Visualizzazione post con etichetta Classici. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Classici. Mostra tutti i post

venerdì 21 maggio 2021

5 cose che - 5 classici italiani

Buongiorno Lettori e buon venerdì, come state? Spero che la settimana sia trascorsa serenamente e che magari vi aspetti un bel weekend. Per quanto mi riguarda nei giorni scorsi sono riuscita a rimettermi in pari con un po' di contenuti che, tra Instagram e blog, ultimamente avevo trascurato. Passiamo però a cose più interessanti, ovvero ad una nuova puntata di questa simpatica rubrica! Oggi parliamo di classici italiani, quali sono i vostri preferiti? Consigliatemi quali recuperare!



5 CLASSICI ITALIANI

Come potete notare da questa puntata non proprio corposa, i classici italiani sono una lacuna che devo ancora colmare. Negli anni mi sono avvicinata alla letteratura classica, ma ammetto di aver recuperato con più curiosità e piacere quella straniera. Grazie alla scuola però ho avuto la fortuna di innamorarmi perdutamente di Italo Calvino, in particolare della trilogia I nostri antenati, che tutt'ora trovo meravigliosa. Di questo scrittore ho in casa altri titoli, che leggerò il prima possibile!







Un altro scrittore che ho amato nel periodo dell'adolescenza è Pirandello, in particolare ho consumato la mia copia de Il fu mattia Pascal a forza di riletture. Ho intenzione di recuperare Sei personaggi in cerca d'autore, che non ho mai avuto l'occasione di leggere, ma se avete altre opere da consigliarmi vi aspetto nei commenti, ha pubblicato così tanti lavori che non so mai da dove partire!

Come ultimo titolo, giusto per non lasciarvi con un post davvero inconsistente, cito un grande classico italiano che però ho detestato. Parlo proprio di Pinocchio di Carlo Collodi. Devo dire che fin da bambina ho sempre odiato tutto ciò che riguardava la storia del burattino - compresi cartone Disney e canzoni varie - ma da adulta ho voluto comunque provare a leggere l'opera originale. Non l'avessi mai fatto! Esperienza terribile, che ha solo confermato il mio odio per questa storia.

Quali classici italiani mi consigliate di recuperare per colmare un po' questa lacuna letteraria?

lunedì 1 febbraio 2021

Recensione "Il giardino segreto" di Frances Hodgson Burnett

Buongiorno Lettori e buon lunedì, come state? Spero abbiate passato un buon weekend e che gennaio si sia concluso nel migliore dei modi. So che per molti questo mese è stato interminabile, a me invece sembra trascorso normalmente, anzi, mi fa strano pensare che siamo già in febbraio! Sono però contenta di iniziarlo con una bella recensione! Ho letto questo romanzo lo scorso anno insieme a Tristan, ma non ero ancora riuscita a scriverne un pensiero, quindi anche se a distanza di diverso tempo ho voluto rimediare. Voi lo avete letto? Fatemi sapere nei commenti cosa ne pensate!


Edizione illustrata da Minalima.
Testo integrale con inserti cartotecnici.

Titolo: Il giardino segreto
Autore: Frances Hodgson Burnett
Prezzo: 29,90€
Pagine: 384
Pubblicazione: 2019
Editore: Ippocampo


Trama: Una bambina viziata e dispotica rimane l'unica sopravvissuta dopo un'epidemia di colera che uccide tutti, padre, madre e servitù, lasciandola sola al mondo. L'unico parente è uno zio inglese, che vive isolato in un castello in mezzo alla brughiera. Mary un po' alla volta viene in contatto con il figlio di lui, un ragazzino viziato e nevrotico, con una giovane domestica di paese e con suo fratello, amico di fiori e animali. Ma soprattutto contribuisce alla sua rinascita la scoperta di un misterioso giardino segreto, che rifiorisce con lei. Un classico assoluto della letteratura per ragazzi, e non solo.

Uno splendido giardino rinasce e si svela ai nostri occhi attraverso sorprendenti pop-up, mappe, porte e chiavi nascoste, lettere segrete… leggere un classico non è mai stato così entusiasmante!


