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martedì 17 novembre 2020

Recensione "Ogni giorno solo tu" di Elisa Modugno e Daniele Nicastro

Buongiorno Lettori e buon martedì, come state? Spero abbiate trascorso un bel weekend e che la settimana sia iniziata al meglio, per quanto la situazione lo permetta. Come da titolo, oggi vi tengo compagnia con la recensione di uno YA davvero carino, per cui ringrazio nuovamente l'autore e la Casa Editrice. Se vi va vi aspetto nei commenti per sapere cosa ne pensate o se magari vi ho incuriositi abbastanza da inserirlo nella vostra wish list natalizia!



Due ragazzi. Un amore che tenta di sbocciare.
Un giorno che si ripete all'infinito.

Titolo: Ogni giorni solo tu
Autore: Elisa Modugno & Daniele Nicastro
Prezzo: 17,00€
Pagine: 368
Pubblicazione: 2020
Editore: Mondadori

 

Trama: È un giorno speciale per Meg ed Eric. Meg, aspirante fumettista, non vede l'ora di festeggiare il primo mesiversario con Lucas e dargli il fumetto che ha disegnato con i momenti più belli della loro storia. Eric, appassionato di cinema, è pazzo di Bianca, la ragazza più carina della scuola, e sente che oggi riuscirà a conquistarla. Per entrambi, però, quel giorno si trasforma in un disastro: Meg viene lasciata senza un motivo, mentre Eric riceve un sonoro due di picche. I due vogliono lasciarselo alle spalle, ma inspiegabilmente, a mezzanotte, il tempo si riavvolge, costringendoli a rivivere all'infinito quel catastrofico lunedì. Convinti di dover rimediare ai propri sbagli, Eric e Meg tenteranno di cambiare gli eventi, finché il fumetto di Meg, finito per sbaglio nelle mani di Eric, riuscirà a metterli in contatto. Solo insieme potranno spezzare il loop temporale, ma l'Universo ha un preciso piano e, dopo averli lasciati innamorare, sembra provarle tutte per non farli incontrare...

Questa mattina, quando mi sono trovata davanti alla schermata bianca del computer, pronta a scrivere questa recensione, il mio primo pensiero è stato: da quanto tempo non leggevo uno YA che non fosse a sfondo Fantasy o distopico? Per rispondere a questo dubbio ho dovuto scorrere il mio profilo di GoodReads fino a luglio del 2019. E lo YA precedente risale all'anno prima ancora. Insomma, è evidente che negli ultimi anni mi sono inconsapevolmente allontanata molto da questo target... a meno che non ci fosse della magia di mezzo, ma non è questo il caso. Non proprio, almeno. Immergermi nelle pagine di Ogni giorno solo tu è stata un'avventura divertentissima, che per me ha segnato una sorta di ritorno alle origini e non posso che complimentarmi con gli autori, che trovo abbiano fatto uno splendido lavoro a quattro mani. Se avete letto la trama non vi stupirà sapere che l'elemento che più mi incuriosiva di questo romanzo era la presenza di un loop temporale, espediente narrativo molto utilizzato nei film, ma che raramente mi è capitato di trovare nei libri. Personalmente li trovo sempre coinvolgenti, mi affascina moltissimo l'idea che tutte le nostre scelte, anche quelle apparentemente insignificanti, possano stravolgere non solo il nostro destino, ma anche quello delle vite che si intrecciano alla nostra. È quello che succede a Meg ed Eric, i giovani protagonisti di questo romanzo, costretti a rivivere giorno dopo giorno lo stesso catastrofico lunedì 27 aprile. Se a primo impatto sembrerebbe fantastico poter azzerare una giornataccia e riscriverla da capo, correggendo errori ed evitando figuracce e sbagli, lunedì dopo lunedì la vita di Meg ed Eric prende sempre di più le sembianze di incubo che solo insieme potranno spezzare. Ma il destino ha altri piani per loro...
Non posso negare che ormai, alla soglia dei trent'anni - aiuto, quand'è successo? - le love story tra adolescenti mi emozionano il giusto, ma il punto di forza di Ogni giorno solo tu sta senza dubbio nello stile brillante dei due autori, che hanno saputo dar voce ai personaggi in maniera realistica, spigliata e divertente. La lettura ne giova moltissimo, il romanzo si fa letteralmente divorare in poche ore risultando appassionante e simpatico anche per chi, come me, non è più adolescente da un bel po'. Un altro elemento che ho apprezzato moltissimo è la grande quantità di citazioni nerd, è stato divertentissimo trovare riferimenti a film, libri e serie Tv che conosco, mi ha fatto sentire molto vicina ai personaggi, penso che al giorno d'oggi siano un mezzo validissimo per catturare l'attenzione dei giovani e avvicinarli alla lettura. Al contrario di altri YA che mi è capitato di leggere negli scorsi anni, Ogni giorni solo tu si è rivelato un romanzo intelligente, una storia di formazione che con delicatezza affronta anche tematiche attuali e offre degli ottimi spunti di riflessione. Questo lo rende una lettura davvero valida per i ragazzi, nonché un mix perfetto di ironia, insegnamenti e avventura. Aggiungete un pizzico di amore e tanta sfortuna ed ecco a voi Ogni giorno solo tu! Personalmente è un titolo che mi sento di consigliarvi senza pensarci due volte, è perfetto per un target molto giovane, ovviamente, ma potete apprezzarlo tranquillamente anche se, come me, non siete più adolescenti. D'altronde, per quanto mi riguarda, quando una storia avvincente è narrata in maniera magistrale dalla penna di due autori brillanti, il target passa immediatamente in secondo piano. Consigliatissimo se cercate un titolo da regalare a lettori giovani, ma perfetto anche per voi, se volete trascorrere qualche ora spensierata in compagnia di Eric, Meg, e di un destino beffardo.

