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martedì 7 dicembre 2021

Recensione "Il bambino argento" di Kristina Ohlsson

Buongiorno Lettori e buon martedì, come state? Finalmente torno operativa dopo una settimana di fermo - ho avuto Tristan a casa con l'influenza e il marito in smart working - e niente, quando non sono da sola perdo i miei ritmi e non riesco a concludere nulla, quindi sono rimasta ferma con scrittura e post, ma oggi dedicherò la giornata a recuperare quello che posso, e iniziamo proprio con la recensione del titolo che ho letto a novembre per la challenge Rispolvera un libro!



"Una storia ai confini della realtà, molto dark, piena di suspense, dove i detective sono tre ragazzini che risolvono un mistero."

Titolo: Il bambino argento
Autore: Kristina Ohlsson
Prezzo: 13,90€
Pagine: 176
Pubblicazione: 2017
Editore: Salani


Trama: Era da tempo immemorabile che a novembre non nevicava a Åhus. Adesso però il suolo è candido di neve e il fiume è ghiacciato al punto giusto per poterci pattinare sopra. Aladdin e Billie, come tutti i ragazzi della città, ne sono entusiasti. Ma non durerà a lungo: una serie di eventi, apparentemente non collegati, sembra minare per sempre le loro sicurezze. Un misterioso barcone appare da un giorno all’altro nel porto della città, e un’inquietante presenza comincia a rubare del cibo intrufolandosi ogni notte nel ristorante dei genitori di Aladdin, che stanno per prendere una decisione disperata. Antiche, sanguinose storie di crimini, di follia e di sfarzosi tesori perduti tornano alla luce, e poi c’è quello strano bambino sconosciuto che appare e scompare nel nulla e che non lascia impronte sulla neve, proprio come un fantasma… Il tempo stringe, gli adulti sembrano troppo presi dai loro problemi di ogni giorno per riconoscere quali sono quelli veri, quindi starà ai due amici cercare di risolvere un caso che, da qualsiasi parte lo si guardi, risulta molto, molto più grande e pericoloso di loro…


Chi è il bambino in pantaloncini corti che sembra
seguirti e non lascia tracce sulla neve?

Con il mio solito ritardo, sono finalmente riuscita a recuperare questa lettura che mi aspettava sullo scaffale da troppo tempo. Stiamo parlando de Il bambino argento, secondo volume di una trilogia Mystery per ragazzi, iniziata con Bambini di cristallo, che avevo letto con piacere qualche anno fa. In questo volume ritroviamo Billie e Aladdin alle prese con una nuova avventura con un pizzico di paranormale: i due amici si troveranno ad indagare sulla scomparsa di cibo dal ristorante gestito dai genitori di Aladdin, e su un prezioso tesoro scomparso tanto tempo prima. Come se non bastasse, un misterioso bambino in pantaloncini appare e scompare in città, senza lasciare impronte sulle neve.
Sullo sfondo di una Svezia invernale, Il bambino argento si è rivelata una piacevole lettura da divorare in poche ore sotto una bella coperta calda, con una tazza di tè in mano. Anche dopo tanti anni è stato molto divertente ritrovare i due protagonisti e accompagnarli pagina dopo pagina verso la risoluzione del mistero, la Ohlsson dimostra di essere un'ottima autrice di Thriller non solo per adulti, ma anche per ragazzi. Questo romanzo segue tutte le linee di un giallo classico, invoglia il lettore a raccogliere indizi e dettagli insieme a Billie e Aladdin e lo stile scorrevole rende praticamente impossibile chiudere il volume prima di essere arrivati all'ultima pagina.
Come nel caso del primo volume, le avventure dei nostri giovani amici sono piuttosto brevi, parliamo quindi di un mistero non troppo complesso né intricato, pensato per lettori dagli 11 anni in su. Per un lettore adulto non è difficile intuire fin dall'inizio la risoluzione di tutta la vicenda, ma questo non rende l'esperienza meno piacevole o avvincente, purché ovviamente si tenga conto del target.
Quindi, per un lettore più esperto il rischio di arrivare a risolvere il mistero ben prima dei protagonisti è piuttosto alto, ma secondo me ci si può divertire comunque a leggere tutto d'un fiato questo piacevole Mystery dalle tinte fredde e invernali. Io ho particolarmente apprezzato come l'autrice, oltre al tesoro scomparso e al bambino misterioso, sia riuscita ad inserire temi attuali e importanti, come la crisi economica e la solidarietà nei confronti dei profughi.
In conclusione, anche se sono fuori target da un bel pezzo, sono contenta di aver finalmente recuperato questa avventura e non vedo l'ora di mettere le mani sul terzo volume, che avrà come protagonista Simona, affiancata come sempre dai fedeli amici Billie e Aladdin.

Fatemi sapere se conoscete questa serie per ragazzi o se vi incuriosisce e vorreste leggerla!

mercoledì 9 giugno 2021

Recensione "La Ragazza degli Orsi" di Sophie Anderson

Buongiorno Lettori e buon mercoledì, come state? Oggi ho deciso di saltare l'appuntamento con gli aggiornamenti di lettura - anche se qualche titolo carino da mostrarvi lo avrei avuto - per parlarvi invece della mia lettura di maggio per la challenge 12 parole per 12 libri. La parola del mese era "scoperta", e io ho scelto La Ragazza degli Orsi, un romanzo per ragazzi che calza a pennello con la tematica. Vi aspetto nei commenti per sapere se lo avete letto o se vi piacerebbe farlo!


Dall’autrice di La casa che mi porta via, un incantevole racconto sull’importanza di sapere da dove si viene per diventare se stessi e sulla forza imbattibile delle storie per trovare il proprio posto nel mondo.


Titolo: La Ragazza degli Orsi
Autore: Sophie Anderson
Illustrazioni: Katherine Honesta
Prezzo: 16,00€
Pagine: 384
Pubblicazione: 2020
Editore: Rizzoli


Trama: La mia mamma adottiva, Mamochka, dice che avevo all’incirca due anni quando mi trovò fuori dalla grotta dell’orsa. Dice che me ne stavo in piedi nuda nella neve, ma con le guance rosa e calde e il più grande dei sorrisi. Capì all’istante che eravamo destinate a stare insieme. Yanka si interroga da sempre sulle proprie origini: è sicura che il mistero che avvolge la sua nascita abbia a che fare con l’irrequietezza che le agita il cuore. Per quanto ami il villaggio in cui è cresciuta con la madre adottiva, infatti, Yanka sente di appartenere a un altro mondo. La natura sembra parlarle; la foresta che circonda la sua casa le sussurra richiami sempre più insistenti. È lì, lei lo sente, che si nascondono le risposte che cerca. È lì, tra fiumi gelati e vulcani infuocati, che vive il ricordo di una storia scintillante come il più limpido cielo notturno. La sua storia: quella di Yanka l’orsa.