Cosa c'è di meglio di una meravigliosa edizione illustrata, per leggere per la prima volta uno dei classici per ragazzi più amati di sempre? Il giardino segreto è uno dei titoli che ho sempre sentito lodare da chiunque ma, personalmente, non avevo mai avuto occasione di leggerlo, né di guardare i film che ne sono stati tratti nel corso degli anni. Sono davvero felicissima di aver finalmente colmato questa lacuna, perché l'ho amato moltissimo! La lettura è stata piuttosto lenta perché ho deciso di farla insieme a mio figlio e mi sono quindi dovuta adeguare ai suoi ritmi, in caso contrario avrei divorato la storia in pochi giorni, ma goderci insieme l'avventura di Mary è stata un'esperienza meravigliosa e speciale, che spero ricorderà anche lui crescendo. La trama credo la conosciate tutti: la piccola Mary, rimasta sola dopo la morte dei genitori, viene affidata ad un eccentrico zio che non ha mai conosciuto. La scoperta di un misterioso giardino cambierà non solo la sua vita, ma anche quella dello zio e degli altri abitanti della casa. Inizialmente Mary è una protagonista tutt'altro che amabile, al contrario, è viziata, antipatica ed egoista, ma è stato molto bello assistere al suo percorso di crescita. Mentre il giardino torna in vita e rifiorisce anche la bimba, grazie a due nuovi amici e alla sua inaspettata passione per la natura e gli animali, impara cosa sia la gentilezza e la bontà. Sicuramente ho ancora moltissimi classici per ragazzi da recuperare, ma tra quelli letti fino ad ora Il giardino segreto è uno dei più belli ed appassionanti. La narrazione scorre veloce, i personaggi sono pochi ma sempre interessanti e poco scontati, e grazie all'avventura di Mary, Dickon e Colin vengono affrontate anche tematiche delicate come il lutto, l'amicizia e la speranza. Ho deciso di assegnargli il massimo dei voti perché con il passare delle settimane mi sono affezionata moltissimo ai personaggi e al giardino, è stato magico seguire le vicende di entrambi, la storia è riuscita ad emozionarmi in alcuni passaggi e farmi ridere in altri, un romanzo delizioso che offre ottimi spunti di riflessione e molti insegnamenti.
Una nota di merito va sicuramente alla splendida edizione illustrata da Minalina, che ha reso la lettura ancora più speciale e coinvolgente. Il testo è infatti accompagnato non solo da bellissimi disegni, ma anche da mappe, lettere segrete e inserti cartotecnici spettacolari. Tra pop-up, porte nascoste e chiavi misteriose il giardino sembra letteralmente prendere vita sotto agli occhi del lettore, non potevo immaginare edizione più bella per conoscere finalmente questo classico senza tempo!
Di Frances Hodgson Burnett avevo già letto La piccola principessa qualche anno fa, una storia piacevole che però non era riuscita a conquistarmi come ha fatto Il giardino segreto.
Dopo aver terminato il romanzo ho recuperato anche due dei film che ne sono stati tratti e ho apprezzato molto quello del 1993. Purtroppo, al contrario, non mi è piaciuto per niente quello del 2020, ma questa è un'altra storia. Classico per ragazzi consigliatissimo, se non lo avete mai letto recuperatelo, non ve ne pentirete!

Fatemi sapere se avete letto questo classico, o magari qualche altro titolo della stessa autrice, e che cosa ne pensate! Avete qualche volume di questa bellissima collana illustrata da Minalima?

martedì 27 ottobre 2020

Recensione "Il fantasma di Canterville e altri racconti" di Oscar Wilde (Speciale Halloween 2020)

Buongiorno Lettori e buon martedì, come state? Questo è il periodo dell'autunno che preferisco, piove moltissimo e le montagne sono nascoste dalla nebbia... fosse per me vivrei così tutto l'anno. A voi piace o preferite il bel tempo? La cosa certa è che Halloween si sta avvicinando e quindi questa atmosfera un po' creepy è perfetta per il periodo! Ma venendo a noi, oggi vi tengo compagnia con la quarta e ultima puntata degli Speciali Halloween 2020 per recensirvi una raccolta di racconti molto amata. Per sabato però ho in programma un ultimo post a tema, ma non parleremo di libri... vi aspetto qui sul blog, se vi va di passare a curiosare! Adesso però vi lascio alla recensione!



Titolo: Il fantasma di Canterville e altri racconti
Autore: Oscar Wilde
Prezzo: 8,50€
Pagine: 157
Pubblicazione: 2013
Editore: Feltrinelli

 

Trama: Un ricco ministro americano, Hiram B. Otis, si trasferisce in Inghilterra e sceglie di abitare nell'antico castello di Canterville. Non si fa certo impressionare dalla leggenda che vuole il castello infestato da un vecchio fantasma, l'antico proprietario, Sir Simon, che uccise la moglie Lady Eleonore e scomparve nel nulla... "Il fantasma di Canterville" è una delle opere più conosciute e amate di Oscar Wilde, capolavoro di una scrittura al contempo raffinatissima e accessibile, intriso di ironia e di significati nascosti.