Fatemi sapere cosa ne pensate di questo libro, vi incuriosisce? O magari lo avete già letto? Avete altri titoli che trattano di loop temporali da consigliarmi?

lunedì 27 luglio 2020

Recensione "The Selection" di Kiera Cass (prima trilogia)

Buongiorno Lettori e buon lunedì, come state? Avete passato un bel weekend? A noi è toccato fare un bel giro all'Ikea, ma non posso lamentarmi, finalmente abbiamo trovato alcuni dei mobili che stavamo cercando. Per altri ci toccherà aspettare che il magazzino venga rifornito, ma pazienza. Passando a cose più interessanti, come ogni lunedì sono qui per proporvi una recensione, e direi che è arrivato il momento di parlare della trilogia di The Selection, di Kiera Cass! Voi l'avete letta?


35 ragazze. 1 corona. La competizione di una vita.

Titolo: The Selection
Autore: Kiera Cass
Prezzo: 9,90€
Pagine: 281
Pubblicazione: 2014
Editore: Sperling&Kupfer



Trama: Molti anni dopo la Quarta guerra mondiale, in un Paese lontano, devastato dalla miseria e dalla fame, l'erede al trono sceglie la propria moglie con un reality show. Spettacolare. Così, per trentacinque ragazze la Selezione diventa l'occasione di tutta una vita. L'opportunità di sfuggire a un destino di fatica e povertà. Di conquistare il cuore del bellissimo principe Maxon, e di sognare un futuro migliore. Un futuro di feste, gioielli e abiti scintillanti. Ma per America Singer è un incubo. A sedici anni, l'ultima cosa che vorrebbe è lasciare la casa in cui è cresciuta per essere rinchiusa tra le mura di un palazzo che non conosce ed entrare a far parte di una gara crudele. In nome di una corona - e di un uomo - che non desidera. Niente e nessuno, infatti, potrà strapparle dal cuore il ragazzo che ama in gran segreto: il coraggioso e irrequieto Aspen, l'amico di sempre, che vorrebbe sposare più di ogni altra cosa al mondo. Poi, però, America incontra il principe Maxon, e la situazione si complica. Perché Maxon è tutto ciò che Aspen non sarà mai: affascinante, gentile, premuroso e immensamente ricco. E può regalarle un'esistenza che lei non ha mai nemmeno osato immaginare...

Premessa: quando ho iniziato a leggere questa trilogia sapevo a cosa stavo andando incontro. Purtroppo partire con basse aspettative non mi ha impedito di bocciarla, ma almeno mi sono risparmiata una delusione eccessivamente grande. Ma facciamo un piccolo passo indietro. The Selection si presenta come una saga distopica, divisa in una prima trilogia che vede come protagonista America, e una duologia aggiunta successivamente e ambientata vent'anni dopo la conclusione del terzo volume. Sebbene io abbia già in lettura questa fantomatica duologia sequel, ho deciso di dedicare una recensione singola alla prima trilogia, quindi oggi mi concentrerò su The Selection, The Elite e The One, come sempre evitando spoiler di qualsiasi tipo. Prima di tutto, bisogna dirlo: di distopico in questa storia c'è poco o niente. O almeno, non ci troverete il tipo di distopia a cui ci hanno abituati serie come Hunger Games, Divergent e saghe simili, ecco. Bisogna anche dire che però The Selection non ci prova neanche a spacciarsi per una serie di quel genere, anzi, fin dalla copertina è chiaro che non ci troveremo davanti a guerre e sparatorie, quindi mi sento di spezzare una lancia a suo favore per l'onestà. Che cosa dovreste aspettarvi, quindi, da questa prima trilogia? Prendete la Mietitura di Hunger Games e chiamatela Selezione, una volta fatto questo non resta che trasformare i giochi nell'arena in un Reality Show seguito da tutta la popolazione. Lo scopo? Conquistare il cuore del principe Maxon. 35 ragazze, una competizione per diventare la nuova principessa di Illéa. Insomma, riponete torcia e armi e munitevi di comode pantofole pelose e di una coppa di gelato, è tutto ciò che vi servirà per affrontare la lettura.
Adesso però veniamo a noi, mi sarà piaciuta questa trilogia? Ve la consiglierei? La risposta a entrambe le domande è dipende. Da un sacco di cose. Penso sia possibile apprezzare The Selection solo ed esclusivamente se consapevoli di quello che è: una leggerissima storia d'amore scritta in maniera mediocre e sviluppata ancora peggio. Il tutto condito con una massiccia dose di trash. Se ne siete consapevoli e volete comunque togliervi lo sfizio, come ho fatto io, allora siete pronti per entrare nel mondo di Kiera Cass e a lasciarvi avvolgere da una nuvola di sfarzo, gioielli e abiti da sera. Ma se non è quello che cercate, allora lasciate perdere.