Noi lettori lo sappiamo: ci sono storie che parlano direttamente al nostro cuore. Non è una cosa che a me succede spesso, purtroppo. Dico purtroppo perché i libri che riescono a scavare e a farsi largo nel mio petto sono quelli che mi rimangono impressi a lungo e che, dopo tanti anni, riescono ancora a regalarmi grandi emozioni.
La Ragazza degli Orsi sarà uno di questi.
Conoscevo già l'autrice grazie a La casa che mi porta via, uscito qualche anno fa e candidato alla Carnegie Medal, il più importante premio letterario inglese per la letteratura per ragazzi, e finalista al premio Andersen, ma non avendo ancora avuto modo di recuperarlo ho deciso di immergermi direttamente in questa sua seconda opera. Non esagero quando dico che è bastato il prologo a farmi capire che sarebbe diventato uno dei miei libri preferiti: è stato un colpo di fulmine. Fin dalle prime pagine l'autrice ci trasporta in un luogo pieno di magia che, anche se non specificato, sono piuttosto certa corrisponda ad una foresta innevata della Russia. Appassionata di leggende della tradizione slava, la Anderson è riuscita a portare in vita descrizioni meravigliose, rendendo la lettura unica e appassionante, aiutata anche dalle meravigliose illustrazioni di Katherine Honesta, che accompagnano e arricchiscono il testo.

Un giorno mi piacerebbe scoprire la storia del mio passato,
e spero che sia un racconto pieno di meraviglia, che spieghi
chi sono e perché sono diversa, perché sento gli alberi
che sussurrano segreti, e perché avverto sempre la presenza
della foresta, che mi chiama a sé.

Quella di Yanka è una storia potente, che parla di insicurezze e di paure, ma anche di amore e coraggio. Yanka non sa nulla delle proprie origini, vive al villaggio insieme alla sua Mamochka, che l'ha allevata e cresciuta dopo averla trovata davanti alla grotta dell'orsa, quando lei era piccola. Ma Yanka si è sempre sentita diversa, più grande e forte dei ragazzi della sua età, strana, e in mezzo agli altri non ha mai trovato il suo posto. Fuori dal villaggio, la Foresta di Neve le parla. La chiama a sé, sussurrando e incantandola con il suo mistero, e Yanka sa di appartenerle.
Inizia così un viaggio alla ricerca non solo delle proprie radici, ma anche del proprio posto nel mondo. Intervallato dalle fiabe del saggio e misterioso Anatoly e scritto in maniera scorrevole e appassionante, La Ragazza degli Orsi è una favola senza tempo, pregna di magia e di vecchie tradizioni, che affascina dalla prima all'ultima pagina.
Una delle cose che ho amato di più è stato proprio il percorso di crescita di Yanka, che per affrontare le avversità e scoprire le sue origini dovrà imparare a fidarsi degli altri ma, ancora di più, a fidarsi di se stessa e della sua diversità. Romanzi di formazione come questo sono davvero preziosi, riescono a parlare al cuore dei lettori - giovani e non - e a infondere speranza e insegnamenti validissimi.
Con La Ragazza degli Orsi l'autrice è riuscita ad emozionarmi tantissimo, ho riso grazie a Trappola e Yuri, ma ho anche sentito forte e chiaro il dolore di Yanka, la solitudine di Anatoly e l'amore incondizionato di Mamochka. Ho divorato una pagina dopo l'altra, curiosa e speranzosa, ma mi sono anche commossa di fronte alla potenza dei messaggi che, in maniera così delicata e incantevole, l'autrice ha saputo nascondere nell'avventura di Yanka e del gruppo di amici che la accompagna.
Onestamente non cambierei una sola virgola di questo romanzo, lo ritengo davvero un piccolo capolavoro adatto a grandi e piccini, e so che la Foresta di Neve mi mancherà moltissimo, ma mi resterà nel cuore per molto tempo. E, dato che uno dei personaggi che ho amato di più è stata proprio la casa con le zampe di gallina - dimora delle Yaga, le streghe che aiutano le anime dei morti a raggiungere le stelle - ho subito provveduto a recuperare La casa che mi porta via, che non vedo l'ora di leggere. Tra le tante tematiche trattate infatti c'è anche quella della morte, indissolubilmente legata alle leggende e alla magia che caratterizzano l'intero romanzo.
Oltre ad essere uno dei più belli romanzi di formazione per ragazzi che mi sia capitato tra le mani, La Ragazza degli Orsi è senza alcun dubbio un titolo potente, delicato e coraggioso, che offre ottimi spunti di riflessione e regala grandi emozioni.
E lo fa in una maniera semplicemente perfetta.

Conta solo come mi vedo io.

Fatemi sapere se conoscete questo romanzo o se avete letto qualcosa dell'autrice!

venerdì 26 febbraio 2021

Recensione "Tilly e i segreti dei libri" di Anna James

Buongiorno Lettori e buon venerdì, come state? Spero abbiate trascorso una bella settimana, la mia purtroppo è stata costellata da mal di testa ed emicrania, ultimamente ne sto soffrendo più del solito ed è il motivo per cui non sono molto attiva qui sul blog. Spero sia dovuto al cambio di stagione e di stare meglio con l'arrivo della primavera! Ma tornando alle cose belle, a novembre avevamo regalato a Tristan Tilly e il segreto dei libri, e qualche giorno fa abbiamo terminato di leggerlo insieme. Lui lo ha adorato, io decisamente meno! Fatemi sapere nei commenti se lo avete letto e cosa ne pensate!


Un inno al potere della fantasia.

Titolo: Tilly e i segreti dei libri
Serie: Pages & Co. vol.1
Autore: Anna James
Prezzo: 15,00€
Pagine: 400
Pubblicazione: 2020
Editore: Garzanti


Trama: Pochi al mondo amano i libri più dell’undicenne Tilly Pages. Per lei non esistono amici migliori dei volumi polverosi che ingombrano gli scaffali della libreria di famiglia. È in quelle pagine che ha trovato conforto dopo che la mamma se n’è andata. Non passa minuto senza che stia con il naso infilato nella carta. Quando un giorno, all’improvviso, in libreria entrano Alice nel Paese delle Meraviglie e Anna dai capelli rossi, Tilly non può credere ai propri occhi: non c’è dubbio, sono loro! E la stanno invitando a bere il tè dal Cappellaio Matto e a visitare la scuola di Green Gables. Tilly è sicura si tratti di un sogno. Ma non è così. E nessuno meglio dei nonni che l’hanno cresciuta può confermarle che è tutto vero. Perché Tilly ha un dono eccezionale: è una librovaga e può entrare e uscire dalle storie per vivere straordinarie avventure. Un dono che ha ereditato dalla madre e che le dà il diritto di accedere a una biblioteca molto speciale, riservata ai librovaghi come lei, che lì vengono istruiti e protetti. Librovagare, infatti, può anche rivelarsi molto pericoloso e servono i giusti trucchi per affrontare insidie e ostacoli che si nascondono dietro ogni pagina. Ma Tilly non ha paura. Conosce troppo bene le storie per non fidarsi dei personaggi che le animano e ha bisogno del loro insostituibile aiuto per scoprire la verità su ciò che è accaduto alla mamma. Fare luce su un segreto che potrebbe cambiare ogni cosa.