Incuriosita dal titolo della raccolta e dalla grande fama di Wilde, di cui io stessa ho amato molto Il  ritratto di Dorian Gray, ho deciso che era arrivato il momento di approcciarmi a Il fantasma di Canterville e altri racconti, e Halloween mi sembrava il periodo adatto. A posteriori mi rendo conto che non è pauroso come immaginavo, anzi, è stata una lettura scorrevole e ironica! Alcuni racconti mi sono piaciuti più di altri, il migliore a mio parere resta proprio quello che da il titolo alla raccolta, Il fantasma di Canterville, di cui ho adorato l'umorismo e l'ambientazione gotica. Non aspettatevi la classica storia di fantasmi, anzi, preparatevi a fare due risate, perché lo spirito del defunto Sir Simon più che infestare la casa è destinato a vivere - si fa per dire - parecchie disavventure. Racconto davvero carino, l'ho letto tutto d'un fiato e penso che ne recupererò un'edizione singola uscita da poco per Garzanti. Molto intrigante anche Il delitto di Lord Arthur Savile, che affronta il tema della moralità in maniera crudele e realistica. Anche in questo caso la storia è scorrevole e l'ho letta in una sola seduta, devo ammettere che una volta terminata ci ho ripensato parecchio, offre degli spunti di riflessione davvero interessanti. Molto carino, ma decisamente più trascurabile, è Il milionario modello, racconto simpatico che si legge in pochi minuti ma resta poco impresso. Gli ultimi due racconti mi hanno entusiasmato meno, sto parlando de La sfinge senza enigmi e Il ritratto di Mr. W. H., che non posso certo definire brutti, ma li ho trovati un po' banali e noiosi nonostante siano brevi. D'altronde lo avevo già messo in conto, quando leggo delle raccolte so già che alcuni racconti mi piaceranno più di altri, credo sia normale. In definitiva penso che Wilde dia il suo meglio nei romanzi, dove la sua penna arguta e scorrevole può tessere trame più profonde, ma sono contenta di aver letto alcuni dei suoi racconti più conosciuti, in cui non manca mai un pizzico di ironia. Come ho già detto non è un volume che si adatta più di tanto ad Halloween, se non per la presenza del fantasma nel primo racconto, ma lo stile malinconico di Wilde a modo suo richiama un po' l'atmosfera cupa di ottobre, quindi secondo me può tranquillamente essere una piacevole lettura autunnale. In futuro mi piacerebbe recuperare altri lavori di questo autore, in particolare ho messo gli occhi su qualche poesia e un paio di altri racconti, che sono certa non mi deluderanno.

E con questo si concludono gli Speciali Halloween 2020! Spero che, per quanto semplici, queste recensioni a tema vi siano piaciute. Fatemi sapere cosa ne pensate di Wilde e, se vi va, raccontatemi cosa leggerete voi per festeggiare la notte più spaventosa dell'anno!

lunedì 17 agosto 2020

Recensione "Pippi Calzelunghe" di Astrid Lindgren

Buongiorno Lettori e buon lunedì, come state? Come qualcuno di voi ha notato, la scorsa settimana il blog è rimasto fermo. Questa pausa non prevista è stata causata un po' dal caldo e un po' dal mal di testa, infatti non avevo preparato in anticipo i post, come faccio di solito, quindi all'arrivo dell'ennesima emicrania mi sono ritrovata KO e senza articoli programmati. Pazienza, stare qualche giorno lontana dalla blogsfera mi ha comunque fatto bene, e adesso ho più voglia che mai di tornare a scrivere per voi e di aggiornarvi sulle mie letture! Direi quindi di partire da una breve recensione dedicata ad uno dei personaggi più famosi e amati: Pippi Calzelunghe!




Titolo: Pippi Calzelunghe
Autore: Astrid Lindgren
Prezzo: 8,50€
Pagine: 280
Pubblicazione: 2015
Editore: Salani



Trama: Pippi Calzelunghe è un libro conosciuto in tutto il mondo e tradotto in 54 lingue, di cui l'ultima dell'elenco è lo zulù. Anche voi troverete in Pippi una compagna forte, allegra, furba e ricchissima; vive sola a Villa Villacolle e non ha paura di niente: sta benissimo anche senza genitori, perché così nessuno le dice quando è ora di andare a letto o le insegna le buone maniere, che non servono a nulla se non si è veramente generosi. E Pippi, appunto, lo è. Leggete le sue avventure e vi sentirete, come lei, tanto forti da sollevare un cavallo.


