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sabato 5 giugno 2021

In My Mailbox #6 - 2021

 

Buongiorno Lettori e buon sabato, come state? È da un bel po' che non pubblicavo qualcosa durante il weekend, ma recentemente io e mio marito abbiamo comprato qualche fumetto e, visto che uno l'ho già letto, non volevo aspettare oltre per mostrarveli. Iniziamo subito dal sesto e ultimo volume di Descender, pubblicato da Bao. Questa serie mi ispira tantissimo e, adesso che è al completo, non credo aspetterò molto per iniziare a leggerla. Abbiamo recuperato anche il volume 1 di Solo Leveling, che piace particolarmente a mio marito. Io personalmente non ne so molto, ma sfogliandolo sono rimasta affascinata dalle tavole, quindi penso proprio che prossimamente leggerò anche questo. Per concludere vi mostro il volume 11 della serie manga Perfect World, che seguo sempre con piacere. Ho già terminato questo volumetto e sono proprio curiosa di scoprire come si concluderà la storia nel dodicesimo e ultimo capitolo, in uscita a settembre.


Cosa ne pensate di questi fumetti, li conoscete?

venerdì 15 febbraio 2019

5 cose che - Anime: le nostre 5 cotte


Buongiorno Lettori e buon venerdì, come state? Avete trascorso un bel San Valentino ieri? Oggi vi lascio con un post brevissimo perché devo correre a fare le pulizie di casa, sto cucinando mille cose e ho Tristan a casa con un po' di influenza. Essendo fin da bambina una grande appassionata di anime ci tenevo a partecipare a questa puntata di 5 cose che, per questa volta spero mi perdonerete la brevità del post. Fatemi sapere quali sono le vostre cotte mi raccomando!


ANIME: LE NOSTRE 5 COTTE






AKITO HAYAMA (ROSSANA)

Qualcosa mi dice che questo teppistello sarà nella classifica di molte ragazze, senza dubbio è stata una delle mie primissime cotte, impossibile non restarne affascinate! Anche a voi piaceva?









RORONOA ZORO (ONE PIECE)

Andando in ordine temporale la mia seconda cotta epica è stata per Zoro, lo spadaccino attaccabrighe che ancora oggi rimane il mio personaggio preferito dell'anime, nonché unico motivo per cui ho continuato a guardarlo, anche quando la storia mi sembrava non avere più un senso. Spero mi piacerà altrettanto nel manga!







SASUKE UCHIHA (NARUTO)

Menzione d'onore anche per Sasuke, che è riuscito a farmi appassionare all'anime nonostante la presenza irritante del protagonista. Non sempre le sue scelte sono giuste, ma l'ho sempre trovato interessante e originale.






ELLE (DEATH NOTE)

Impossibile non citare Elle, uno dei miei personaggi preferiti di sempre. L'ho amato sia nel manga che nell'anime - al contrario di quel carciofo di Light - e mi ritrovo molto nel suo carattere. Per non parlare dell'amore per i dolci!









EDWARD ELRIC (FULLMETAL ALCHEMIST)

Ed è un personaggio di cui vi ho già parlato in altre puntate - tipo qui - quindi non spenderò troppe parole, ma nell'anime come nel manga è un personaggio di cui amo follemente il coraggio e le insicurezze. Nel corso della storia subisce una grande crescita, ma resta sempre fedele alle sue idee, lo adoro.








Quali sono le vostre 5 cotte?
E cosa ne pensate delle mie?

mercoledì 31 ottobre 2018

Recensione "Il Corvo", di James O'Barr

Buon Halloween Lettori! Finalmente, dopo averla tanto attesa, questa magica festa è arrivata e io non vedo l'ora di preparare i biscotti, travestirmi, aspettare i bimbi sulla porta e, più tardi con calma, celebrarla in solitudine a modo mio. La giornata però è ancora lunga e per ingannare l'attesa vi lascio con l'ultimo post di questi speciali dedicati ad Halloween, ovvero la recensione del fumetto de Il Corvo, capolavoro da cui è stato tratto l'omonimo film con Brandon Lee.


Rivisto, restaurato e ampliato da James O'Barr in persona con materiale mai visto prima, Il corvo è finalmente disponibile nella sua edizione definitiva.