Che il trash regni sovrano ormai si è capito, ma voglio precisare che si tratta di un trash innocuo, di quello che se ti va bene ti fa fare quattro risate, se invece ti va male... be', alla peggio basterà relegare i volumi in un angolo buio della libreria e dimenticarsi della loro esistenza. Un trash sopportabile insomma, ben lontano da quello diseducativo e pieno di messaggi negativi trasmessi da tanti altri YA. Ma basta divagare, purtroppo è giunto il momento di stilare un elenco dei difetti di questa serie e di parlare dei singoli volumi andando un po' più nel dettaglio, naturalmente sempre senza spoiler. Siete seduti comodi? Avete i pop-corn?
La storia si apre con The Selection, che tra i tre è sicuramente il volume più carino. Facciamo subito la conoscenza di America Singer, la nostra protagonista sedicenne, e scopriamo che nel regno di Illéa la popolazione è divisa in sette caste. Agli Uno appartengono la famiglia reale e le figure religiose, scendendo troviamo celebrità e politici, poi scienziati e dottori, seguiti dagli artisti, fino ad arrivare alla casta dei Sette, la più povera. America è una Cinque, ed è una musicista. Conquistare il cuore del principe Maxon e diventare una Uno si direbbe l'opportunità di una vita, se non fosse che ci troviamo davanti a una delle adolescenti più infantili e superficiali della letteratura. Fastidiosa, ottusa e immatura, propinarcela come voce narrante è stato davvero crudele da parte dell'autrice, ma tant'è. Insieme all'odio per America è arrivata anche la consapevolezza che, in The Selection, niente viene approfondito. E quando dico niente intendo niente. Prima lo accettate meglio è. La trama è poco sviluppata, i personaggi sono totalmente privi di caratterizzazione o introspezione, così come tutto ciò che ruota intorno alla politica del regno e al famoso Reality Show, praticamente inesistente. Vengono citate delle telecamere di tanto in tanto, ma non si va mai oltre. Il palazzo reale, i luoghi e i personaggi stessi sono appena abbozzati, il che rende difficile al lettore farsi un'idea chiara del contesto, figuriamoci cercare di immaginarsi qualcosa tipo, chessò, le facce dei protagonisti o l'aspetto del palazzo. Lo stesso purtroppo accade con la trama, l'autrice apre parentesi e innesca situazioni di cui poi sembra semplicemente scordarsi. Risultato? Questioni irrisolte e discorsi mai conclusi. Se a questo punto della lettura non vi è ancora venuta una crisi di nervi e, come me, avete coraggiosamente deciso di andare avanti con la storia, la soluzione è una sola: smettere si farsi domande. The Selection è così, le cose succedono e basta. E noi possiamo solo farcelo andare bene.

All'inizio c'erano 35 ragazze. Ora ne sono rimaste 6. (The Elite)

A salvare la situazione, per quanto mi riguarda, c'è solo il protagonista maschile, il conteso principe Maxon. Intendiamoci, parliamo sempre di un personaggio poco approfondito, ma è grazie alla sua esistenza se sono arrivata in fondo alla trilogia. Al contrario di America, Maxon dimostra una maturità in linea con la sua età e sono rimasta piacevolmente sorpresa dal suo carattere dolce e timido. Fa quasi tenerezza vederlo alle prese con le responsabilità che gli gravano sulle spalle, dal canto mio avrei preferito seguire la storia dal suo punto di vista, sarebbe stato senz'altro più interessante. E qui arriviamo a The Elite, volume centrale della trilogia che, detto sinceramente, non ha senso di esistere. Nell'arco di 300 pagine avvengono solo due fatti relativamente utili ai fini della trama, ma sarebbe bastato inserire un paio di capitoli in più alla fine del primo romanzo, e ci saremmo risparmiati la noia di The Elite, in cui vediamo un'America sempre più infantile e fastidiosa a causa di... avete già indovinato vero? Ebbene sì, non poteva mancare il famigerato triangolo amoroso! Per renderlo possibile è stato necessario far entrare in scena Aspen, il ragazzo a cui America aveva dovuto dire addio per partecipare alla Selezione. Anche se la Cass ci lascia intendere che i due si amavano alla follia, dal mio punto di vista i due hanno zero feeling, il che ha reso questo triangolo ancora più fastidioso. 300 pagine passate a seguire i pensieri di America, degni al massimo di una dodicenne alla prima cotta. "Maxon non mi ha salutata, quindi amo Aspen. Aspen non ha ricambiato il mio sguardo, allora amo Maxon". Classiche dichiarazioni che dovrebbero restare chiuse a chiave nel diario di una ragazzina, non certo i sentimenti che dovrebbe provare una giovane donna in gara per ottenere il titolo di principessa, nonché futura regina, di un intero regno. Questo secondo volume è stato un'agonia, tolta l'indecisione della protagonista nei confronti di Maxon ed Aspen non rimane che un nulla cosmico. Nessun approfondimento sul Reality Show o sulla guerra che minaccia il paese. Solo capitoli su capitoli a guardare America staccare petali di margherita mormorando "m'ama, non m'ama". Metaforicamente, okay, ma l'agonia è stata lunga. Per fortuna peggio di così non poteva andare, e infatti con The One la situazione si è un po' risollevata e il volume è tornato a scorrere senza troppi problemi. Certo, tutte le questioni politiche vengono liquidate in poche righe - un po' come qualsiasi altra cosa in questa trilogia - ma sono riuscita a leggerlo senza che il mio cervello chiedesse pietà. I pochi colpi di scena sono concentrati nella parte finale, che ho trovato un po' scontata, ma a modo suo soddisfacente. Insomma, la storia di America si è conclusa come tutti ci aspettavamo. Si poteva fare di meglio, ma come ben sappiamo la Cass avrebbe potuto fare anche di molto peggio, quindi a posto così.