Da questo romanzo mi aspettavo tante cose, ma di certo non pensavo che lo avrei bocciato. Al momento della sua pubblicazione, Tilly e il segreto dei libri ha riscosso un grande successo, evento piuttosto raro visto il target a cui è rivolto. In genere i middle grade non vengono calcolati più di tanto, ma d'altronde l'autrice è andata sul sicuro. Come? Dico solo questo: libri che parlano di libri. Proprio così, in genere basta questo elemento a far capitombolare gli amanti della lettura, ma sarò sincera, in vita mia ne ho trovati davvero pochissimi di mio gradimento, nella maggior parte dei casi ne resto delusa, e così è stato anche questa volta. Ma facciamo un passo indietro: abbiamo regalato Tilly a Tristan per il compleanno, e leggerlo insieme è stata una bellissima esperienza. Per più di due mesi è stato il nostro appuntamento fisso, comunque andasse la giornata sapevamo che prima di dormire ci sarebbe stato un nuovo capitolo di Tilly da scoprire insieme e, anche se abbiamo sempre letto moltissimo insieme fin da quando è piccolo, raramente l'ho visto così rapito da un romanzo. Vedere la sua emozione e vivere la storia attraverso i suoi occhi meravigliati mi ha permesso di affezionarmi almeno un minimo a Tilly e agli altri personaggi, ma questo non è bastato a salvarlo dalla bocciatura.
Messo da parte l'affetto - più per il magico momento di lettura che si è creato che per il titolo in sé - e la soddisfazione di vedere Tristan così affascinato, devo purtroppo ammettere che a me questo primo volume della serie Pages & Co. non ha convinto molto. La trama oggettivamente è carina e semplice: Tilly vive insieme ai nonni e li aiuta a gestire la libreria di famiglia, non ha mai conosciuto il papà, e la mamma è misteriosamente sparita quando lei era in fasce. Tutto si complica quando scopre di essere una librovaga e, grazie a questo dono, inizierà a viaggiare nei libri e a parlare con i personaggi dei suoi romanzi preferiti, in particolare Anna di Anna dai capelli rossi e quella dispettosa di Alice. Niente di nuovo, ma se un'idea di base funziona sempre un motivo ci sarà.

Una bambina con un dono speciale. Una biblioteca segreta.
Un viaggio magico nel cuore delle storie.

Sullo stile dell'autrice non ho molto da dire, l'ho trovato senza infamia e senza lode, scorrevole ma mai coinvolgente. Il problema è stato tutto il resto: trama e personaggi mi sono sembrati totalmente piatti e apatici, come se l'autrice si limitasse a raccontare una scena, senza farmela vivere davvero, il che è ancora più terribile e triste dato che stiamo parlando di una storia che ruota proprio intorno all'amore per la lettura e al potere dell'immaginazione. Questa è stata la delusione più grande, ma non l'unica. Personalmente l'ho trovato davvero troppo lungo e, di conseguenza, molto noioso. In questo primo volume della serie succede poco o niente e 400 pagine sono davvero troppe, ne bastavano la metà a dir tanto. Alla faccia del voler allungare il brodo, vorrei dire. Questa scelta ha avuto come conseguenza una narrazione lenta e poco coinvolgente, dal mio punto di vista non avevo alcun interesse a scoprire cosa sarebbe successo - anche perché la trama è fin troppo prevedibile e si capiva fin dai primi capitoli dove sarebbe andata a parare - e vi dirò di più, non l'ho abbandonato solo perché lo leggevo con Tristan. Fosse stato per me penso che avrei sbirciato il finale solo per capire se avevo indovinato la conclusione e tanti saluti. Con questo non voglio dire che sia un brutto romanzo per ragazzi o che sia scritto male, d'altronde è pensato per lettori molto giovani e se Tristan ci si è appassionato così tanto significa che di base fa il suo dovere, ma io in quanto adulta mi sono annoiata terribilmente, l'ho trovato scontato e debole su tutti i fronti. Penso che, semplicemente, non abbia niente di speciale. Mi aspettavo un'avventura magica che mi trasportasse nel mondo dei libri, ero pronta a vivere di inchiostro e a respirare atmosfere incantate, e invece nulla, solo un'assenza totale di emozione o curiosità.
Devo però spezzare una lancia in suo favore: ruotando intorno al mondo dei libri, vengono citati diversi classici per ragazzi. Si tratta di titoli che io per la maggior parte ho già letto, ma a Tristan è piaciuto moltissimo avere un assaggio di altre storie e mi ha già chiesto di leggere insieme Anna dai capelli rossi, L'isola del tesoro e La piccola principessa, e questa penso sia una cosa molto bella. Nonostante a me non abbia lasciato nulla spero comunque che i seguiti vengano tradotti, così da poter continuare a leggere la storia di Tilly insieme a Tristan, e chissà che andando avanti non cambi idea. Mi sembra di aver capito che il secondo volume sia ambientato nel mondo delle fiabe, il che mi fa ben sperare, ma se devo dare un giudizio solo a questo primo capitolo non posso mentire: a un lettore adulto non lo consiglierei. Spero di ricredermi!

Fatemi sapere se avete letto questo romanzo e cosa ne pensate! In genere vi piacciono i libri che parlano di libri? Per il momento l'unico che ho amato è stato Cuore d'inchiostro, gli altri mi hanno sempre deluso!

mercoledì 27 gennaio 2021

Recensione "Le valigie di Auschwitz" di Daniela Palumbo

Buongiorno Lettori e buon mercoledì, come state? Oggi ho deciso di saltare l'appuntamento con gli aggiornamenti di lettura per parlarvi invece di un titolo per ragazzi che ho letto per celebrare la Giornata della Memoria, che cade sempre il 27 gennaio. Se vorrete farmi sapere nei commenti cosa ne pensate di questo titolo ne sarei felice, ma ditemi anche che cosa avete letto voi a tema, o quali titoli mi consigliate per approfondire questo periodo storico ancora così triste e doloroso.


Le valigie di Auschwitz ha vinto il Premio letterario
Il Battello a Vapore 2010

Titolo: Le valigie di Auschwitz
Autore: Daniela Palumbo
Prezzo: 11,00€
Pagine: 192
Età: a partire dai 10 anni
Pubblicazione: 2011
Editore: Piemme

 

Trama: Carlo, che adorava guardare i treni e decide di usarli come nascondiglio; Hannah, che da quando hanno portato via suo fratello passa le notti a contare le stelle; Émeline, che non vuole la stella gialla cucita sul cappotto; Dawid, in fuga dal ghetto di Varsavia con il suo violino. Le storie di quattro ragazzini che, in un'Europa dilaniata dalle leggi razziali, vivono l'orrore della deportazione.

Non serve conoscere le persone per sentirne la mancanza,
basta un nome scritto sopra una valigia.

 