Titolo: Il Corvo
Autore: James O'Barr
Prezzo: 16,90€
Pagine: 272
Genere: Horror
Editore: Edizioni BD



Trama: Eric è tornato dal mondo dei morti per vendicare la fidanzata, brutalmente uccisa da una gang di malviventi. Al suo fianco, un misterioso corvo sovrannaturale, che lo accompagnerà in tutto il suo viaggio tra dolore e violenza, in una città maledetta e senza possibilità di redenzione. Pubblicata sul finire degli anni Ottanta, Il corvo ha saputo mescolare l’estetica dark con l’archetipo della vendetta e il dolore implacabile del lutto. Trasformato in un film di enorme successo nel 1994, Il corvo è diventato un’icona senza tempo che ancora oggi non smette di emozionare nuovi lettori.

Iniziato ottobre, mentre setacciavo la libreria in cerca di una lettura cupa da fare nel periodo di Halloween, l'occhio mi è caduto su questo fumetto, da cui è stato tratto l'omonimo film con Brandon Lee che spero voi tutti conosciate e abbiate visto, non solo perché a oltre vent'anni dalla sua uscita rimane una delle pellicole più amate di sempre, ma soprattutto per la meravigliosa interpretazione che Lee ha regalato a Eric Draven, protagonista della nostra storia. Storia che come tutti saprete è circondata da un'alone di dolore e che racconta la tragedia di Eric e Shelly, lei violentata e uccisa da un gruppo di delinquenti, lui morto e tornato in vita con il solo scopo di vendicarsi. Voglio fare un appunto positivo su questa edizione definiva e in un unico volume, che ho trovato davvero curata e ben fatta. Il volume, ampliato e corretto dall'autore stesso, è stato arricchiato con pagine e illustrazioni inedite, capitoli mai visti e una meravigliosa e toccante introduzione di O'Barr, in cui racconta il suo bisogno di dar vita al personaggio del Corvo per superare la perdita della fidanzata, da cui ha preso spunto per la storia di Eric e Shelly. Utilizzando l'inchiostro come valvola di sfogo per il suo dolore, l'autore ha riversato in questo fumetto la furia cieca, un folle tormento e il desiderio di vendetta, dando vita ad un'opera violenta, cupa e straziante. Ad accompagnare Eric nella sua spietata caccia agli assassini dell'amata c'è però un altro sentimento, meno evidente ma che secondo me è la colonna portante di questa storia: il senso di colpa. Un tormento che divora il protagonista dall'interno, rendendolo folle, cattivo, inarrestabile. Ed è proprio questo ad avermi colpita maggiormente nel corso della lettura, la possibilità di vedere quanto il dolore e la disperazione ci allontanano da tutto ciò che ci rende umani, trasformandoci a nostra volta in mostri. Il fumetto, come penso avrete capito, mi è piaciuto. È stata una lettura intensa e spaventosa, l'idea di perdere la persona amata è qualcosa di insopportabile, che l'autore ha saputo comunicare con una rabbia feroce che non lascia indifferenti. Personalmente non ho amato particolarmente i disegni, ma trovo che siano perfetti per raccontare la storia di Eric e Shelly, esprimono la forza, il male, il marcio e la potenza di una storia d'amore e di vendetta che non poteva essere presentata al lettore con nessun altro tipo di tavole. Consigliato? Assolutamente sì, purché siate pronti ad affrontare un viaggio violento, fatto di morte e sangue e sensi di colpa, ma anche di humor nero, romanticismo e passione. Non credo sia possibile superare del tutto una perdita così importante, ma incanalare la sofferenza nel disegno ha dato vita ad una straziante elaborazione del lutto, in cui realtà, fantasia e incubi si mescolano, lasciando il lettore senza fiato. Credetemi, non ve ne pentirete.



Se avete amato il film vi consiglio assolutamente
di recuperare questo volume!

lunedì 26 marzo 2018

Recensione "K.", di Andrea Olgiati

Buon lunedì Lettori, cosa avete fatto di bello nel weekend? Qui a parte il vento fastidioso sembra essere finalmente arrivata la primavera e sono davvero felicissima di aver relegato nell'armadio il giaccone invernale e di averlo sostituito con la mia amata giacca di pelle. Ma tralasciando il mio cambio armadio, oggi sono qui per parlarvi di una lettura difficile che ho affrontato un paio di settimane fa e di cui non è facile parlare. Spero che il mio parere possa esservi utile, nonostante il fumetto sia in vendita solo in Svizzera - o almeno mi sembra- ci tenevo molto a segnalarvelo.


"La morte di Damiano porti chi legge verso la vera vita"
- Maurizio Tamagni -

Titolo: K.
Autore: Andrea Olgiati
Prezzo: 12,00 CHF (9,00€)
Pagine: 56
Pubblicazione: 2011
Editore: Fondazione Damiano Tamagni



Trama: K. giace esanime, tra la polvere, all'ombra delle rovine di una zona industriale. Attraverso i suoi ricordi percorreremo insieme a lui gli ultimi eventi precedenti la fatidica notte, in cui K. abbandonerà ogni cosa per lasciare spazio alla consapevolezza di non poter più tornare sui proprio passi.