La finale è vicina, solo 1 ragazza può vincere. (The One)

In conclusione, ci troviamo davanti ad una trilogia che non riesce a spiccare su nessun fronte. Lo stile di scrittura, la trama, i personaggi, tutto risulta banale. Qualitativamente parlando penso sia impossibile non bocciarlo, non è scritto bene, i protagonisti sono profondi come pozzanghere e la storia fa acqua da tutte le parti. Lo so, vi state chiedendo se ho anche qualcosa di positivo da dire a riguardo e, sorprendentemente, la risposta è sì. Il suo essere così leggera la rende, in linea di massima, una lettura veloce e scorrevole, perfetta se avete voglia di scollegare il cervello dalla realtà. Tanto, se c'è una cosa che durante la lettura non vi servirà, sono proprio i neuroni. Nonostante tutte le critiche non posso dire di averla odiata, in alcune parti la storia è riuscita a farmi ridere e, nel complesso, se cercate qualcosa di puro intrattenimento e amate le ambientazioni sfarzose del palazzo reale potreste anche trovarla piacevole. Ciò non toglie che, come si suol dire, il gusto è soggettivo, la qualità no. Non avrei mai potuto dargli la sufficienza, ma Kiera Cass ha lo straordinario potere di dar vita a storie leggere, che con un pizzico di trash e un po' di allegria hanno reso più spensierati i miei pomeriggi. Non me la sento di consigliarvene l'acquisto, ma neanche di sconsigliarvene la lettura. Credo dipenda tutto da cosa state cercando e dalla vostra predisposizione a chiudere un occhio di fronte ai suoi innumerevoli difetti. La leggerezza di questa love story da fiaba mi è piaciuta, con i suoi alti e bassi e le parti infantili è comunque riuscita a farmi fantasticare per qualche ora, ma sono sicuramente rimasta delusa da come è stata gestita la questione delle caste e dall'aspetto politico del regno, perché l'idea di base poteva essere davvero interessante, ma l'autrice ha deciso di restare molto vaga, concentrandosi invece sulla storia d'amore. Non la considero una pecca a priori, ma penso sia stato un peccato, ci troviamo in un futuro distopico non meglio precisato, con un sistema di  7 caste a dividere la popolazione, e il massimo a cui assistiamo è un gruppetto di ribelli che attacca il palazzo lanciando verdura marcia contro le mura. Insomma, su quel fronte mi aspettavo decisamente di più, ma visto il target a cui è rivolta (l'età consigliata è dai 13 anni in su) forse sono io che pretendevo troppo.
Metaforicamente parlando questa storia è paragonabile a una spolverata di glitter sulle miserabili vite di noi comuni mortali. Se ne poteva fare a meno? Ovviamente. Ma se  indossare una corona tempestata di diamanti e conquistare il cuore di un principe può risollevare la giornata di qualcuno, chi sono io per dirgli che non ne vale la pena? Nessuno. E infatti ho tutta l'intenzione di leggere l'intera bibliografia della Cass, che ormai si è guadagnata il titolo di autrice trash del mio cuore. Non riesco a prendere sul serio ciò che scrive, ma allo stesso tempo non voglio rinunciare a farmi due risate. Questo è il trash che mi piace.
Se alla vostra vita serve un pizzico di leggerezza, datele una chance.
In caso contrario, lasciate i glitter a chi ne ha davvero bisogno.

Fatemi sapere se avete letto la trilogia e cosa ne pensate di Kiera Cass e dei suoi libri!

lunedì 20 luglio 2020

Recensione "Solo Flora" di Stefania Bertola

Buongiorno Lettori e buon lunedì, come state? Spero abbiate trascorso un bel weekend e che siate pronti per questa nuova settimana! Come avrete capito dal titolo oggi sono qui per lasciarvi la recensione di un romanzetto che personalmente ho letto con piacere, ma che a quanto pare hanno detestato quasi tutti. In parte comprendo il perché di tutte queste critiche, ma ciò non toglie che io l'ho trovato divertente e leggero. Fatemi sapere nei commenti se lo avete letto e cosa ne pensate!



Flora ha un fiocco di neve tatuato sul polso, e non si arrende mai.

