si perdono,
non si perderà l'amore che hanno vissuto.

Fatemi sapere cosa ne pensate, avete letto la trilogia?

giovedì 16 gennaio 2020

Recensione "Fairy Oak - Un anno al villaggio" di Elisabetta Gnone

Buongiorno Lettori e buon giovedì, come procede la vostra settimana? Io non posso lamentarmi, ho fatto qualche bella lettura e il weekend è alle porte, anche se non abbiamo programmi particolari è sempre bello stare un po' tutti insieme e staccare la spina dai pensieri di tutti i giorni. Il momento di godersi un po' di relax però non è ancora arrivato, quindi ne approfitto per parlarvi di un volume che ho letteralmente adorato, ma se mi conoscete non sarà sicuramente una sorpresa. Sto parlando ovviamente di Fairy Oak - Un anno al villaggio, il diario di Vaniglia e Pervinca, per cui ringrazio nuovamente la casa editrice per la graditissima copia omaggio. Voi lo avete letto?




Titolo: Un anno al villaggio
Autore: Elisabetta Gnone
Saga: Fairy Oak
Età di lettura: 8 anni
Prezzo: 18,00€
Pagine: 160
Pubblicazione: 2019
Editore: Salani



Trama: Un libro ricco di illustrazioni e racconti per ogni mese dell'anno. Un diario nient’affatto segreto, a cui le gemelle Vaniglia e Pervinca hanno affidato le ricette di famiglia, i compiti per le lezioni di Magia, le regole dei giochi da fare nelle giornate di pioggia e i resoconti delle avventure vissute nelle giornate di sole, e naturalmente i loro piccoli segreti. Un diario in cui tutti sono invitati a scrivere, anche le lettrici, per conservare i loro ricordi ed entrare a far parte del mondo incantato di Fairy Oak.

Ci sono tantissime cose che amo di gennaio, dall'aria che profuma di nuovi inizi e buoni propositi alla montagna di cioccolatini sopravvissuti alle feste che aspettano di essere mangiati. L'unica pecca? Ho i piedi gelati, giorno e notte. Non ci sono calzettoni di lana o borsa dell'acqua calda che riescano a scaldarmeli. E così ho pensato: quale occasione migliore per infilarsi sotto le coperte e leggere Un anno al villaggio? Se mi conoscete saprete bene che quella di Fairy Oak è da tempo immemore una delle mie saghe preferite in assoluto e che ho letto più volte. Ho amato le avventure delle gemelle Periwinkle prima da ragazzina, e poi da adulta, cogliendone la magia ad ogni  rilettura. Questo diario illustrato era l'unico volume su cui non ero mai riuscita a mettere le mani, e sono felicissima che Salani lo abbia finalmente ristampato in questa meravigliosa edizione. A livello grafico è un capolavoro, le pagine sono spesse, patinate, profumano di carta e inchiostro e sono ricche di dettagli dai colori brillanti. Insomma, io non me ne intendo moltissimo di disegno, ma queste illustrazioni sono splendide. Leggere un qualsiasi volume di Fairy Oak per me significa tornare a casa, staccare da tutti i pensieri e dalle preoccupazioni e tuffarmi in un mondo familiare, che mi scalda il cuore. E Un anno al villaggio non fa eccezione. Anche se non c'è una vera e propria trama da seguire, il diario racconta mese per mese che cosa accade al villaggio e ai suoi abitanti, dando spazio e voce non solo a Vaniglia e Pervinca, ma anche ai personaggi intorno a loro e a cui il lettore si è già affezionato nei precedenti volumi. Magia e natura sono sempre in primo piano, le pagine sono colme di curiosità su piante e animali, sulle stagioni e di bellissimi schizzi e appunti. La sensazione è quella di leggere un diario magico, che da una parte racconta la vita serena di un villaggio speciale, con le sue tradizioni, i giochi estivi e le feste di paese, e dall'altra raccoglie gli appunti di due streghette alle prese con incantesimi, temporali e formule magiche da imparare. Senza dubbio è un volume che non può mancare nella collezione di chi ha amato Fairy Oak, all'interno sono presenti anche delle pagine vuote, in cui il lettore è invitato a scrivere o disegnare, e non potevano mancare delle ricette fantasiose, come quella della marmellata di bacche di sambuco o delle crêpes, che io ho subito provato a preparare insieme a Tristan... inutile dire che sono venute buonissime! Come sempre l'autrice, attraverso i suoi personaggi e all'amore per la natura e per gli animali, ha saputo trasmettere messaggi positivi e a offrire spunti di riflessione a grandi e piccini. Per questa prima lettura non ho resistito e l'ho divorato in pochi giorni, ma penso proprio che adesso me ne concederò una seconda, lasciando che queste pagine mi accompagnino mese per mese fino a dicembre, così da godermi ancora meglio le varie curiosità su ogni stagione. Ovviamente se amate i libri per ragazzi e le avventure magiche vi consiglio assolutamente di recuperare la saga principale di Fairy Oak, se invece l'avete già letta e anche voi vi siete innamorati di questo meraviglioso villaggio non vi resta che buttarvi a capofitto tra le pagine di questo coloratissimo diario, per ritrovare i luoghi e i personaggi tanto amati.