Una drammatica storia raccontata attraverso gli occhi di un ragazzo alle prese con difficili rapporti personali e le conseguenze a cui questi possono portare. K è un racconto pronto a portarvi ben oltre la sua ultima pagina.

Notte fra venerdì e sabato 2 febbraio 2008.
Damiano Tamagni, 22 anni, viene ucciso a pugni e calci da tre quasi coetanei durante il carnevale. I tre vengono arrestati nelle ore successive e interrogati: per loro l'accusa è di aggressione e omicidio intenzionale. La notizia suscita un'enorme impressione in tutto il Cantone, dove si moltiplicano le iniziative in ricordo di Damiano.



Ho voluto iniziare la recensione con una citazione e un fatto di cronaca perché parlarvi di questo fumetto si sta rivelando una prova difficile, tutto ciò che vorrei dire a riguardo mi suona inutile o scontato, ma penso che sia giusto parlarne, perché K. è un'opera frutto di un lavoro molto accurato, che affronta il tema della violenza tra i giovani. Ma facciamo un passo indietro: questo fumetto prende forma in seguito alla morte di Damiano, rimasto ucciso nel 2008 durante un pestaggio. Nasce così una fondazione a suo nome, che da all'autore - e amico di Damiano - la spinta per pubblicare questa sua prima opera, distribuita in tutte le scuole medie, nelle librerie e nei Centri Giovanili del Cantone. Ma al contrario di quanto si potrebbe pensare tra queste pagine non ritroviamo la storia di Damiano, in una nota in fondo al fumetto è l'autore stesso a dire che riscrivere passo per passo questa tragedia sarebbe stata un'idea pessima e a mio parere anche azzardata. La storia che invece racconta è quella di K., di L. e di altri personaggi le cui vicende prendono spunto da tanti altri drammatici fatti, tutti legati alla violenza tra i giovani e ai problemi adolescenziali più oscuri. Non credo sia necessario dirlo, ma questa per me è stata una lettura davvero tosta, che mi ha lasciato addosso un senso di impotenza e una profonda tristezza, com'è giusto che sia.


È stato un avvenimento così palese del disagio che spinge alcuni giovani a ricorrere alla violenza con disarmante facilità, che mi ha convinto di dover fare qualcosa per evitare che simili tragedie non debbano più accadere.

Le tavole dell'autore sono incredibili, il suo è un tratto molto diverso dalle illustrazioni che in genere mi conquistano, ma la semplicità dei disegni e i colori cupi raccontano molto di più di quello che potrebbe sembrare a un primo sguardo. Sono tavole che raccontano il dolore e il senso di colpa, l'ingiustizia e la cruda realtà. Questo fumetto ha colpito nel segno, e lo so perché leggendolo sono stata male. Mi sono trovata faccia a faccia con la consapevolezza che queste tragedie accadono senza nessun motivo e che non è quasi mai possibile prevederle. Da mamma, ma anche da sorella, zia e amica, questo pensiero è stato devastante. La storia è forte, a volte disturbante, ma va raccontata per sensibilizzare i giovani, per far capire loro che quando pochi istanti di follia hanno come conseguenza una vita spezzata indietro non si può tornare, nessun pentimento o condanna possono rimettere insieme i cuori spezzati di chi resta. Non è facile mettere nero su bianco un parere che valorizzi un lavoro tanto importante, ma l'unico modo di aiutare chi cerca di trasmettere questi insegnamenti, che sia tramite un fumetto o sotto una qualsiasi altra forma, è condividere le loro opere, questi sono i testi che andrebbero davvero diffusi e pubblicizzati il più possibile. Proprio per questo non posso fare altro che consigliarvene la lettura, che per me è stata emozionante e devastante nella sua brevità. Le pagine non sono molte e divorarle richiede pochi minuti, ma una volta arrivati all'ultima tavola toglierselo dalla testa è impossibile. K. è la storia di famiglie spezzate e di dolore, ma quando una tragedia si trasforma in un messaggio così potente dargli una possibilità è il minimo che possiamo fare.

Il passato non si può cambiare. Ma nel nostro presente determiniamo,
con le nostre scelte, il nostro futuro e quello di coloro che ci circondano.

Come saprete questa è una tematica a cui tengo molto,
quindi fatemi sapere il vostro parere a riguardo.
Se avete altri titoli da consigliarmi non esitate a scrivermeli!