La cosa positiva di recensire un grande classico della letteratura per l'infanzia è che non ha bisogno di presentazioni. Penso che tutti voi conosciate Pippi Calzelunghe, anche senza aver letto il romanzo. Nel corso del tempo ne sono state tratte serie Tv, cartoni animati e addirittura un parco a tema, in Svezia. Io però non mi ero mai decisa a leggere l'opera originale, perché pur amando Astrid Lindgren - autrice de I fratelli Cuordileone, uno dei miei romanzi preferiti di sempre - non ho mai tollerato molto il personaggio di Pippi. Quando poi mi sono decisa a mettere da parte l'astio e a darle una possibilità, purtroppo ho avuto conferma che la mia sensazione era fondata: a me Pippi proprio non va giù. Partendo dal presupposto che sono una grandissima sostenitrice della letteratura per ragazzi - e se mi seguite lo saprete di certo - non posso davvero fingere di aver apprezzato questo classico. Naturalmente ne riconosco i meriti: Pippi Calzelunghe è un romanzo del 1945 e non sarebbe giusto né ragionevole estrapolarlo dal suo contesto. Quest'opera della Lindgren ha significato una grande svolta per quella che era all'epoca la letteratura per l'infanzia, Pippi è stata una figura innovativa e rivoluzionaria per quei tempi e non intendo sminuire l'importanza che ha avuto in quel periodo storico, anzi. Ciò però non toglie che io, approcciandomi a questo romanzo nel 2020, non sono riuscita ad apprezzarne quasi nessun aspetto, se non lo stile della Lindgren, che già conoscevo e che sono sempre felice di ritrovare. Purtroppo continuo a trovare il personaggio di Pippi terribilmente fastidioso ed eccessivo, non c'è verso di farmelo andare giù. Non voglio aprire un discorso su quelli che sono i messaggi diseducativi che trasmette, perché come dicevo è un romanzo uscito in un'epoca molto lontana e diversa da quella attuale e trovo assurdo aspettarsi che un romanzo degli anni '40 passi ai piccoli lettori gli stessi insegnamenti di una storia scritta ai giorni nostri, ma per quanto mi riguarda Pippi Calzelunghe è un libro invecchiato male. Ecco, l'ho detto. Sono certa che il mio sia un parere poco condiviso, d'altronde questo classico ha da poco festeggiato i suoi 75 anni e se viene ancora amato e letto un motivo ci sarà, ma quello che le storie ci trasmettono è soggettivo e a me onestamente questo romanzo ha davvero annoiato. Leggerlo insieme a mio figlio mi ha permesso di vederlo sia attraverso i miei occhi di adulta che attraverso i suoi di bambino, ma a conti fatti non è piaciuto a nessuno dei due. Non lo abbiamo trovato divertente né istruttivo, non è riuscito a farci ridere o a meravigliarci, nonostante Pippi e i suoi amici vivano delle buffe avventure popolate da personaggi simpatici e luoghi affascinanti siamo arrivati all'ultima pagina con fatica, con il solo desiderio di terminarlo per passare ad altro. Purtroppo, come ho già detto, il fatto che io riconosca l'importanza storica che ha avuto nel mondo della letteratura non significa che come romanzo mi debba per forza piacere. Bocciarlo mi spezza il cuore, ma d'altro canto anche volendo non saprei trovare abbastanza elementi positivi da giustificare un voto più alto. Sono comunque contenta di averlo finalmente letto, è un titolo che a modo suo ha fatto la storia e che permette di riflettere su alcuni temi legati all'infanzia, ma a me non ha trasmesso nulla. Il mio è quindi un parere soggettivo, basato semplicemente su ciò che la lettura mi ha lasciato. D'altronde, se mi conoscete sapete come la penso: se un romanzo finisce per diventare un classico un motivo c'è, e non sarà il mio singolo parere ad abbassarne il valore, ma non trovo neanche giusto che i classici, siano essi per adulti o per ragazzi, vengano osannati a priori. Mi imbatto fin troppo spesso in persone che vedono nei classici qualcosa di intoccabile e sacro, ma io non sono quel tipo di lettrice e preferisco lasciare che i romanzi in questione mi conquistino o mi deludano indipendentemente dalla fama che hanno. Pippi Calzelunghe purtroppo rientra nei titoli che mi hanno delusa e annoiata, non è il primo e non sarà l'ultimo, è giusto così. Naturalmente non si è trattato di una lettura pesante, ma  di certo non è il romanzo che ai giorni nostri consiglierei ad un giovane lettore, le librerie sono colme di titoli meravigliosi che trovo più adatti ai ragazzi di questa generazione. Pippi, per quanto mi riguarda, è una perla che trova posto solo nel passato.


So che il mio parere non sarà condiviso da molti, ma i gusti sono gusti quindi sarò felicissima se vorrete farmi sapere che cosa ne pensate voi di questo romanzo!

lunedì 4 maggio 2020

Recensione "La lettera scarlatta", Nathaniel Hawthorne

Buongiorno Lettori e buon lunedì, come state? A me per fortuna è passata l'allergia, ero arrivata al punto di non poter neanche più uscire in balcone e considerando che non metto piede fuori casa dall'11 marzo la cosa iniziava un po' a pesarmi. Pollini a parte, come avrete capito dal titolo - e più o meno come ogni lunedì - oggi voglio tenervi compagnia con la recensione di un titolo che molti di voi avranno già letto e, probabilmente, amato. Ovviamente se è così vi aspetto nei commenti per parlarne, sono curiosissima di sapere cosa ne pensate voi e se magari avete visto anche il film!




Titolo: La lettera scarlatta
Autore: Nathaniel Hawthorne
Prezzo: 8,00€
Pagine: 253
Pubblicazione: 2007
Editore: Rizzoli BUR



Trama: Ambientato nel New England nel XVII secolo, il romanzo racconta di Hester Prynne, una donna che, dopo aver dato alla luce una bimba, frutto di una relazione adulterina, rifiuta di rivelare chi è il padre e lotta per crearsi una nuova vita di pentimento e dignità. La lettera scarlatta è la A che per punizione ogni adultera deve portare cucita sul petto e che "marchia" in modo indelebile le azioni e la coscienza della protagonista, stretta in un patologico triangolo con il marito e con l'antico seduttore in un crescendo di tensione, sofferenza, angoscia.