Titolo: Solo Flora
Autore: Stefania Bertola
Prezzo: 13,00€
Pagine: 113
Pubblicazione: 2016
Editore: Feltrinelli Editore



Trama: A quindici anni, se si deve scegliere fra trascorrere un anno a Brisbane, Australia, o in uno sperduto paesino nella provincia piemontese, non si hanno dubbi: paesino. Purché sia vicino alla città in cui vive il tuo ragazzo. E così Flora lascia partire la madre, oceanologa in trasferta di lavoro australiana, e va ad abitare da una zia, che, però, non è una zia normale. Non è normale la zia, e neanche lo zio, i cugini, i vicini di casa, la scuola, i compagni. Perché San Mirtillo è uno dei ventisette comuni Dp presenti sul territorio italiano, e i comuni Dp sono quelli in cui vivono i Dp, i Different People, nome inglese per creature magiche italiane. Ma Flora non è magica per niente, è solo Flora. E fin dal primo istante si sentirà DIVERSA, scritto proprio così, tutto a lettere maiuscole. È l’unica ragazza di tutta la scuola che non può cambiarsi colore di capelli schioccando le dita. Tanto per dire. È durissima, la vita di una Normal in un mondo di Different, e Flora dovrà fare ricorso a tutta la sua meravigliosa normalità per non soccombere. Come se non bastasse, anche nell’amore si trova a dover scegliere fra Normal (Leo, il suo ragazzo da sempre e, pensava lei, per sempre) e Different (Martin Indigo, uno stregone di diciassette anni, snob, arrogante e irresistibile). E tutto questo sarebbe ancora niente, se non ci fosse Alibella, la compagna di classe che nessuna vorrebbe mai avere: una fata perfida come Maleficent e bella come Angelina Jolie. Ma Flora ha un fiocco di neve tatuato su un polso, e non si arrende mai. Neanche quando Alibella la fa finire… Ma perché rovinarvi la sorpresa?


Dopo averlo tenuto in wish list per un paio di anni, finalmente mi sono decisa a leggere Solo Flora, romanzo YA/Fantasy dalla trama davvero buffa e particolare. Inizialmente non è stato facile prendere confidenza con la storia, soprattutto perché non capivo dove volesse andare a parare e a quale target fosse rivolto. Lo stile dell'autrice è semplicissimo e frizzante, quindi pensavo fosse pensato per un pubblico giovanissimo, ma è chiaro fin dalle prime pagine che, pur trovandoci davanti a dei personaggi adolescenti, il libro non è adatto ai più piccoli, come farebbe pensare lo stile. Il testo infatti contiene parecchie parolacce e, essendo ambientato in un liceo, non mancano i riferimenti al sesso, che seppur frizzanti e a parere mio ben inseriti nel contesto, sono molto presenti. Il target quindi è un po' più alto di quanto ci si potrebbe aspettare da una storiella del genere, ma superato questo primo momento di sorpresa, in cui mi sono sentita un po' disorientata, ho deciso di lasciarmi semplicemente trascinare dalla storia senza pregiudizi o aspettative, e così facendo sono riuscita ad apprezzare moltissimo la bizzarra avventura di Flora, quindicenne umana che si ritrova a frequentare un liceo popolato da vampiri, perfide fate e stregoni dal sorriso irresistibile. Flora infatti è una Normal - una persona senza poteri magici - costretta a trasferirsi a San Mirtillo, uno dei comuni in cui vivono i DP, Different People, nome inglese per definire le creature magiche italiane. Il romanzo è brevissimo, quindi non aspettatevi un grande approfondimento né chissà quali spiegazioni, ma il fatto che i DP vivano tranquillamente alla luce del sole in comuni a loro dedicati mi è piaciuto. L'autrice è rimasta vaga, ma questo mi ha permesso di percepire i DP e i loro poteri magici come una cosa normalissima e naturale. La trama è sviluppata bene, così che il lettore non sente una grande necessità di avere altre informazioni su come sia possibile l'esistenza di comuni come San Mirtillo, nel mondo di Flora la magia esiste e basta, e i Normal ne hanno preso atto. Bizzarro, ma secondo me ha funzionato bene. Confesso che solo a fine lettura ho scoperto che questo libro, a quanto pare, è piaciuto solo a me. In rete si trovano quasi esclusivamente bocciature e pareri negativi, invece vi dirò, nonostante lo stile di scrittura sia piuttosto infantile e le poche pagine non permettano un grande approfondimento, io mi sono divertita tantissimo! Flora finisce nelle situazioni più improbabili, tra incantesimi, lezioni di magia e compagne di scuola perfide come non mai. Bloccata a San Mirtillo senza internet né fidanzatino, Flora si ritrova a fare i conti con la sua normalità. L'assenza di magia la rende diversa dagli altri e mi è piaciuta questa visione capovolta della realtà. In genere nei Fantasy/YA ci troviamo davanti a personaggi con poteri magici costretti a nascondere la loro diversità, questa volta invece è Flora ad essere discriminata per la sua "normalità". Un concetto interessante, trattato con leggerezza e con un linguaggio che ai ragazzi di oggi suonerà famigliare. Niente metafore o discorsi noiosi, solo un gruppo di ragazzi del liceo alle prese con le difficoltà della vita e con un pizzico di magia. Se dovessi analizzarlo con gli occhi di un'adulta probabilmente mi sarei sentita in dovere di bocciarlo, le lacune ci sono e non lo nego. È un po' superficiale, scritto alla leggera e sì, gli adolescenti sono fastidiosi, c'è poco da fare. Come dicevo però io sono riuscita a chiudere un occhio, avevo voglia di una storia frizzante per farmi due risate, e non posso ritenermi delusa. Perché riso ho riso, e anche tanto. I discorsi botta e risposta e le situazioni surreali mi hanno trasportata per un paio d'ore in un mondo in cui avere come compagna di banco una vampira e farsi comparire il pranzo con uno schiocco della dita è considerato all'ordine del giorno, e voglio dire, io in un mondo del genere mi ci trasferirei all'istante. Leggendo Solo Flora sono tornata ragazzina, sono certa che a 15 o 16 anni lo avrei amato! Ma sono felice di averlo recuperato, anche se sono fuori target ne ho apprezzato la leggerezza, è un romanzo spiritoso, che sfrutta l'umorismo e i cliché tipici degli YA a suo favore per raccontare con onestà i problemi e le paura degli adolescenti di oggi, con i loro pregi e difetti. Per questo lo ritengo valido. Bizzarro, imperfetto e ipoteticamente sciocco agli occhi di un adulto, ma secondo me sa come parlare ai ragazzi e affronta tematiche interessanti. Prima o poi recupererò il cartaceo, mi piacerebbe averne una copia in casa!

