lunedì 30 dicembre 2019

Recensione "La Musa degli Incubi" di Laini Taylor

Buongiorno Lettori e buon lunedì, come state? Ormai ci siamo, Capodanno è praticamente arrivato, avete in programma qualche bel party o festeggerete a casa, comodi comodi sul divano? Io, ovviamente, opterò per la seconda opzione. Ma prima di salutare ufficialmente questo 2019 c'è un ultimo libro di cui voglio ancora parlarvi. Ne ho rimandato la lettura per mesi ma, finalmente,  sono qui a raccontarvi perché l'ho amato e cosa mi ha spinto a inserirlo tra i miei 5 libri preferiti dell'anno.


In questo atteso seguito del bestseller Il Sognatore va in scena lo scontro tra distruzione e salvezza.

Titolo: La Musa degli Incubi
Autore: Laini Taylor
Prezzo: 15,00€
Pagine: 526
Pubblicazione: 2019
Editore: Fazi Editore



Trama: La peggiore paura degli abitanti di Pianto si è concretizzata: nella minacciosa fortezza di mesarzio i figli degli dèi sono ancora vivi. Sarai è diventata un fantasma, mentre il Sognatore ha appena scoperto di essere lui stesso un dio dalla pelle blu, l’unico capace di fronteggiare l’oscura Minya, animata dal desiderio di vendetta nei confronti degli umani che massacrarono la sua gente. Lazlo si troverà di fronte alla più impensabile delle scelte: salvare la donna che ama oppure tutti gli altri. Ma inquietanti misteri dimenticati chiedono di essere risolti: da dove sono arrivati, veramente, i Mesarthim, e cosa ne è stato di tutti i bambini nati nella fortezza durante il dominio di Skathis? Quando i portali dimenticati si apriranno di nuovo, mondi lontani diventeranno pericolosamente vicini e un inatteso, potente nemico arriverà deciso a spazzare via le fragili speranze di tutti, dèi e umani. Sarai, la Musa degli Incubi, conoscitrice di ogni genere di paura fin da quando aveva sei anni, sarà costretta ad affrontare orrori che neanche immaginava e ad andare oltre i suoi stessi limiti: l’esperienza le ha insegnato che l’odio e il terrore sono sentimenti facili da provocare. Ma come si fa a rovesciare l’odio, a disinnescare la vendetta? È possibile salvare i mostri, piuttosto che annientarli?

Come si fa a rovesciare l’odio, a disinnescare la vendetta?
È possibile salvare i mostri, piuttosto che annientarli?

Nel corso della mia vita da lettrice ho imparato che, almeno per quanto mi riguarda, ogni storia ha il suo momento. Mi sono trovata spesso ad autoimpormi di leggere un determinato romanzo anche se non ne avevo particolarmente voglia, sempre con riscontri pessimi. Quest'anno ho deciso di ascoltarmi di più, e proprio per questo ho lasciato La Musa degli Incubi in pausa sul comodino per diversi mesi. Per quanto avessi amato follemente Il Sognatore, all'uscita di questo seguito ho sentito che non era il suo momento, e mi sono decisa a riprenderlo in mano solo adesso, a dicembre. Sono decisamente in ritardo rispetto agli altri, ma non potrei essere più felice di aver aspettato. Con la tranquillità delle feste natalizie ho potuto dedicare a Lazlo e Sarai tutto il tempo e la concentrazione che desideravo, e questo mi ha portato ad innamorarmi per la seconda volta dell'incantevole mondo nato dalla penna della Taylor. Inizialmente non sapevo bene cosa aspettarmi, come sapete evito sempre di fare spoiler o di parlare nel dettaglio della trama, nelle recensioni, ma se avete letto il primo volume saprete che si concludeva con un colpo di scena che ha lasciato molti di noi in lacrime. Forse tra i motivi che mi hanno tenuto lontana da La Musa degli Incubi per così tanto tempo c'era, a livello inconscio, anche la paura di restarne delusa. Parlo della famosa delusione da "secondo volume", se siete lettori forti sono certa che sappiate a cosa mi riferisco. Ebbene, dopo averlo letto, amato, sfogliato ed essermelo impressa nel cuore, posso dire che non avevo alcun motivo di preoccuparmi: sono bastate poche pagine a risvegliare in me l'emozione, la poesia e il desiderio di amore e guerra e avventura che avevo già provato durante la lettura de Il Sognatore. E non poteva essere altrimenti, tutt'ora continuo a pensare che lo stile e la fantasia della Taylor siano tra i più straordinari e originali in circolazione. L'emozione di tornare a Pianto, nella fortezza, e di ritrovare non solo Lazlo e Sarai, ma anche Thyon, la terribile Minya e tutti gli altri personaggi è stata forte e meravigliosa. Ho letto queste 500 pagine con tutta la calma del mondo, assaporandone ogni singola parola, anzi, ogni singola virgola. Ho riletto intere pagine, ammaliata dalla poesia e dalla magia che trapela da questa storia folle e bellissima.

I desideri non si avverano. Sono soltanto il bersaglio che dipingi intorno a quello che vuoi. Il centro devi sempre colpirlo da sola.

