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domenica 23 novembre 2014

C'era una volta.. I sette corvi


Bentornati Fantasmi! Come ogni mese vi do il benvenuto alla rubrica C'era una volta, dove vi parlerò di una fiaba.. oggi ci concentriamo su I sette corvi.

E siccome continuavano a non venire, adirato, inveì dicendo:
«Vorrei che diventassero tutti corvi!»
Aveva appena pronunciato queste parole che udì un frullio nell'aria, sopra il suo capo: alzò lo sguardo e vide sette corvi, neri come il carbone, alzarsi in volo e sparire.


Trama: Un uomo aveva sette figli maschi e neanche una bimba, per quanto la desiderasse. Finalmente la moglie si trovò a essere di nuovo incinta e diede alla luce una femmina. Tuttavia, anche se molto bella, ella era piccola e gracile e tanto debole che dovettero battezzarla subito..

I sette corvi (in tedesco Die sieben Raben), è una fiaba dei famosi Fratelli Grimm.


Il mio pensiero

Da I sette corvi, sinceramente, mi aspettavo qualcosina in più.. forse ne avevo letta una versione per bambini, anni fa, e avendone un bel ricordo pensavo che sarebbe stata una lettura piacevole che potesse portare a galla qualche stralcio della mia infanzia, invece ho trovato la fiaba originale piuttosto anonima e, ovviamente, non posso ignorare il consueto mozzamento (?) di dita a cui i Grimm sottopongono quasi tutti i loro sfortunato personaggi.
È una storia molto corta che ha come tema l'amore verso la famiglia e l'affetto di una sorella nei confronti dei sette fratelli, come dimostra nel finale la graziosa fanciulla sarebbe disposta a tutto pur di salvarli, e questo è certamente un bel messaggio, ma più di questo non mi ha lasciato.. peccato, perché poteva portare un grande insegnamento se "sfruttata" meglio..


Da questa fiaba sono stati tratti:


domenica 26 ottobre 2014

C'era una volta.. Le scarpette rosse


Bentornati Fantasmi! Questo mese un po' in ritardo con la puntata, ma finalmente eccomi qui con la rubrica C'era una volta, dove vi parlerò di una fiaba.. oggi ci concentriamo su Le scarpette rosse.

«Dovrai ballare!» esclamò, «ballare con le tue scarpette rosse, finché diventerai pallida e fredda, finché la pelle ti si raggrinzirà intorno alle ossa come a uno scheletro!»



Trama: Karen è una bambina molto povera, costretta ad andare in giro scalza o al più con gli zoccoli; per aiutarla, una ciabattina le confeziona un paio di scarpe rosse con degli stracci. Il destino vuole che le riceva proprio il giorno della morte della madre, e debba indossarle proprio al funerale. Una vecchia e ricca signora decide di prendersi cura di Karen e la porta nella sua casa, dove le vengono dati nuovi abiti e vengono buttate via le scarpette..

Le scarpette rosse (in danese  De røde sko), è una fiaba del famoso scrittore danese Hans Christian Andersen, pubblicata per la prima volta nel 1845.


Il mio pensiero

Avevo già letto questa fiaba da ragazzina, ma non me la ricordavo proprio, così qualche mese fa ho deciso di rileggerla.. non l'avessi mai fatto! Mi ha terrorizzata, lo ammetto. Che Andersen non dia vita a storie esattamente allegre è un dato di fatto, ma questa le supera tutte, ogni volta che ci ripenso mi viene l'ansia.
Piedi tagliati, morte, boia e foreste inquietanti.. e ovviamente non sia mai che la protagonista abbia un finale anche vagamente felice, figuriamoci.
Forse l'ho trovata davvero troppo brutta e triste per riuscire ad analizzarla davvero, perché onestamente non sono riuscita a trovarci insegnamenti particolari.. c'è tanta povertà, punizione e la perdita della ragione davanti alle cose belle che non possiamo avere. C'è sicuramente molto di più, ma io non sono riuscita a coglierne tutti gli insegnamenti proprio a causa della cupezza (forse troppa) di tutta la fiaba. Di certo non la rileggerò.

Curiosità
  • Andersen ha narrato questa fiaba in occasione del paio di stivali regalatogli per la sua prima comunione.
  • La storia trova riscontro in La fanciulla senza mani, dei fratelli Grimm.
  • Per la protagonista della storia, Andersen si è ispirato alla sua sorellastra, Karen.
Da questa fiaba sono stati tratti:


lunedì 22 settembre 2014

C'era una volta.. Cenerentola


Bentornati Fantasmi! Come ogni 22 del mese vi do il benvenuto alla rubrica C'era una volta, dove vi parlerò di una fiaba.. oggi ci concentriamo su Cenerentola.

Così ballò Cenerentola fino a sera. Quando fece atto di andarsene, il Principe le disse:
«Non andrai sola; io ti accompagnerò,» perché voleva sapere chi fosse quella creatura così bella.



Trama: Cenerentola è la storia di una bellissima giovane, orfana di entrambi i genitori. Sua madre era morta per prima, suo padre si risposò con una donna a sua volta vedova e con due figlie e poi morì anche lui. Dopo la morte del padre Cenerentola fu schiavizzata da quella che era la moglie del padre e dalle sue figlie, fino a quando un Principe..

Cenerentola (in tedesco Aschenputtel), è la rivisitazione dei famosi Fratelli Grimm di una fiaba (probabilmente) cinese.