Come sono certa saprete, oggi si celebra la Giornata della Memoria, ricorrenza internazionale mirata a commemorare le vittime dell'Olocausto. Per questo tutti gli anni, il 27 gennaio, cerco di proporvi una lettura che in un modo o nell'altro affronti questa tematica. Naturalmente stiamo parlando di un periodo storico che andrebbe approfondito e celebrato anche durante il resto dell'anno, ma ho sempre pensato che avere una data fissa sia importante, spinge le persone ad avvicinarsi a storie che, altrimenti, probabilmente non leggerebbe. Quest'anno, avendo a disposizione poco tempo, ho voluto dedicarmi ad un titolo per lettori molto giovani che avevo in casa da tanto tempo. Nel 2010 Le valigie di Auschwitz ha vinto il premio Battello a Vapore, quindi ero molto curiosa di scoprire se mi sarebbe piaciuto, e a lettura terminata posso dire che per il target a cui è rivolto è sicuramente un titolo valido. Il libro è indicato dai 10 anni in su e, se ripenso alla me bambina - o a mio figlio, che non ha ancora l'età consigliata per questa lettura, ma quasi - mi rendo conto di quanto deve essere difficile bilanciare argomenti e intensità, in un caso simile. A quest'età i giovani lettori possono iniziare ad avvicinarsi alla storia del popolo ebraico, ma è necessario usare le giuste parole, per raccontare l'orrore che è stato e che, speriamo, non si ripeterà mai più. La lettura per me è stata molto scorrevole, la narrazione segue le storie di quattro bambini ebrei e di come, insieme alle rispettive famiglie, vivono l'arrivo delle leggi razziali e, in seguito, la paura della deportazione. Ho trovato molto interessante avere più punti di vista: Carlo vive in Italia, Hannah e Jacob in Germania, Émeline in Francia e Dawid in Polonia. Quattro paesi, quattro famiglie che a modo loro affrontano la guerra, la povertà e le privazioni. Il libro riesce a dare una prospettiva realistica ed interessante di ciò che succedeva durante il periodo delle deportazioni, mantenendo sempre un linguaggio e uno stile semplice e scorrevole. Sul fronte educativo non ho nulla da dire, offre ottimi spunti di riflessione e insegnamenti, è il tipo di romanzo che penso dovrebbero proporre le scuole come lettura di classe per introdurre l'argomento. Al di fuori dell'ambiente scolastico consiglierei comunque di leggerlo insieme ai più giovani, perché per quanto soft, le tematiche restano crude e tristi e penso che per i ragazzi sia importante potersi appoggiare ad un adulto per esprimere dubbi o chiedere chiarimenti. Per me è stata una lettura valida e interessante, non posso dire che mi abbia straziata particolarmente, ma questo perché ormai sull'argomento ho già letto e visto molto, quindi ero ben preparata. Certo è che rimanere impassibili di fronte alle storie di questi bambini è impossibile, quindi è un titolo che vi consiglio. La letteratura per adulti offre moltissimi titoli, biografie e storie vere sull'accaduto, ma penso che Le valigie di Auschwitz sia adatto a qualsiasi età. Quando sarà abbastanza grande lo rileggerò sicuramente insieme a mio figlio.

Una speranza è una speranza. Punto. E una valigia è il posto giusto per conservarla. Perché c'è spazio per andare, e per tornare. Di solito è così che funziona. Ma non per questa storia, non per quelle valigie.

Se avete letto questo libro, cosa ne pensate?
E quali titoli mi consigliate per celebrare la Giornata della memoria?

lunedì 7 dicembre 2020

Recensione "Fairy Oak - La Storia Perduta" di Elisabetta Gnone

Buongiorno Lettori e buon lunedì, come state? Come al solito voglio iniziare la settimana parlando di uno dei romanzi che ho appena terminato, e non potrei essere più felice di così dato che, come avrete capito dal titolo, oggi ci dedicheremo ad una delle mie saghe del cuore. Spero mi farete sapere nei commenti cosa ne pensate voi di questa serie per ragazzi o, in generale, dei libri della Gnone!


In occasione del 15° anniversario della saga,
una nuova storia ci riporta a Fairy Oak

Titolo: Fairy Oak - La Storia Perduta
Autore: Elisabetta Gnone
Prezzo: 18,00€
Pagine: 400
Pubblicazione: 2020
Editore: Salani

 

Trama: Il tempo è passato e molte cose sono cambiate a Fairy Oak, e così capita di immelanconirsi riguardando vecchie fotografie davanti a un tè, ricordando vecchi amici e grandi avventure. Ma quando i ricordi approdano all'anno della balena, i cuori tornano a battere e i visi a sorridere. Che anno fu! Cominciò tutto con una lezione di storia, proseguì con una leggenda e si complicò quando ciascun alunno della onorata scuola Horace McCrips dovette compilare il proprio albero genealogico. Indagando tra gli archivi, le gemelle Vaniglia e Pervinca, con gli amici di sempre, si mettono sulle tracce di una storia perduta e dei suoi misteriosi protagonisti. E mentre il loro sguardo ci riporta nella meravigliosa valle di Verdepiano, si consolidano vecchie amicizie, ne nascono di nuove, si dichiarano nuovi amori e si svelano sogni che diventano realtà.

Le radici dei popoli sono come le radici degli alberi: consolidano il terreno per le generazioni future. E ogni storia perduta, o dimenticata, può contenere molte verità.


Sono trascorsi ben quindici anni da quando le gemelle Periwinkle hanno trovato per la prima volta uno spazio in libreria, ma soprattutto nei nostri cuori. In questi quindici anni non saprei calcolare quante volte ho riletto le avventure di Vaniglia e Pervinca, inizialmente da sola, e poi con mio figlio.  Per quanto mi riguarda, quindi, non sono mai stata lontana dalla valle di Verdepiano per troppo tempo, per me Fairy Oak è sempre stata una sorta di appuntamento fisso. L'uscita de La Storia Perduta, però, ha segnato un ritorno importantissimo: non solo quello delle magiche ambientazioni e dei luoghi che tanto mi hanno fatto sognare, ma qualcosa di ancora più stupefacente, che ormai molti di noi temevano non sarebbe mai arrivato. Nuove avventure. Nuove storie, leggende che tornano alla luce e verità da troppo tempo dimenticate. Elisabetta Gnone, dopo tanto tempo, ci ha regalato un nuovo romanzo ambientato in questo splendido villaggio di maghi e streghe, e ritrovare i personaggi a cui nel corso del tempo mi sono tanto affezionata è stata un'emozione indescrivibile. L'idea che ci fossero ancora eventi da raccontare sulle gemelle, la fatina Felì, Grisam e il resto della banda mi ha riempita di gioia e mi sono letteralmente goduta ogni singola pagina di questo nuovo splendido romanzo, con calma, per assaporarne la magia, la delicatezza e la dolcezza che da sempre contraddistinguono le opere di questa meravigliosa autrice di cui ormai ho letto tutto.
La Storia Perduta si apre con uno scenario che è riuscito a commuovermi e al tempo stesso a farmi sentire a casa, serena. Gli anni a Fairy Oak sono passati e le nostre amate gemelle Periwinkle, ormai anziane, ricordano una grande avventura vissuta insieme agli amici, che ci viene raccontata grazie ad  un album fotografico e alle loro memorie. Questa doppia narrazione permette di ritrovare la banda al completo, nell'età dei primi amori e con una gran voglia di avventura, ma di scoprire anche un'atmosfera più quieta e malinconica, fatta di persone che ormai se ne sono andate, ma che vengono ancora ricordate con affetto. Come avrete capito il romanzo mi è piaciuto, ho ritrovato in queste pagine la magia e l'amore per la natura e per gli animali che da sempre caratterizzano questa saga, anche se inizialmente non è stato facilissimo abituarmi a questa versione aggiornata dei personaggi, devo ammetterlo. Quindici anni sono tanti anche per uno scrittore e ritrovare le voci delle proprie creature non è così immediato. Ho comunque amato moltissimo La Storia Perduta, per le emozioni meravigliose e dolcissime che mi ha regalato, e non vedo già l'ora di tornare a Fairy Oak con il prossimo libro, ma non posso negare che il tempo trascorso un po' si sia fatto sentire, penso ci vorrà ancora un po' prima che la penna della Gnone possa tornare a disegnare con naturalezza i personaggi che, per questo primo ritorno, ho sentito un po' forzati. Mi sono comunque goduta la lettura con tutto il cuore, ogni volta che torno a Verdepiano mi innamoro di nuovo di tutto - le scogliere, i profumi e i colori del villaggio e l'energia che emana - e sono prontissima a buttarmi a capofitto nelle prossime avventure che, speriamo, arriveranno presto. Ovviamente vi consiglio di recuperarlo se avete già letto la trilogia principale e la saga dei Quattro misteri! Non vedo l'ora di scoprire quali altre storie hanno in serbo per noi Vaniglia e Pervinca.


