
Autore: Neil Gaiman
Prezzo: 9,50€
Pagine: 245
Pubblicazione: 2005
Editore: Mondadori
Visto il mio immenso amore per il genere Fantasy e per i libri per ragazzi un po' mi duole dirlo, ma di Neil Gaiman non ho letto quasi niente. Il mio unico approccio verso questo autore famoso e amatissimo è stato con Coraline, parecchi anni fa ma, nonostante ne conservi un ricordo piuttosto piacevole, non posso dire che mi avesse colpita più di tanto. Un paio di mesi fa, presa dalla voglia di fare un rewatch del film di Stardust, ho colto l'occasione per leggere finalmente il romanzo, che avevo in casa da tempo immemore. Sarò onesta, non saprei dire se mi sia piaciuto o meno. Nonostante le pagine non siano molte l'ho trovato piuttosto lento e ci ho messo più del previsto a terminarlo, ma soprattutto mi ha sorpreso la quasi totale assenza di azione. Forse perché avevo già visto il film o semplicemente perché nel genere Fantasy è raro non imbattersi in scene di combattimento, fughe e battaglie, non so, fatto sta che ho letto queste 250 pagine continuando ad aspettare il momento in cui sarebbe successo... qualcosa. Quel qualcosa non è arrivato e il libro è finito, niente di più. Questo significa che sono rimasta delusa dal romanzo? Non del tutto. Il fatto che la storia sia molto lineare e senza grandi colpi di scena o alti e bassi non è un difetto, anzi, trovo si adatti molto bene al tipo di trama di Stardust, che si discosta dal Fantasy classico e vira più al fiabesco, motivo per cui ho deciso di dargli comunque 3 stelle e di non bocciarlo. Di per sé non mi è dispiaciuto, è stata una lettura tranquilla ma abbastanza carina, il problema è che non mi ha detto né trasmesso granché. Lo stile cupo di Gaiman è sempre un'ottima compagnia, ma una volta girata l'ultima pagina sono rimasta a fissare la copertina cercando di capire cosa mi avesse regalato la lettura, e la risposta è stata... niente. Trama di base carina, stile piacevole, personaggi poco approfonditi ma godibili, però non mi ha appassionata né emozionata e, personalmente, l'indifferenza è l'ultimo sentimento che voglio provare quando leggo. Sicuramente ho apprezzato di più le parti dedicate alla storia dei sette fratelli e del Signore di Stormhold, rispetto a quella di Tristran e della stella Yvaine. Le strade di questi personaggi naturalmente finiscono per incrociarsi, ma io come al solito mi sono affezionata più alle figure secondarie - ho adorato Septimus, ovviamente - che ai protagonisti. Dopo aver terminato il romanzo ho deciso di riguardare subito il film e devo dire che neanche la pellicola mi ha convinta più di tanto. Ci sono alcuni aspetti che ho trovato più piacevoli nel libro, altri che ho trovato sviluppati meglio nel film, e viceversa. Anche il finale - di entrambi - mi ha lasciata piuttosto insoddisfatta e indifferente. Avrei davvero voluto amarlo, perché tra magia, streghe, unicorni, maledizioni e stelle cadute, Stardust aveva tutti gli elementi giusti per piacermi, ma purtroppo sono arrivata a fine lettura un po' annoiata e sicuramente poco colpita. Ancora una volta, quindi, Gaiman non è riuscito a convincermi del tutto, nonostante reputi questo titolo abbastanza piacevole e molto lontano dal poter essere definito brutto o banale. A questo punto penso proprio che proverò a recuperare Il figlio del cimitero per dargli una terza chance... sento che tra le sue innumerevoli opere letterarie ce ne deve essere una capace di farmi battere il cuore, e sono disposta a leggerle tutte pur di trovarla!



