Tremino gli uomini che conquistano la mano di una donna, 
se non la conquistano insieme alla più profonda passione del suo cuore!


Come è già successo in passato, al momento di scrivere la mia opinione su un classico ho sempre qualche timore, dovuto al fatto che molti prima di me hanno saputo parlarne e analizzarne i contenuti meglio di come saprò fare io. Ma per quanta importanza possano avere i classici nella letteratura, penso anche che il parere di ognuno di noi sia valido e interessante, quindi come sempre mi limiterò a raccontarvi brevemente cosa ne penso io. Ammetto di essermi avvicinata a questa lettura senza troppe aspettative, ovviamente ero curiosa di affrontare una storia così importante e conosciuta, ma in tutta onestà non sapevo quale fosse l'opinione in merito degli altri lettori, quindi mi si sono buttata tra le sue pagine senza sapere esattamente cosa aspettarmi. Purtroppo non posso dire di esserne rimasta particolarmente colpita, anzi, tra i classici che ho letto è sicuramente uno di quelli che mi è piaciuto meno. Le tematiche che affronta sono interessanti, si parla di adulterio, emarginazione e pentimento, ma le note positive per me finiscono qui. La trama aveva del potenziale e ho letto i capitoli iniziali abbastanza in fretta, curiosa di saperne di più sul destino della protagonista e della figlia avuta da una relazione illecita, ma mi sono resa conto quasi subito che lo stile dell'autore non faceva per me. La pecca più grande è stata proprio la narrazione, lentissima e noiosa. Non l'ho trovata particolarmente complessa, ma semplicemente soporifera. Scemata la curiosità iniziale ho cominciato a trascinarmi parola dopo parola, sempre più annoiata e incline ad addormentarmi. Mi sembrava di aver letto interi capitoli, per poi scoprire che ero andata avanti solo di due pagine. In poche parole, uno strazio. Una volta terminato, perché per fortuna non è lunghissimo quindi non ho voluto abbandonarlo, ho cercato di tirare le somme in maniera obiettiva e ho deciso di assegnargli comunque la sufficienza, perché nessuna delle sue caratteristiche lo rende un pessimo libro. Anzi, presumo che sotto alcuni punti di vista sia valido, o non sarebbe diventato un classico. A me però non ha trasmesso nulla e oltre al senso di noia che ho provato per tutta la lettura non posso neanche dire che mi abbia portato a fare chissà quali riflessioni o che mi abbia insegnato qualcosa. Insomma, non me la sento di definirlo una delusione, perché mi ci sono approcciata senza particolari aspettative, però sono dispiaciuta di averlo trovato così banale, sia a livello emotivo che di contenuti. Purtroppo non è riuscito ad appassionarmi e finisce tra i pochissimi libri che, tornando indietro, forse non rileggerei.

A voi è piaciuto questo classico?
Ora vorrei recuperare il film che ne è stato tratto!

lunedì 14 ottobre 2019

Recensione "Mary Poppins" di P. L. Travers

Buongiorno Lettori e buon inizio settimana, come state? Io questa mattina sono davvero spossata, ho sonno e il tempo nuvoloso non aiuta proprio, ma pazienza, per fortuna non ho impegni particolari oggi quindi non posso neanche lamentarmi. Voi che programmi avete per questo uggioso lunedì?  Io vi lascio con il mio parere su Mary Poppins, classico per ragazzi amatissimo, che però io non ho minimamente apprezzato! Se vi va fatemi sapere nei commenti cosa ne pensate voi!


Ha una borsa prodigiosa, arriva con il vento e fa cose molto, molto strane:
è Mary Poppins, la bambinaia più famosa di tutti i tempi.

Titolo: Mary Poppins
Autore: P. L. Travers
Prezzo: 12,00€
Pagine: 200
Pubblicazione: 2018
Editore: BUR Rizzoli



Trama: Ha una borsa prodigiosa, arriva con il vento e fa cose molto, molto strane: è Mary Poppins, la bambinaia più famosa di tutti i tempi. Mary Poppins compare un giorno portata dal vento in Viale dei Ciliegi 17, davanti alla casa più piccola della strada, e accende con le sue trovate e la sua grande borsa le giornate dei piccoli Michael e Jane Banks. Il classico di Pamela Lyndon Travers, reso celebre dalla trasposizione cinematografica del 1964, in una nuova traduzione di Marta Barone e con le illustrazioni originali di Mary Sheperd.