Fatemi sapere se conoscevate già questo titolo e cosa ne pensate, vi incuriosisce o non fa per voi?

martedì 17 settembre 2019

Recensione "Farryman - Amore eterno" di Claire McFall

Buongiorno Lettori e buon martedì, come state? Queste prime settimane di scuola stanno volando e finalmente sono tornata a gestire abbastanza bene il tempo che posso trascorrere in casa da sola. Nel caso ve lo siate persi vi lascio qui il post che ho dedicato al compleanno del blog, che domenica ha compiuto ben 9 anni online. Oggi invece sono qui per proporvi la recensione di uno YA che mi incuriosiva davvero moltissimo e per cui ringrazio nuovamente Fazi per la copia omaggio.


Esiste l'amore oltre la morte?

Titolo: Ferryman - Amore eterno
Autore: Claire McFall
Serie: Ferryman Series #1
Prezzo: 16,00€
Pagine: 300
Pubblicazione: 2019
Editore: Fazi



Trama: Dylan ha quindici anni e quando una mattina decide di andare a trovare il padre, che non vede da molto tempo, la sua vita subisce un drastico cambiamento: il treno su cui viaggia ha un terribile incidente. Dylan sembrerebbe essere l’unica sopravvissuta tra i passeggeri e, una volta uscita, si ritrova in aperta campagna, in mezzo alle colline scozzesi. Intorno non c’è anima viva, a parte un ragazzo seduto sull’erba. L’adolescente si chiama Tristan e, con il suo fare impassibile e risoluto, convince Dylan a seguirlo lungo un cammino difficile, tra strade impervie e misteriose figure che girano loro intorno, come fossero pronte ad attaccarli da un momento all’altro. È proprio dopo essersi messi in salvo da questi strani esseri che Tristan le rivela la verità… lui è un traghettatore di anime che accompagna i defunti fino alla loro destinazione attraverso la pericolosa terra perduta. A ogni anima spetta il suo paradiso, ma qual è quello di Dylan? L’iniziale ritrosia di Dylan e l’indifferenza di Tristan si trasformano a poco a poco in fiducia e in un’attrazione magnetica tra i due ragazzi che non sembrano più volersi dividere. Arrivati al termine del loro viaggio insieme, Dylan proverà a sovvertire le regole del suo destino e del mondo di Tristan, pur di non perderlo.

Inizio col dire che l'idea alla base di questo romanzo poteva essere davvero originale e interessante, e le prime pagine in effetti promettevano benissimo. Purtroppo sono bastati pochi capitoli per farmi cambiare - almeno in parte - idea. Come saprete Ferryman è il primo volume di una trilogia Fantasy/YA che riprende il mito di Caronte, e già solo questo era bastato a farmelo mettere subito nella wish list. Dopo averlo concluso non posso dire di esserne rimasta del tutto soddisfatta né tanto meno colpita, l'ho trovato un romanzo pieno di difetti, ma al tempo stesso è stata una lettura talmente leggera e scorrevole che non me la sono sentita di bocciarlo. La sufficienza è stiracchiata ma, secondo me, meritata, e tra poco vi spiegherò il perché. Intanto partiamo dalle pecche che, inutile girarci intorno, in Ferryman abbondano decisamente. Sfortunatamente infatti il libro incontra il primo scoglio quasi subito, e sto parlando di Dylan, la nostra protagonista femminile nonché voce narrante di quasi tutta la storia. I capitoli dal suo punto di vista si alternano a quelli di Tristan, e mi hanno quasi subito lasciata perplessa. Dylan è una protagonista terribilmente infantile e sciocca, fastidiosa come poche e, cosa peggiore, noiosissima. La giovane età non  giustifica i suoi comportamenti capricciosi né le sue reazioni senza senso. La sua presenza è bastata a rovinare il potenziale del romanzo, erano anni che non mi imbattevo in una protagonista così superficiale e irritante. Lei è sicuramente la pecca principale di tutto il libro.

«Io mi mostro a ogni anima nel modo più adeguato. Mantengo quell’aspetto finché non incontro l’anima successiva. Non so che cosa fossi prima di incontrare la mia prima anima, sempre che fossi qualcosa.
Io esisto perché voi avete bisogno di me».