Adesso sono curiosa,  avete letto questa serie?
E nel caso, vi ritrovate di più in Vaniglia o in Pervinca?

venerdì 1 marzo 2019

5 cose che - 5 libri in cui vorrei vivere


Buon venerdì Lettori, come state? Non so se è così anche da voi, ma qui oggi è l'ultimo giorno di scuola - o di asilo, nel nostro caso - poi ci aspetta una bella settimana di vacanze di carnevale! Ci voleva proprio una pausa. Ieri invece siamo andati a vedere Tristan e gli altri bimbi travestiti che facevano il corteo, queste iniziative sono sempre carine. Adesso però è tempo di lasciarvi  in compagnia di una nuova puntata di 5 cose che, se vi va rispondete anche voi nei commenti!


5  LIBRI IN CUI VORREI VIVERE


1. HARRY POTTER, J.K. ROWLING

Dubito che questa risposta vi sorprenda, anzi, mi aspetto di trovarla in cima alla classifica di molte persone oggi. E non potrebbe essere altrimenti, voglio dire: scuole di magia, incantesimi, personaggi buffissimi e grandi avventure, chi non vorrebbe viverci? Io di certo sì, ho letto La pietra filosofale poco dopo la sua uscita ed è stata una delle mie prime letture "da grandi", ho sempre sognato di ricevere la lettera di ammissione e partire per questo magico mondo, ancora adesso non ci penserei due volte a salire sull'Hogwarts Express con un baule e un bel gatto nero. Voi che animale portereste?



2. FAIRY OAK, ELISABETTA GNONE

Sono prevedibile, lo so. Se potessi teletrasportarmi all'interno di una saga in questo momento sceglierei sicuramente la Valle di Verdepiano, dove abitano le gemelle Periwinkle. In questo paesino immerso nella natura e nella magia convivono streghe della luce e del buio, fate e persone comuni, un villaggio di pietra e sentieri, non lontano dall'oceano, che profuma di Spumoni alla fragola, vento di mare, torta di more e matite temperate. Se penso a un luogo sereno in cui vorrei passare il resto della mia esistenza sceglierei sicuramente questo, mi mette felicità anche solo immaginarlo!



3. IL REAME PERDUTO, GERONIMO STILTON

Penso che ormai lo sappiano anche i muri che sono una grandissima fan di Stilton. Non parlo della collana gialla, con il topo come protagonista, ma delle varie saghe Fantasy per ragazzi che a nome di Stilton sono state pubblicate negli ultimi anni, validissime se vi piacciono le avventure per adolescenti. Il Regno della Fantasia ha sempre avuto un grande fascino su di me, è un mondo popolato da elfi guerrieri, streghe spietate e cacciatori. Naturalmente non manca un pizzico di magia e qualche pericolo, ma ci vivrei davvero volentieri, credo mi troverei molto a mio agio!



4. L'ACCADEMIA DEL BENE E DEL MALE, SOMAN CHAINANI

Non poteva certo mancare una delle mie saghe preferite di sempre, e con questa mi butto su un'atmosfera un po' più cupa, che però credo farebbe proprio per me. Pur essendo una serie per ragazzi l'ho trovata davvero inquietante, ma l'idea di queste due accademie in cui ragazze e ragazzi vengono preparati a diventare gli eroi e i cattivi delle fiabe mi intriga moltissimo. Il confine tra bene è male è molto più sottile di quanto ci si potrebbe aspettare e sarei davvero curiosa di scoprire in quale delle due accademie sarei ammessa. Nell'animo mi sono sempre sentita una strega, ma la storia di Agatha e Sophie ci insegna che non sempre le cose sono come sembrano.



5. LA TERRA DELLE STORIE, CHRIS COLFER

Torniamo a parlare di fiabe con questa saga per ragazzi che trovo davvero adorabile! Darei qualsiasi cosa per poter vivere in un libro in cui le favole prendono vita e poter così scoprire che fine hanno fatto i personaggi che da bambina tanto amavo. Certo, qualche pericolo da affrontare c'è sempre, ma penso sarebbe un luogo in cui potersi fare molti amici fedeli, e con un po' di magia e tanto coraggio viverci sarebbe una fantastica avventura. Vi immaginate come sarebbe poter visitare il Regno Azzurro, la Baia delle Sirene e la Foresta dei Nani? Io partirei in questo preciso momento se potessi!



NOTA: confesso che inizialmente ero tentata di inserire anche qualche titolo più maturo, come la saga di Shadowhunters, il cui mondo mi affascina da morire, ma pensandoci bene chi vorrebbe vivere in un posto in cui guerre e pericoli sono sempre in agguato? Sarebbe un po' come decidere spontaneamente di entrare in Hunger Games, voglio dire, figo da leggere, ma per il resto anche no. Dai titoli che alla fine ho scelto non è difficile capire che il mio luogo ideale sarebbe un regno verde e tranquillo, in cui la magia non manca mai e l'avventura è dietro l'angolo, circondata da amici, natura e meraviglia. Non che non lo sapessi già, in effetti!

Quali sono i 5 libri in cui vorreste vivere voi?
E cosa ne pensate dei miei?