Lo so, in quanto amante della letteratura per l'infanzia è una vergogna che fino a pochi mesi fa non avessi mai letto né visto questo classico tanto lodato. Non c'è un motivo preciso, semplicemente non avevo mai avuto l'occasione di dedicarmici e, siccome le varie trasposizioni cinematografiche mi hanno sempre incuriosita tantissimo, alla fine mi sono decisa a leggere il romanzo originale. Cosa dire, penso che il mio voto parli chiaro: è stato una delusione grandissima! Non starò qui ad aprire parentesi sul perché per me "classico" non equivalga a "capolavoro" perché credo che ormai sappiate cosa ne penso a riguardo, ci sono romanzi magnifici e altri pessimi in qualunque categoria, i gusti sono - per fortuna! - soggettivi quindi, senza nulla togliere a questo lavoro della Travers, amato in tutto il mondo e che sicuramente ha anche dei pregi, io l'ho trovato insopportabile. Mi affascinava moltissimo l'idea di una bambinaia magica, forse perché mi è sempre piaciuto molto il personaggio di Nanny McPhee - Tata Matilda in italiano - e anche se tra le due si potrebbero fare una marea di paragoni, per oggi mi limito a parlare di Mary Poppins, che inizialmente avevo cominciato a leggere insieme a Tristan, salvo poi terminarlo da sola perché neanche a lui stava piacendo, e costringerlo ad andare avanti sarebbe stato assurdo. Volendo trovargli una nota positiva posso dire che l'ambientazione è davvero deliziosa, ma d'altronde la Londra dei primi anni del '900 mi conquista sempre, soprattutto nei racconti per bambini, dove si lascia spazio a tè, dolcetti, e abiti eleganti. Oltre a questo, però, non ho apprezzato nulla. Lo stile dell'autrice è scorrevole e semplice, perfetto per i piccoli lettori, ma a parer mio noioso e piatto, tanto che ero talmente svogliata a continuarlo da averlo letto a spizzichi e bocconi nell'arco di tre mesi. E, ve lo dico, l'ho terminato solo perché mi dava fastidio lasciarlo a metà. L'idea di base è anche carina, ma le avventure che Mary fa vivere a Michael e Jane non mi hanno entusiasmata, mi sono sembrate sciocche e con pochi insegnamenti interessanti. La pecca più grande però è stata proprio Mary Poppins, personaggio odioso! Mi hanno assicurato che nelle trasposizioni cinematografiche hanno reso la bambinaia molto più gentile e simpatica, ma credetemi, nel romanzo è vanitosa, severa e con la puzza sotto al naso. Fastidiosa come poche! Quindi, se siete affezionati al suo personaggio grazie ai film, sono contenta per voi, ma se non avete letto il libro non penso possiate capire quanto l'abbia trovata insopportabile. Per il momento l'idea di leggere Mary Poppins ritorna non mi è neanche passata per l'anticamera del cervello, ma avendone già una copia in casa non escludo di dargli una chance, prima o poi. Per fortuna non ho perso interesse per i film, anzi non vedo l'ora di recuperarli!

Adesso ovviamente sono curiosa di
sapere cosa ne pensate voi del libro!

lunedì 30 settembre 2019

Recensione "Orgoglio e pregiudizio" di Jane Austen

Buongiorno Lettori e buon inizio settimana, come state? Io oggi sono abbastanza di buon umore, nonostante il torcicollo. L'autunno fuori sta prendendo il sopravvento e in giornata decorerò finalmente casa con le mie amate pigne e le foglie secche, non vedo l'ora! Prima di mettermi all'opera però vi lascio con un piccolo pensiero su questo classico della Austen amatissimo, che io non avevo mai letto. So di non avere niente di utile o di nuovo da dire, ma mi andava comunque di lasciarvi un breve parere, e ovviamente mi piacerebbe sapere cosa ne pensate voi di questo romanzo!


L'orgoglio si riferisce all'opinione che abbiamo di noi stessi,
la vanità a ciò che vorremmo gli altri pensino di noi.

Titolo: Orgoglio e pregiudizio
Autore: Jane Austen
Prezzo: 8,00€
Pagine: 496
Pubblicazione: 2011
Editore: Giunti (Y Classici)



Trama: Elizabeth Bennet è carina, brillante, una perfetta ragazza da marito. Ma, a differenza delle sorelle e in barba ai consigli della madre, non smania per darsi in sposa al primo pretendente. Ha un sogno: vuole innamorarsi e una vera eresia per i suoi tempi - sposare l'uomo che ama. Non sembra cosa facile, ma quando si presenta alla porta di casa Bennet un nuovo interessante vicino, il giovane Mr Darcy, il più appare fatto. Lui è bello, intelligente, pieno di fascino, eppure le cose tra i due non riescono a ingranare e tra fraintendimenti, pettegolezzi, reciproche incomprensioni sembra proprio che Lizzy e Darcy non vogliano rassegnarsi ad ammettere quello che i loro cuori hanno già perfettamente capito.