Come controparte maschile invece abbiamo Tristan, il traghettatore, che appare a Dylan come un'adolescente di bell'aspetto e che io ho trovato un personaggio senza infamia e senza lode: sono riuscita ad apprezzarlo in alcune parti, mentre in altre mi ha un fatto cadere le braccia. Anche in questo caso si poteva decisamente fare di meglio, cosa che purtroppo vale un po' per tutti gli aspetti del romanzo, che poteva essere curato e approfondito molto di più.
Lo stile dell'autrice è davvero basilare, ma si adatta abbastanza bene alla storia, che scorre in maniera fluida e leggera e permette di leggerlo in poche ore. I motivi per cui ho deciso di non bocciarlo sono principalmente due: primo, per quanto sia stata una lettura semplice e un po' banale, che non riesce a spiccare su nessun fronte, è comunque una storia d'amore positiva, che cerca di trasmettere ai giovani lettori il valore della speranza e dell'affetto. Secondo, mi rendo conto di aver notato tutti questi difetti principalmente perché sono fuori target, e di un bel po' anche. In genere amo i libri per ragazzi, ma ormai ho capito che le love story tra adolescenti non riescono più a coinvolgermi e che anzi, spesso le trovo noiose e infantili, come in questo caso. Non posso però negare che Ferryman a 14 o 15 anni mi sarebbe piaciuto moltissimo, ed essendo questo il target a cui è rivolto non credo meriti la bocciatura solo perché io sono troppo grande per apprezzarne a pieno tutte le sfumature. La trama e l'idea di base sono state sviluppate in maniera piuttosto frettolosa e poco approfondita, personalmente speravo di saperne molto di più su questa pericolosa terra perduta e su quello che ne segue, invece il materiale è stato sfruttato pochissimo, peccato! Purtroppo è una lettura anonima, scritta in maniera semplice, con una trama carina ma sviluppata male e personaggi di poco spessore, ma in fin dei conti l'ho letta con piacere e penso che sia perfetta per delle lettrici giovanissime che cercano una storia d'amore delicata. Insomma, personalmente non l'ho trovato un brutto libro, ma va preso per quello che è, uno YA mediocre senza particolari pregi. Io in fin dei conti l'ho comunque letto con piacere e il finale, che mischia tutte le carte in tavola, è riuscito ad incuriosirmi quindi voglio assolutamente continuare la serie per vedere se magari in Trespassers le cose si faranno più avvincenti e chissà, Dylan potrebbe affrontare un percorso di crescita interessante. Secondo me Ferryman poteva dare molto di più, come inizio per questa trilogia non è stato particolarmente scoppiettante, ma ripongo fiducia nei seguiti e non vedo l'ora di scoprire cosa succederà a Tristan e Dylan. Questa storia il potenziale ce l'ha, deve solo essere sfruttato meglio e incrocio le dita perché l'autrice riesca a darle la profondità che merita.

Cosa ne pensate di questa trilogia,
le darete una chance o non fa per voi?

giovedì 8 agosto 2019

Recensione "Insieme a mezzanotte" di Jennifer Castle

Buongiorno Lettori e buon giovedì, come state? Noi non possiamo lamentarci, negli ultimi due giorni ha piovuto molto e ci sono stati un sacco di temporali splendidi, non potevo chiedere di meglio. A Tristan è anche caduto ufficialmente il primo dentino e abbiamo iniziato a comprare il necessario per il primo giorno di scuola... vederlo con in spalla uno zaino più grande di lui mi ha fatto rendere conto conto di quanto stia crescendo in fretta, povera me. Ma tornando a noi, se mi seguite su Instagram lo saprete già, ho deciso che nel corso di agosto qui sul blog troverete solo ed esclusivamente recensioni, probabilmente una o due a settimana. Ho diverse letture di cui parlarvi e oggi vi lascio il mio parere su questo YA, per cui ringrazio la Casa Editrice per la copia.



Titolo: Insieme a mezzanotte
Autore: Jennifer Castle
Prezzo: 16,50€
Pagine: 320
Pubblicazione: 2018
Editore: Il Castoro



Trama: Durante le vacanze di Natale, Max e Kendall si ritrovano per caso a New York. Sono passati sei mesi dal loro primo bacio, che entrambi considerano un “errore”, e molte cose sono cambiate. Lei è appena tornata da un semestre trascorso in Europa e desidera scappare dalla vita ordinaria che la aspetta a casa. Lui ha rimandato il college di un anno per amore della sua storica, ma ormai ex, ragazza, e non sa cosa fare della sua vita. Dopo avere assistito a un tragico incidente, Max e Kendall, logorati dal senso di colpa per non essere intervenuti, decidono di compiere sette atti di gentilezza verso gli sconosciuti prima del nuovo anno, insieme. La sfida porta i due protagonisti a fantasticare sulla vita degli altri e a riflettere sulla propria. Grazie al tempo trascorso insieme, Max e Kendall si avvicineranno sempre di più e impareranno che la gentilezza può avere diverse forme.

Un romanzo sulla gentilezza, l’amicizia e l’amore
e che fa riflettere sull’importanza di agire.