Fatemi sapere se anche voi amate il mondo di Fairy Oak e, ovviamente, se avete già recuperato questo nuovo romanzo della saga!

martedì 6 ottobre 2020

Review Party "La gita del terrore" di Katherine Arden (Speciale Halloween)

Buongiorno Lettori e buon martedì, come state? Come avrete capito dal titolo, oggi vi tengo compagnia con un post molto speciale! Prima di tutto perché è da un po' che non partecipavo ad un Review Party e poter leggere in anteprima libri così carini è sempre un grande onore, e in secondo luogo perché con questa recensione diamo finalmente il benvenuto alla rubrica Speciale Halloween 2020! Se mi seguite da un po' saprete che al mese di ottobre dedico sempre dei post specifici, e per quest'anno il programma è piuttosto semplice: ho pensato di recensirvi 4 titoli - uno a settimana - per ragazzi, perfetti per il periodo di Halloween! Dopo La gita del terrore vi parlerò di un giallo per ragazzi e poi di un libro illustrato, per l'ultima puntata invece sono ancora indecisa tra due titoli, ma c'è tempo. Spero che questa serie di post vi piacerà! Adesso però vi lascio alla recensione e ringrazio ancora una volta Mondadori per la copia omaggio. Naturalmente vi invito a passare anche sui blog delle altre ragazze che partecipano all'evento per scoprire il loro parere su questo romanzo e, se vi va, vi aspetto alla prossima puntata degli Speciale Halloween!


C'è sempre una qualche storia di fantasmi.
Che ci piaccia o no.

Titolo: La gita del terrore
Serie: Small spaces #1
Autore: Katherine Arden
Prezzo: 16,00€
Pagine: 192
Pubblicazione: ottobre 2020
Editore: Mondadori

 

Trama: Ollie ha undici anni, e da quando la sua geniale e avventurosa mamma non c'è più, si sente sempre un po' fuori posto nel mondo. Il suo unico rifugio è la lettura. Così, quando vede una sconosciuta che sta per gettare un piccolo libro nero nel torrente, d'impulso decide di salvarlo: glielo ruba e scappa via. In una notte di pioggia e vento inizia a leggere l'inquietante storia di un patto d'amore maledetto racchiusa tra le pagine del misterioso libriccino. Il giorno dopo scopre che la meta della gita di classe è proprio la fattoria della storia, un luogo che esiste davvero e che rivelerà un passato di misteri e sparizioni inspiegabili. Durante il viaggio di ritorno dalla fattoria il pullmino sul quale viaggiano Ollie e i suoi compagni si ferma... Mentre cala il buio e si alza una strana nebbia, sull'orologio rotto di Ollie, un ricordo della mamma, compaiono un conto alla rovescia e un messaggio inequivocabile: VIA!

Non so se succede anche a voi, ma appena inizia ottobre vengo travolta dalla voglia di dedicarmi a letture cupe e misteriose, in attesa di poter festeggiare Halloween. Quest'anno non è stato diverso, e sono felice di poter dire di essere partita alla grande con La gita del terrore! In primo luogo si tratta di un middle grade davvero ben scritto, ma su questo non avevo dubbi dato che conoscevo già l'autrice grazie alla sua trilogia Fantasy La notte dell'inverno. Ma tornando a Small Spaces - titolo originale di questo romanzo per ragazzi - sono rimasta piacevolmente sorpresa nello scoprire che è sì il primo volume di una saga composta da quattro libri, ma ogni volume è dedicato ad una stagione e di conseguenza ad un'avventura pressoché autoconclusiva! Questo primo romanzo è ambientato ovviamente in autunno e io l'ho trovato davvero avvincente, non avrei potuto chiedere di meglio per entrare nel mood di Halloween. Fin dalle prime pagine ho apprezzato moltissimo lo stile dell'autrice, molto scorrevole e appassionante, ma a colpirmi ancor di più è stata la dinamica familiare: Ollie, la protagonista, ha da poco perso l'adorata mamma e vive sola con un papà un po' stravagante, affettuoso e triste. Ho apprezzato moltissimo come, seppur non sia il punto centrale della storia, il lutto abbia un ruolo fondamentale in tutto il romanzo. Penso che la tematica della perdita sia stata trattata in maniera valida e delicata, dona un pizzico di nostalgia al romanzo ma riesce ad avere comunque un risvolto positivo ai fini della trama e trasmette un bel messaggio. Ennesima conferma di quanto sia importante parlare ai giovani lettori del lutto e, attraverso gli ostacoli superati dai personaggi, dar loro uno spunto di riflessione educativo e positivo. La gita del terrore in questo riesce benissimo, unisce avventura, pericolo e il dolore della protagonista in un'intrigante avventura dalla tinte horror.

C'è sempre una qualche storia di fantasmi. Che ci piaccia a no. Ovunque tu vada in questo enorme, terribile mondo meraviglioso troverai sempre una storia di fantasmi ad aspettarti. A volte inventata, a volte no.

La storia di per sé è ben sviluppata e scorrevole, dato che conta meno di 200 pagine la considero una lettura perfetta da divorare la notte di Halloween. Non essendo eccessivamente lungo il romanzo trascina il lettore nel cuore dell'avventura fin dalle prime pagine e la trama mantiene un ritmo serrato che appassionerà facilmente anche i lettori più giovani. È davvero interessante il modo in cui una semplice gita scolastica si trasforma in una storia di fantasmi e di pericoli, popolata da spaventapasseri malvagi, campi di grano e misteri venuti dal passato. Penso che il punto forte di questo libro sia soprattutto l'atmosfera cupa e autunnale che caratterizza tutta la storia, mi sono sentita davvero trasportare insieme a Ollie, Coco e Brian in questa mostruosa lotta contro il tempo per riuscire a sfuggire all'orrore. Mi è piaciuto molto anche il legame di amicizia che si è creato tra i personaggi, costretti ad unire le forze per sopravvivere. Ognuno di loro possiede pregi e difetti molto realistici ed è stato divertente vederli collaborare, seppur con un'iniziale riluttanza. Il finale, poi, non è stato affatto deludente! Diciamo che non avrei disdegnato qualche pagina in più nella parte dello scontro finale, ma è stato comunque un bel momento, carico di tensione ed effetto, sono certa che da ragazzina lo avrei amato moltissimo. Anche letto da adulti, però, ha il suo perché! Dopo essere rimasta incollata alle pagine fino all'ultima riga e averlo divorato tutto in un'unica notte di pioggia non posso far altro che consigliarvelo, si tratta di un romanzo validissimo e scorrevole, che regala un mix perfetto di brividi, risate e adrenalina, sullo sfondo di una cupa notte autunnale. Se come me amate Halloween e volete ingannare l'attesa con una storia di fantasmi, misteri e zucche è il titolo perfetto, lo divorerete in un soffio! Io sono davvero felice di averlo letto, ha tutto quello che cerco in un bel middle grade e spero con tutta me stessa che gli altri volumi della serie non tardino ad uscire, in particolare mi incuriosisce moltissimo il secondo libro, ambientato in inverno nel mezzo di una tempesta di neve.