Il problema di quando mi trovo a recensire un classico è che tutto quello che vorrei dire è già stato detto, e in modo migliore, da altri. E soprattutto credo di essere l'unica persona sulla faccia della terra ad aver recuperato la lettura di questo romanzo solo adesso, quindi il mio parere non credo sarà utile a qualcuno, ma come al solito ci tenevo a mettere nero su bianco almeno un pensiero. Neanche a dirlo, Orgoglio e pregiudizio è uno dei titoli più famosi scritti dalla Austen, autrice di cui per il momento avevo letto solo I Watson, un racconto incompiuto da cui non ero rimasta particolarmente colpita. Possiamo quindi dire che questo è stato il mio primo vero e proprio approccio alla Austen, e ne sono rimasta decisamente soddisfatta! Sinceramente mi aspettavo una storia molto più tormentata e cupa - non chiedetemi per quale motivo perché non ne ho idea! - caratteristiche che naturalmente non ho trovato in queste pagine, ma non ne sono rimasta affatto delusa, anzi! Ho trovato lo stile della Austen molto scorrevole e delicato, sono rimasta subito affascinata dalle belle ambientazioni e dalla storia della famiglia Bennet. Senza contare che non mi sarei mai aspettata di ridere così tanto con un classico! Le frecciatine tra Elizabeth e Mr. Darcy mi hanno strappato più di un sorriso e ho divorato con piacere questa storia d'amore così delicata. Ho trovato interessante anche la critica sociale che l'autrice ha saputo descrivere bene, senza però appesantire il testo, e ho apprezzato molto anche i personaggi, spiritosi e ben caratterizzati.
Personalmente non credo entrerà a far parte della lista dei miei classici preferiti, ma per il semplice fatto che in genere a rimanermi nel cuore e a colpirmi sono storie più strazianti. Della Austen voglio comunque recuperare tutto il possibile, credo diventerà una di quelle autrici da cui tornerò nei momenti difficili, in cui avrò voglia di trascorrere qualche ora piacevole tra le pagine di un bel libro. Sono rimasta davvero sorpresa dalla scorrevolezza e dalla leggerezza, in senso positivo, di questo classico. Trovo meraviglioso il fatto che a distanza di oltre duecento anni dalla sua pubblicazione una storia riesca ancora ad arrivare al cuore di così tanti lettori. Se non è talento questo, allora non so cos'altro lo sia! Adesso non vedo l'ora di mettere le mani su tutte le altre opere di questa amatissima scrittrice per godermi le storie che hanno fatto sognare milioni di lettori prima di me, sono certa che non mi deluderanno!

Fatemi sapere cosa ne pensate di questo classico!
Qual è il vostro titolo preferito della Austen?

venerdì 19 gennaio 2018

5 cose che - 5 classici che mi vergogno di non aver ancora letto

Buongiorno Lettori, come state? Questa settimana non sono stata molto attiva qui sul blog e sui Social perché ho a casa Tristan con la polmonite e, oltre al dentista, il mal di testa e le notti in bianco, abbiamo anche fatto avanti e indietro dal pediatra e la stanchezza si fa proprio sentire. Oggi però non volevo rinunciare alla nuova puntata di questa rubrica, dato che si parla di classici. Prima di lasciarvi con i fatidici titoli delle grandi opere letterarie che non ho ancora letto, spendo un secondo per specificare che personalmente non mi vergogno proprio di nulla. So che è solo un modo di dire, ma sono dell'idea che il momento giusto arriva per ogni storia quindi niente panico, che sia un classico famoso o un libro per bambini l'ispirazione arriverà per tutti.

“Se la scintilla non scocca, niente da fare: non si leggono i classici per dovere o per rispetto, ma solo per amore” 
- Italo Calvino, Perché leggere i classici -




5 CLASSICI CHE MI VERGOGNO DI NON AVER ANCORA LETTO

Uno dei primi titoli a cui ho subito pensato è il tanto amato Cime tempestose, di Emily Brontë. È sicuramente uno dei classici che nel corso degli anni mi è stato più consigliato ed effettivamente sono molto curiosa di leggerlo. Per quel che riguarda Via col vento, di Margaret Mitchell ammetto di averlo sul comodino da una vita, infatti lo avevo già iniziato tempo fa e mi stava piacendo molto, ma dopo averlo messo da parte per dare la precedenza a letture più urgenti non lo avevo più ripreso, conto però di rimediare presto. Un'altra delle mie lacune più grandi è senza dubbio Orgoglio e pregiudizio, di Jane Austen, amato da tutti... non so che dire, a me non ispira per niente! Lo leggerò comunque, anche perché nutro la forte speranza di sbagliarmi, ma diciamo che non è in cima alla mia lista, ecco. Al contrario, un romanzo che stavo davvero amando è Anna Karenina, di Tolstoj, anche questo lasciato a metà in favore di titoli più urgenti. Nonostante siano passati anni ricordo bene la prima metà del volume e non vedo l'ora di riprenderlo! Concludo con un classico per ragazzi che mi ispira moltissimo, ovvero Il Giardino Segreto, di F. H. Burnett. Tempo permettendo vorrei proprio leggerlo quest'anno, incrociate le dita per me!