Nel corso degli anni non ho mai nascosto la mia poca curiosità verso gli Young Adult di questo genere, al contrario, per quanto andassero - e vadano tutt'ora - di moda ne ho sempre letti pochissimi, e la maggior parte di quelli a cui ho dato una chance hanno finito per deludermi. Quando però ho letto la trama di Insieme a mezzanotte è scattata subito la scintilla, sono certa che sapete a cosa mi riferisco. Fin dalle prime pagine ho capito che il mio sesto senso non si era sbagliato, infatti il romanzo mi ha coinvolto tantissimo da subito e l'ho divorato in meno di due giorni, ritagliandomi pochi minuti di lettura nei momenti più impensabili. Avevo letteralmente bisogno di sapere cosa sarebbe successo ai personaggi e, anche quando leggere era impossibile, la voglia di tornare da loro era fortissima. Come avrete capito, questo titolo a me è piaciuto davvero tanto ed è l'ennesima prova che la collana HotSpot di questa casa editrice, per i miei gusti, non sbaglia un colpo. Mi è capitato raramente di dare un voto così alto ad uno YA , ma trovo che questo titolo sia validissimo. La storia, ambientata tra Natale e Capodanno e quindi perfetta da leggere durante le vacanze invernali, affronta alcune tematiche difficili ma, al contrario di tantissimi altri romanzi Romance/YA, si percepisce chiaramente che non sono argomenti inseriti solo per dare una parvenza di spessore alla trama e sviluppati in maniera superficiale, al contrario, l'autrice è stata molto delicata e professionale, mi è piaciuto moltissimo il suo stile e il modo in cui, attraverso i personaggi, ha saputo affrontare con gentilezza tematiche pesanti.

«La gentilezza non sempre sembra tale:
a volte si presenta sotto mentite spoglie.»

Max e Kendall sono protagonisti davvero ben riusciti, ho apprezzato soprattutto lui, ma anche lei stranamente è riuscita a conquistarmi, mi capita raramente di restare colpita dalle protagoniste femminili, lo ammetto. Entrambi sono reali, buffi e dolci, lontanissimi dagli stereotipi che ormai si trovano negli altri YA. Ma soprattutto, ho amato i messaggi splendidi che l'autrice ha trasmesso attraverso questa piccola avventura ambientata sotto la neve di New York. Insieme a mezzanotte è un romanzo che ci ricorda quanto sia importante essere gentili con gli altri e con noi stessi, perché i piccoli gesti sono quelli che hanno più potere. Ma non solo, l'autrice racconta anche di due ragazzi in cerca della propria strada e alle prese con i problemi di tutti i giorni, racconta di vite che si intrecciano e di quanto ogni scelta che prendiamo possa cambiare non solo il nostro futuro, ma anche quello di chi ci sta intorno.
Non è facile trovare le parole giuste per descrivere ciò che questo libro mi ha trasmesso, ma vi assicuro che è uno YA validissimo, che può essere apprezzato anche da chi, come me, spesso trova questo genere poco interessante. Letto durante le feste, con una bella tazza di cioccolata calda accanto, vi farà trascorrere un Natale dolce e un po' nostalgico, ma saprà anche farvi ridere e riflettere. Trovo che il finale sia una piccola perla, realistico e inaspettato, assolutamente perfetto. Porterò Max e Kendall nel cuore per molto tempo, e se cercate una lettura bella, leggera e positiva vi consiglio assolutamente di recuperarlo, merita moltissimo.


Fatemi sapere se questo titolo vi interessa o se lo avete letto!

venerdì 30 novembre 2018

5 cose che - 5 libri (+1) che pensavo di non leggere mai



Buongiorno Lettori e buon venerdì, come state? Io sono incasinatissima con la libreria da smontare e come se non bastasse oltre al gelo sto cercando di sopravvivere anche ad un'emicrania tremenda e sono super in ritardo con il Calendario dell'Avvento per Tristan, che entro sta sera deve essere pronto. Aiuto.  Non potevo però mancare a questo appuntamento settimanale, quindi vi lascio subito con una nuova puntata di 5 cose che, fatemi sapere quali titoli avreste scelto voi per rispondere!


5 LIBRI CHE PENSAVO DI NON LEGGERE MAI








Neanche a farlo apposta si tratta di libri che spaziano tutti dal Romance allo YA e al New Adult e questo la dice lunga sui miei gusti letterari. I primi tre titoli mi erano stati prestati da un'amica che voleva condividere con qualcuno il disagio, e io non mi sono tirata indietro... cosa non si fa per la propria migliore amica! Inutile dire che li ho detestati uno più dell'altro, in particolare Uno splendido disastro, la mia spina nel fianco. Gli altri tre titoli invece mi erano stati inviati a tradimento sorpresa dalla CE, che da un lato ringrazio, ma dall'altro non poteva azzeccarci meno di così. D'altronde non ho mai nascosto la mia avversione per questi generi, e se cliccherete sui titoli dei vari romanzi arriverete direttamente alle mie recensioni, tutte negative, che hanno come voti 1 o 2 stelle. Insomma, questi sono i 5 libri (+1 perché la scelta era davvero vasta) che non avrei mai pensato di leggere in vita mia, e invece... mai dire mai! Ovviamente questo è un mio gusto personale, se a voi questi titoli sono piaciuti ben venga, magari potete raccontarmi come mai li avete apprezzati!

Cosa ne pensate di questi libri?
E quali avreste scelto voi?