Cosa ne pensate di questo titolo, vi ispira? Lo leggerete?

venerdì 31 luglio 2020

5 cose che - 5 libri per ragazzi

Buongiorno Lettori e buon venerdì, come state? L'afa di questi giorni mi sta davvero mettendo KO, per fortuna c'è stato qualche temporale, ma in generale mi sento davvero uno straccio. Spero che voi vi stiate vivendo l'estate in maniera più felice, magari al mare o in montagna. Ma tornando a noi, se mi seguite da un po' saprete che il tema di oggi mi sta molto cuore, infatti i libri per ragazzi sono tra i miei preferiti in assoluto e quando si tratta di parlarne mi trasformo in una sorta di Sailor Moon dei poveri, che si batte per questo target nella speranza di far capire anche agli altri quanto sia valido e meritevole. Qui sul blog potete già trovare una sezione interamente dedicata ai romanzi Middle Grade, quindi oggi cercherò di consigliarvi alcuni titoli che di solito cito meno e, possibilmente, che siano autoconclusivi. Ricordiamoci che per "libri per ragazzi" in genere si parla di un target molto giovane, in linea di massima dai 14 anni in giù, e non di Young Adult che, per quanto altrettanto validi, vanno a coprire  una fascia di età più alta. Parentesi chiusa, passo subito a mostrarvi i titoli che ho scelto per voi, fatemi sapere cosa ne pensate!




5 LIBRI PER RAGAZZI


Quella casa sulla collina, Linda Newbery: Autoconclusivo e molto appassionante, questo romanzo piacerà sicuramente a chi ama i misteri e un pizzico di brivido. A fare da sfondo all'avventura una vecchia e cupa casa nella campagna inglese e una ragazzina troppo curiosa. Lettura davvero carina e scorrevole, perfetta per piccoli e grandi, magari per trascorrere qualche noioso pomeriggio estivo.


Gli incubi di Hazel, Leander Deeny: Se amate i libri strani questo fa per voi! Lugubre e bizzarro, lo avevo scelto come lettura per la notte di Halloween e ne sono rimasta piuttosto soddisfatta. Non è uno dei miei romanzi preferiti, ma l'avventura di Hazel nella tetra villa della zia offre spunti di riflessione davvero interessanti. Anche se non sfocia mai nell'horror non lo consiglierei a lettori troppo piccoli. Se apprezzate le atmosfere gotiche tipiche di Tim Burton dategli una chance!


La leggenda di Robin, Elena Kedros: Questo è l'unico titolo a far parte di una serie, promesso! Si tratta del primo volume di una trilogia Fantasy che racconta la figura di Robin Hood come non l'avete mai vista: in questa fantastica avventura Robin è una ragazzina rimasta orfana, che verrà accolta da un bizzarro gruppo di ladri. Una storia di uguaglianza, giustizia e povertà, che affronta in modo delicato alcuni temi difficili. Davvero valido e ben scritto, la Kedros non mi delude mai.


La vera storia di Capitan Uncino, P.D. Baccalario: Baccalario è senza dubbio uno dei migliori autori per ragazzi in circolazione, e questo suo romanzo ispirato a niente meno che Capitan Uncino è davvero appassionante! In breve, è il 28 aprile del 1829 quando nasce un bambino che potrebbe cambiare le sorti dell’Inghilterra: è il figlio illegittimo di re Giorgio IV, e per questo viene subito esiliato. Gli verranno dati molti nomi, uno tra questi sarà proprio Capitan Uncino. Curiosi?


Sophie sui tetti di Parigi, Katherine Rundell: Per concludere, un titolo che ho adorato! Nato come libro per ragazzi, ma destinato a conquistare anche gli adulti che conservano nel proprio cuore un pizzico di magia, la storia di Sophie è di una dolcezza disarmante. Se il genere vi piace lo divorerete in un soffio, grazie anche allo stile dell'autrice e alle splendide descrizioni di Parigi. Consigliatissimo!
Sapete che quando di tratta di libri per ragazzi potrei parlare per ore, ma ho cercato di citare titoli un po' diversi dal solito. Cosa ne pensate? Li conoscete?

lunedì 16 marzo 2020

Witchy Books #1 - libri a tema streghe (bambini e ragazzi)


Buongiorno Lettori e buon inizio settimana, come state? Oggi sono felicissima di potervi finalmente svelare la prima puntata di un piccolo progetto a cui tengo moltissimo! Avevo iniziato a lavorarci su già lo scorso anno, ma per comodità ho deciso di aspettare l'anno nuovo per iniziare a pubblicare questa nuova rubrica che ho ideato per il blog. Come avrete già capito dal titolo del post la rubrica in questione si chiama Witchy Books, e andrò a parlarvi di libri a tema streghe!

L'idea è nata proprio grazie a voi e ai social: quasi ogni giorno ricevo messaggi e commenti in cui mi chiedete quali sono i libri a tema streghe che consiglio, che ho preferito, o che ritengo più validi. È una domanda che mi viene fatta talmente spesso che ho finito col crearmi una lista di titoli sul cellulare, così da potervi rispondere più velocemente, senza dover ripescare ogni volta i libri. Ho quindi pensato che sarebbe stato carino e utile trasferire questi consigli direttamente qui sul blog, ma vista la mole di testi pubblicati su questo argomento ho dovuto capire un po' come gestire la rubrica, e alla fine credo di aver trovato una soluzione abbastanza comoda.

Ho quindi deciso che Witchy Books sarà una sorta di mini rubrica, composta da 4 puntate, questo perché ho notato che la prima domanda che pongo a chi mi chiede consiglio è proprio quale target stai cercando? Di libri sulle streghe ne esistono centinaia e il contenuto si differenzia soprattutto in base al target a cui si rivolgono. Le 4 puntate di questa rubrica saranno quindi divise in: bambini e ragazzi, Young Adult, romanzi per adulti e infine una puntata bonus, in cui mi piacerebbe lasciare spazio a titoli che non rientrano in nessuna delle prime tre categorie.

Avendo in programma 4 puntate ho deciso che pubblicherò Witchy Books ogni tre mesi. Di conseguenza ci rivedremo a giugno con la puntata sugli Young Adult, a settembre con i libri destinati ad un pubblico più maturo e infine a dicembre con la puntata bonus. Ora non mi resta che lasciarvi con questo primo post dedicato ai libri per lettori molto giovani! Nella prima parte vi parlerò dei titoli che ho già letto, nella seconda invece farò una breve carrellata di quelli che conosco, ma che non ho ancora letto. Naturalmente citare tutti i libri a tema streghe sarebbe stato impossibile, ma ho cercato di inserire quelli che in genere tendo a consigliarvi più spesso.





LIBRI A TEMA STREGHE CHE HO GIÀ LETTO


NIGHT WITCHES SERIES, MICHAEL MOLLOY: a distanza di tanti anni questa rimane una delle mie trilogie per ragazzi preferita! Ricordo di averla trovata davvero avventurosa, originale e ben scritta, prima o poi voglio assolutamente rileggerla. In piccola parte mi ha sempre ricordato la trilogia Queste Oscure Materie, anche se non so dire esattamente perché. Se vi piace il target vi consiglio assolutamente di recuperarla, se ne trovano poche così carine ormai! (età di lettura 12 anni)




TRILOGIA DELLA FATA DI CITTÀ, MIKI MONTICELLI: ecco un'altra delle trilogie che ho amato follemente! Come da titolo, non parla esattamente di streghe - ho barato, lo so! - ma di una ragazzina che scopre di avere sangue di fata nelle vene. Ve la consiglio comunque in questa rubrica perché lo stile dell'autrice è validissimo e nella storia sono presenti negromanti e tanta magia quindi dai, concedetemela. La lettura è scorrevole e appassionante, davvero carina! (età di lettura 10 anni)