E voi quali  classici non avete ancora avuto l'occasione - o la voglia! - di leggere?


lunedì 7 settembre 2015

Recensione: "Lo strano caso del Dr.Jekyll e Mr.Hyde"

Bentornati Lettori,
voglio approfittare di questo lunedì per parlarvi di un classico che da tempo desideravo leggere e che mi ha tenuto compagnia per un pomeriggio. L'ho proprio divorato e ne sono rimasta soddisfatta, anche l'edizione mi piaciuta molto, quindi bando alle ciance, oggi vi lascio il mio pensiero su Lo strano caso del Dr. Jekyll e Mr. Hyde, di Robert L. Stevenson!

Questa creatura che evocavo dalla mia stessa anima e mandavo in giro ad appagare le sue voglie,

era un essere intrinsecamente crudele e diabolico.
Egocentrico in ogni sua azione e in ogni suo pensiero.

Titolo: Lo strano caso del Dr. Jekyll e Mr. Hyde
Autore: Robert L. Stevenson
Prezzo: 5,00€
Pagine: 144
Pubblicazione: 2012
Editore: Giunti
Valutazione
Image and video hosting by TinyPic
Trama: Quando il dottor Jekyll inventa la pozione che lo trasforma nel doppio di se stesso, un essere deforme e capace di ogni misfatto chiamato Hyde, non sospetta ancora le conseguenze cui andrà incontro. Vittima della sua stessa creatura, Jekyll cade in una trappola autodistruttiva, fino a identificarsi spontaneamente con Hyde. Storia fra le più clamorose della letteratura moderna, entrata con forza nel nostro immaginario anche grazie alle numerose versioni cinematografiche che ha ispirato, "Il dottor Jekyll e Mr. Hyde" (1886) a più di un secolo dalla pubblicazione stupisce ancora. Calata in un'avvincente trama giallo-poliziesca, la lotta impari che oppone Jekyll a Hyde mette in gioco temi di grande suggestione - la metamorfosi e il doppio, lo specchio e il sosia - fino a toccare le corde più segrete e inconfessate dell'animo umano.


Come al solito quando si tratta di classici ho sempre il timore che il mio giudizio sia piuttosto superfluo. Insomma, bene o male tutti ci siamo già avvicinati alla misteriosa storia di Stevenson, grazie a film e rivisitazioni varie. In questo caso ho scelto di lasciarvi un parere piuttosto breve semplicemente perché il romanzo stesso è molto corto e dilungarsi era inutile.
Un po' come tutti i classici, Lo strano caso del Dr. Jekyll e Mr. Hyde mi ha sempre messo curiosità. Ho avuto la fortuna di non essere stata obbligata a leggere questo genere a scuola e mi ci sono quindi avvicinata di mia spontanea volontà, negli ultimi anni. È anche vero, però, che i classici prendono sempre un po' di tempo e questo mi porta a preferire letture più scorrevoli. Quando ho deciso di buttarmi a capofitto in questo libro, dico la verità, non sapevo proprio cosa aspettarmi. Conoscevo già la storia, naturalmente, ma ero curiosa di capire il perché di tanto clamore. Penso che il punto di forza del libro sia il messaggio che l'autore vuole mandare, un messaggio che resta attuale nonostante i 130 che ci separano dalla sua prima pubblicazione. Stevenson ci racconta una storia gotica e sfrutta i suoi personaggi per scavare nell'ambiguità dell'animo umano ricordandoci così che nessuno è solo buono o solo cattivo, ma che in ognuno di noi il bene e il male sono in continua lotta per venire alla luce.
Un romanzo introspettivo ambientato nella Londra cupa dell'800, un'epoca affascinante che offre moltissimi spunti e che non mi stanco mai di ritrovare nelle mie letture e che come al solito non ho potuto non apprezzare. Il romanzo in sé, devo ammetterlo, l'ho trovato interessante e intelligente, ma al di fuori dell'idea di Stevenson, senza dubbio innovativa e fuori dal comune per l'epoca in cui è stata scritta, non è una lettura che mi ha conquistata più di tanto. Sono felicissima di averlo letto e non escludo di tornarci su, in futuro, anche perché ho scoperto con molto piacere che lo stile dell'autore è scorrevole e appassionante, descrittivo abbastanza da permettere al lettore di apprezzare questa Londra fuligginosa e misteriosa, ma mai noioso. Io l'ho divorato in una giornata ed è stata una lettura molto piacevole che penso vada affrontata almeno una volta nella vita. Si sente spesso parlare di "doppia personalità" e la maggior parte delle volte viene vista come una malattia, qualcosa da nascondere.. ma la verità è che nel profondo di ognuno di noi c'è un Jekyll e un Hyde, nessuno escluso.
Più che bello, quindi, definirei questo classico della letteratura fantastica un testo interessante, che consiglio senza pensarci due volte, anche se non è riuscito a catturarmi in modo particolare.
Come al solito l'edizione della Giunti Classici non mi ha delusa, la traduzione mi è piaciuta, il font è perfettamente leggibile, la copertina è bellissima e il prezzo è piccolo.. perfetto insomma!


I consigli dell'Antro:
Cibo/bevanda: caffè nero
Da leggere: in un pomeriggio di pioggia
Voglia di: una lettura breve