Rileggendo la recensione che avevo scritto su Il Sognatore non penso di avere qualcosa di nuovo da aggiungere, almeno per quanto riguarda lo stile poetico e nostalgico dell'autrice e sul mio amore spropositato per i personaggi e per il mondo che li ospita. È tutto meraviglioso, e dolce, e al tempo stesso triste e ingiusto. La storia ha mantenuto ciò che mi aveva fatto innamorare del primo volume: la capacità di raccontare sentimenti dolorosamente reali, in un contesto completamente folle. Che penso sia uno dei pregi più grandi di questa duologia, a riprova del fatto che qualsiasi sia il mondo in cui si vive, il colore della propria pelle o la lingua che si parla, la forza dell'amore e della perdita restano immutati. Amiamo e soffriamo tutti allo stesso modo, qualsiasi sia il luogo da cui veniamo. E questo secondo volume ce lo dimostra, unendo alla componente Fantasy tematiche già trattate nel precedente capitolo. Temi come il pregiudizio e la discriminazione, l'odio, la guerra e la vendetta. Quando un romanzo fantastico arriva a farmi chiudere il libro e a riflettere, capisco di avere tra le mani un vero gioiello, e con La Musa degli Incubi è successo tante, tantissime volte. È stata una lettura lenta, per quanto mi riguarda, impegnativa e importante. Scorrevole sì, ma ho dovuto assimilare ogni singola frase, masticare ed elaborare ogni scena, riflettere su ogni decisione presa dai personaggi. Ne ho amati molti ma, ancora più importante, li ho compresi tutti. Il confine tra buoni e cattivi in questa storia viene letteralmente spazzato via, ed è stato meraviglioso arrivare a comprendere le scelte di quelli che, a prima occhiata, erano passati per antagonisti. Questa duologia YA/Fantasy esce sicuramente dagli schemi, sia per trama che per stile, e penso sia normalissimo che non tutti siano riusciti ad apprezzarne le caratteristiche, ma al di là dello stile ricercato e delle poche scene d'azione, credo sia innegabile che si tratti di una storia assolutamente originale, che affronta tematiche difficili e attuali in modo intelligente, senza giudicare, semplicemente dando al lettore la possibilità di riflettere e di arrivare da solo alle proprie conclusioni. Ne Il Sognatore, ma ancor di più ne La Musa degli Incubi, ci troviamo faccia a faccia con storie e personaggi spezzati dal dolore, corrosi dai sensi di colpa, intrappolati in un passato che non riescono a lasciarsi alle spalle. Per alcuni sarà possibile rinascere, per altri no. Per me è stato un romanzo colmo di amore, ma anche di perdite, di amicizie strette nelle situazioni più impensabili, di difficoltà, di perdono e di speranza, che attraverso tutte queste emozioni ha saputo trasmettere messaggi pieni di luce. Senza togliere importanza al dolore, quello mai. Come si fa a non assegnare a una storia del genere il massimo dei voti? Questa duologia mi ha regalato sorrisi e lacrime che mi porterò dentro per sempre, mi ritengo fortunata ad aver potuto percorrere insieme ai personaggi questo lungo cammino, ho imparato tanto e un pezzetto del mio cuore continuerà a sognare aeronavi, falene e aquile. Penso di poter tranquillamente dire che, a modo suo, questi due libri mi hanno cambiata. In meglio, ovviamente. Se non lo avete ancora fatto leggeteli, chissà che non facciano lo stesso meraviglioso effetto anche a voi!

Non vedo l'ora di sapere cosa ne pensate di questa duologia, se vi va vi aspetto qui sotto nei commenti, oppure ci rileggiamo domani con la Classifica Librosa del 2019, non mancate mi raccomando!

4 commenti:

  1. Buona sera cara Seli.
    Questa duologia per me è un tasto dolente. Sebbene ce l'abbia completa in libreria già da parecchi mesi, qualcosa mi tiene lontana. Non so come spiegarlo ma non mi convince del tutto, temo che possa essere una lettura pesante che finirò per odiare.
    Si può dire che il mio sia un pregiudizio, me ne rendo conto ma proprio non riesco a trovare il momento giusto per iniziarla.
    Ho quindi deciso di far slittare la lettura ormai al 2020 sperando che non mi deluda come mi aspetto.
    Un abbraccio

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    1. Ciao Cry! In effetti, nonostante i nostri gusti siano spesso molto simili, non so prevedere se questa duologia ti piacerà, è davvero troppo particolare per dirlo. Penso sia una di quelle storie che o ami o odi, come hai giustamente immaginato sono due romanzi piuttosto lenti, ma non per questo noiosi. È quel tipo di libro che ti fa innamorare delle sensazioni e dei pensieri. Sono certa che ne apprezzeresti molto le tematiche trattate, bisogna solo vedere se lo stile della Taylor saprà conquistarti :)

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  2. Ti avevo promesso un commento. Sono in ritrdo come sempre, ma alla fine ce l'ho fatta. Niente, penso tu abbia detto tutto quello che avrei voluto dire, io non ho il coraggio di scrivere una recensione su questa duologia, è qualcosa di così profondo per me da non riuscire ad analizzarla, quindi grazie di aver dato voce ai mei pensieri

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    1. Ti capisco, anche io ho preferito non recensire alcuni dei miei libri preferiti :) Felice che ti sia ritrovata nei miei pensieri, non è facile rendere giustizia a questi piccoli capolavori!

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