FAIRY OAK, ELISABETTA GNONE: Fairy Oak non ha bisogno di presentazioni, anche perché ve ne ho parlato in lungo e in largo nel corso degli anni qui sul blog, ma non poteva assolutamente mancare nella lista! Parliamo di un delizioso villaggio in cui streghe e non-magici convivono in serenità. E le nostre due protagoniste, le gemelle Periwinkle, si troveranno ad affrontare una grandissima oscurità. Strega della luce una, strega del buio l'altra, questa meravigliosa storia non può mancare nelle vostre librerie! C'è amore, avventura, magia e una splendida ambientazione. (età di lettura 9 anni)




SEPTIMUS HEAP SERIES, ANGIE SAGE: altra serie che ha avuto un ruolo fondamentale nella mia infanzia e, purtroppo, davvero poco conosciuta. Si parla non solo di maghi e di streghe - e di una trama davvero bizzarra, lasciatemelo dire - ma anche di alchimia. Non sono molti i libri rivolti a questo target incentrati sull'alchimia e ricordo di esserne rimasta affascinata da ragazzina! Unica pecca: in italiano la serie è stata troncata al quarto libro. In tutto sarebbero sette, ma se avete la possibilità di leggerla in inglese fateci un pensierino, è molto particolare! (età di lettura 9 anni)




SETTE GIORNI DA STREGA, KAYE UMANSKI: questa lettura risale allo scorso anno e me ne sono a dir poco innamorata! La trama è molto semplice e lineare ed essendo pensata per lettori giovanissimi si legge in un soffio, ma per me è stata una compagnia coinvolgente e deliziosa, con personaggi buffi, incantesimi e un vago - ma neanche tanto - sentore di fiaba. (età di lettura 7 anni)

DIARIO SEGRETO DI UNA STREGA, ESMÈ R. CODELL: lettura spassosissima che ancora adesso sfoglio con piacere ogni tanto. Le tetre avventure di Amalia Prodigiosa nella scuola di Stregologia mi hanno sempre strappato qualche risata, è una lettura ironica e adorabilmente cinica, ma che nasconde anche qualche bel messaggio positivo per i giovani lettori. (età di lettura 9 anni)

A SCUOLA CON LE STREGHE, EMILY GOULD: di questo libro purtroppo non posso parlare benissimo, la lettura risale a molti anni fa, ma ricordo che non mi aveva conquistata più di tanto. La trama è molto carina e originale, ma la protagonista non mi era proprio andata giù, così come quasi tutti i personaggi, e il finale mi aveva delusa molto. Non lo considero un pessimo romanzo, non è decisamente tra i miei preferiti, ma per l'età indicata resta un titolo valido. (età di lettura 11 anni)




LA SETTIMA STREGA, PAOLA ZANNONER: ecco uno dei miei romanzi preferiti di sempre! Letto e riletto sia da ragazza che da adulta, questa storia mi emoziona sempre moltissimo. La protagonista è Meg Mellow, che scopre di essere una strega... e non una strega qualunque, ma l'ultima di una successione di sette potenti donne, accomunate da un tragico destino: la morte. Condannate al rogo, avvelenate, deportate nei campi di sterminio. La Meg del presente però ha una missione: tornare indietro nel tempo e cercare di salvare tutte le sue sorelle in una sola notte. Per quanto semplice, questa validissima lettura mi commuove e mi emoziona sempre. (età di lettura 12 anni)

MARY E IL FIORE DELLA STREGA, MARY STEWART: più conosciuto grazie al film d'animazione che ne è stato tratto, questo breve romanzo è stata una bella scoperta per me. Mi aspettavo una lettura per bambini e invece, nonostante sia indirizzata ai più piccoli, l'ho trovata molto cupa in alcune parti. Anche in questo caso abbiamo una scuola di magia e una giovane protagonista che scopre di essere una strega, trama un po' scontata ma a modo suo molto carino. (età di lettura 10 anni)

FRUSCIO DI STREGHE, ANNA DALE: concludo con una storia avventurosa e magica! Questo volume è ambientato durante la notte di Natale, il protagonista finisce infatti in un covo di streghe e trascorrerà delle vacanze natalizie indimenticabili. Si tratta di una lettura leggera e scorrevole, ma anche appassionante, che secondo me potrebbe far sognare per qualche ora anche un lettore adulto. Se cercate magia, avventura e amicizia è il titolo che fa per voi! (età di lettura 11 anni)





LIBRI A TEMA STREGHE CHE CONOSCO,
MA CHE NON HO ANCORA LETTO

(clicca sui titoli per leggere le trame)

Il rogo     ♥     La figlia della luna     ♥     Strega a malincuore     ♥     Il cerchio del tempo




Questi non sono tutti i libri che ho letto o che conosco, ma per questione di spazio ho preferito fare una selezione e parlarvi solo dei titoli a parere mio più interessanti. Spero davvero che questo primo appuntamento con Witchy Books vi sia piaciuto, se vi va fatemi sapere nei commenti cosa ne pensate della rubrica e dei libri che ho citato, sarebbe di grande aiuto per me per capire se questa tipologia di post vi interessa o se  magari avete qualche suggerimento per le prossime puntate. Ma soprattutto, avete dei libri sulle streghe adatti a questo target da consigliarmi?

Se vi va vi aspetto in giugno per la seconda puntata dedicata ai libri YA a tema streghe!


venerdì 22 novembre 2019

Recensione "Alla fine del mondo" di Geraldine McCaughrean

Buon venerdì Lettori, come state? Il weekend è finalmente alle porte ma oggi, anziché proporvi una puntata della rubrica 5 cose che, ho preferito mettere nero su bianco una recensione a cui tenevo moltissimo. Si tratta di un romanzo per ragazzi per cui devo ringraziare Mondadori per l'omaggio, sapevo che me ne sarei innamorata, le premesse erano buonissime, ma come vedrete dalla lunghezza del post è stata una lettura davvero indimenticabile per me. Spero che la recensione, anche se vergognosamente infinita, possa esservi utile, fatemelo sapere con un commento se vi va!



Titolo: Alla fine del mondo
Autore: Geraldine McCaughrean
Età: 12 anni
Prezzo: 17,00€
Pagine: 304
Pubblicazione: 2019
Editore: Mondadori



Trama: Arcipelago di Saint Kilda, Scozia, 1727. Come ogni estate una barca parte dall'isola di Hirta per lasciare sul Warrior Stac, un faraglione abitato solo da brulicanti colonie di uccelli marini, Quilliam e i suoi amici uccellatori. Tornerà a prenderli alla fine della loro battuta di caccia, tre settimane dopo. Ma quando ormai l'autunno serra il faraglione nella sua morsa di vento e tempeste, ancora nessuno è tornato a recuperare Quilliam e gli altri, e giorno dopo giorno gli uccelli volano via insieme alle speranze di rivedere presto casa. Cosa è stato della sua famiglia e dì tutti gli abitanti di Hirta? Solo la fine del mondo può avere impedito loro di liberare gli uccellatori da quella prigione di roccia, freddo, fame e paura.

Il romanzo vincitore della Carnegie Medal 2018


Un'avventura sconvolgente, che affonda le proprie radici nella verità storica e dialoga con capolavori come Il Signore delle Mosche e Robinson Crusoe, lasciandoci a bocca aperta di fronte alla bellezza e alla durezza della natura.

Quando decido se leggere ci sono due elementi a cui non riesco a dire di no: la Scozia e la Carnegie Medal. Questo romanzo per ragazzi vanta la presenza di entrambi, e per me è stato amore a prima vista, sensazione poi confermata sia dall'effettiva lettura che dalle emozioni che questa storia mi ha scolpito nel cuore. Ma facciamo un passo indietro, sul mio blog si è parlato spesso di Carnegie Medal, se però non sapete di cosa si tratta è, in parole povere, uno dei più importanti riconoscimenti britannici, nella categoria libri per ragazzi. Nel corso degli anni questo premio è stato assegnato a grandi autori, come Neil Gaiman e Philip Pullman, ed è stato vinto da alcuni dei miei romanzi preferiti, come Sette minuti dopo la mezzanotte e Bunker Diary. Ci tenevo a fare questa parentesi perché l'assegnazione di questo riconoscimento letterario per me è sempre sinonimo di garanzia, e anche questa volta non sono rimasta delusa. Se poi lo sommiamo al fatto che il romanzo è ambientato nella bellezza mozzafiato della Scozia, che è tratto da una storia vera e che della stessa autrice anni fa avevo già adorato il romanzo Peter Pan e la sfida al Pirata Rosso - seguito ufficiale del celebre romanzo di Barrie - capirete con quanto entusiasmo io mi sia tuffata nelle pagine de Alla fine del mondo.

Cosa è stato degli abitanti di Hirta?
Solo la fine del mondo può avere impedito loro di liberare gli uccellatori
da quella prigione di roccia, freddo, fame e paura.

Ormai mi succede sempre più raramente di sentire il bisogno immediato di mettermi al computer per scrivere una recensione, questa volta invece, appena voltata l'ultima pagina, il mio unico pensiero è stato "devo dire alle persone quanto è bello questo libro". Adesso però sono qui, come al solito, divisa tra la voglia di buttare fuori tutte le emozioni e il desiderio di tenermele per me, quindi vi anticipo subito che questo romanzo mi ha emotivamente toccato moltissimo. Come avrete capito Alla fine del mondo è basato su fatti realmente accaduti, e si rifà in particolare alla disavventura di un gruppo di uomini e ragazzi che, come nel romanzo, dopo essersi recati per una battuta di caccia su un faraglione in mezzo all'oceano noto come Warrior Stac, abitato da colonie di uccelli marini, ci rimasero bloccati per interi mesi. I fatti sono stati naturalmente romanzati, la vicenda risale al 1727 e la scarsa documentazione non avrebbe permesso di ricostruire nel dettaglio gli eventi reali, ma io ho amato il modo in cui l'autrice ha saputo dare vita alle paure dei ragazzi, bloccati su uno scoglio roccioso senza nient'altro che degli abiti estivi, in balia del vento e delle tempeste. Quella che ci viene raccontata inizia come un'avventura, e non vi sorprenderà sapere che mi sono innamorata delle descrizioni dell'isola di Hirta e del Warrior Stac. La bellezza dura e impietosa della Scozia, con il suo clima feroce e il verde accecante, mi fa sempre sentire a casa. Ho lasciato il cuore nelle piccole case di pietra, negli strapiombi sul mare e nella potenza della natura che da sempre regala alla Scozia la sua aria magica e misteriosa. La storia ha fatto tutto il resto. Quando il nostro gruppo di personaggi si rende conto che le tre settimane previste per la caccia agli uccelli sono trascorse, e che da Hirta nessuna imbarcazione è tornata a prenderli, il loro mondo piano piano inizia a sgretolarsi.
La speranza non tarda ad abbandonarli, e presto ci troviamo catapultati in una storia crudele, di sopravvivenza, gettati nella testa di una manciata di ragazzini costretti ad aggrapparsi con le unghie e con i denti a quel poco di vita che ancora gli rimane. Non fatevi ingannare dal target del romanzo, questo non è un libro esclusivamente pensato per i ragazzi, al contrario, l'autrice ha saputo descrivere la cruda e triste realtà, senza alleggerire le problematiche legate alla salute sia fisica che mentale che, poco a poco, cominciano ad affliggere i ragazzi, prigionieri del mare e degli scogli. Io  mi sono emozionata moltissimo, ripeto, è facile conquistarmi con i paesaggi scozzesi, ma ho letto il romanzo in un soffio, con il cuore in gola e una sola domanda in testa: troveranno il modo di sopravvivere?

Sono cose che la gente di solito dice per gentilezza e educazione: "ci uniamo al tuo dolore", ma per esprimere il dolore che attanagliava lui nel profondo non c'erano parole. Se avesse aperto bocca, la chiesa si sarebbe riempita di un milione di uccelli strepitanti come quelli che sentiva nella testa.

Il bisogno di capire cosa fosse successo a Hirta in loro assenza mi ha spinto a divorare pagine su pagine, e se anche mi sforzassi non riuscirei a trovare difetti o mancanze da segnalarvi: ho amato lo stile della McCaughrean, diretto e senza fronzoli, ma con una grandissima capacità di descrizione. Ho amato Quill, il protagonista, ma anche tutto il resto del gruppo, ognuno con i propri difetti e le proprie paure che, aggravate dalla fame, dal freddo e dalle malattie, mi hanno dato i brividi. Mi sono affezionata ad alcuni di loro, mi sono commossa, e insieme a loro ho provato il dolore e il senso di impotenza di quella condizione spaventosa e, salvo interventi esterni, irreversibile. E con grande piacere posso dire di aver amato anche il finale, cosa non scontata in questo tipo di romanzi. Non voglio svelarvi nulla, ovviamente, ma mi è piaciuto davvero tantissimo perché detesto quando le cose rimangono in sospeso e temevo che la sorte dei sopravvissuti si sarebbe limitata alla loro sopravvivenza sul Warrior Stac, invece le spiegazioni arrivano e, oltre ad averle trovate realistiche e soddisfacenti, hanno in un certo senso stravolto e aggiunto valore alla sofferenza provata dai personaggi. Spero di avervi convinti a dare una chance a questo romanzo, ma se così non fosse aggiungo che, oltre a vantare un ottimo stile e a raccontare una storia vera e terribilmente difficile, l'autrice ha saputo trattare anche alcune tematiche davvero delicate in un contesto già di per sé pesante. La religione, il ruolo che le donne avevano all'epoca, la sessualità, la fede, le leggende. Questa storia affonda le sue radici nelle isole scozzesi, sì, ma anche in un'epoca e in una cultura ben lontana dalla nostra, una terra intrisa di presagi e credenze antiche, che la penna e la fantasia dell'autrice hanno saputo tessere in maniera straordinaria, dando vita a uno dei romanzi per ragazzi a parere mio - e non solo, vista l'assegnazione della Carnegie Medal - migliore degli ultimi tempi.
Il mio voto è ancora incerto, per il momento ho optato per 4 stelle ma la storia di Quill e del Warrior Stac continuerà a riempirmi la testa per un bel po', mi prendo quindi la libertà di rifletterci su ed eventualmente di assegnargli una votazione più alta quando sarò riuscita a metabolizzarlo per bene. Per quanto lungo e forse non lineare spero che il mio parere vi sia stato utile, io non posso far altro che consigliarvi questo splendido volume, tra l'altro arricchito non solo da una mappa, ma anche da un glossario e dalle illustrazioni di Jane Milloy. Grazie ai suoi disegni mi è stato possibile immaginarmi le varie specie di uccelli che vengono citate nel romanzo e a sentirmi così parte dell'avventura. Interessante anche la postfazione, in cui scopriamo che cos'è accaduto realmente ai sopravvissuti nel 2727 e quali sorti sono toccate all'isola di Hirta.
Cosa ne pensate di questo titolo, vi incuriosisce?
Avete già letto, o avete in wish list,  qualche libro vincitore della Carnegie Medal?