Il mio pensiero

Dopo aver letto una serie di inquietatissime fiabe mi sono detta: "Basta, mi leggo Cenerentola così vado sul sicuro!".. sì, come no. Se esiste una fiaba dove nessuno diventa cieco o si taglia un arto per favore ditemelo, perché fin'ora tutti i personaggi che ho incontrato (principali o secondari) finiscono mutilati, morti o azzoppati. E io ero davvero convinta che con Cenerentola questo non sarebbe successo, povera illusa!
Devo ammettere che non ho mai amato particolarmente la storia di questa sfortunata orfanella (che poi tanto orfanella non è, in questa versione), e non ho cambiato idea: Cenerentola è una rimbambita.
Ho capito che ha il cuore d'oro, ma cribbio, tirare una padellata in faccia a sorellastre e matrigne no? Un applauso anche al padre e al Principe (il primo doveva essere sotto l'effetto di un qualche incantesimo rimbambitore, altro che polvere magica, il secondo invece deve essere un veggente, altrimenti non si spiega perché vada dritto dal padre di Cenerella per informarlo che la sua cara figliuola si è arrampicata su un pero.. che ne sai tu di chi è figlia?! E complimenti anche al padre, che fa abbattere l'albero con abbarbicata sopra Cenerentola..)
Insomma, mi fermo qui prima di demolirla, povera fiaba. Mi è solo andata un po' di traverso, in generale non posso dire che sia brutta, ma sicuramente continuerò a preferire il cartone Disney con carrozze e scarpette di cristallo.

Curiosità
  • Cenerentola è una fiaba molto popolare. Originaria probabilmente della Cina o, secondo altri, dell'antico Egitto, è stata narrata in centinaia di versioni in gran parte del mondo, ed è parte dell'eredità culturale di numerosi popoli.
  • Il nome di Cenerentola deriva dalla cenere di cui la ragazza si sporca pulendo il camino e dalle pentole che usa per cucinare il cibo alle sorellastre e alla matrigna

Da questa fiaba sono stati tratti:

venerdì 22 agosto 2014

C'era una volta.. L'intrepido soldatino di stagno


Bentornati Fantasmi! Come ogni 22 del mese vi do il benvenuto alla rubrica C'era una volta, dove vi parlerò di una fiaba.. oggi ci concentriamo su L'intrepido soldatino di stagno.

I soldatini si assomigliavano tutti come gocce d'acqua; ce n'era solo uno diverso dagli altri: aveva una gamba sola, perché era stato fuso per ultimo e lo stagno non era bastato; stava però saldamente ritto sulla sua unica gamba come gli altri su tutte e due.


Trama:C'erano una volta venticinque soldatini di stagno tutti uguali: divisa rossa, fucile in spalla e sguardo diritto. Solo l'ultimo era diverso: stava su una gamba sola perché, quando l'avevano fuso, lo stagno era terminato. I bambini che li avevano ricevuti in regalo li misero tutti in piedi sulla tavola.

Il tenace soldatino di stagno (in danese Den Standhaftige Tinsoldat), è una fiaba del famoso scrittore danese Hans Christian Andersen conosciuta anche come Il coraggioso soldatino di stagno, Il coraggioso soldatino di piombo e altri titoli simili, pubblicata per la prima volta nel 1838.


Il mio pensiero

Questa è una fiaba che avevo già letto da bambina in diverse versioni (una delle mie preferite è quella illustrata da Tony Wolf), e mi è sempre piaciuta.. peccato che non avessi mai letto, prima d'ora, quella originale! Anche in quelle riviste per i più piccoli il soldatino e la ballerina finiscono nelle fiamme del camino, ma per lo meno fondendosi formavano un cuore, questo mi ha sempre fatto pensare che, a modo loro, fossero comunque felici e uniti.. nella fiaba originale, invece, il soldatino si fonde per gli affari suoi e della ballerina non resta neanche un mucchietto di cenere. E io che pensavo non potesse essere più triste di così.. ah, Andersen riesce sempre a sorprendermi.
La qualità che questa fiaba vuole evidenziare è senza dubbio il coraggio e la determinazione dello sfortunato soldatino, disposto a tutto per la sua ballerina nonostante l'evidente difficoltà che l'avere una gamba sola comporta. La morale è ovvia: l'amore vince sempre ed è più forte di tutto.

Curiosità
  • La ballerina dal cuore di stoppa, citata nel racconto, è probabilmente Lucile Alexia Grahn, ballerina danese morta nel 1907
Potete trovarne alcuni riferimenti in:


martedì 22 luglio 2014

C'era una volta.. L'elfo della rosa



Bentornati Fantasmi! Come ogni 22 del mese vi do il benvenuto alla rubrica C'era una volta, dove vi parlerò di una fiaba.. oggi ci concentriamo su L'elfo della rosa.

La regina delle api si librò nell'aria ronzando e cantò della vendetta dei fiori e dell'elfo, affermando che dietro il più piccolo petalo abita qualcuno che può raccontare il male, e vendicarlo!



Trama: C'era una volta un minuscolo elfo che abitava in un fiore di rosa profumato. Una sera, rimasto chiuso fuori dalla sua morbida casetta, l'elfo assistette all'addio di due innamorati e, dopo ancora, ad un terribile evento, e giurò di prendere le difese della fanciulla.

L'elfo della rosa (in danese Rosenalfen), è una fiaba del famoso scrittore danese Hans Christian Andersen, pubblicata per la prima volta nel 1839.


Il mio pensiero

Volete ridere? Vi accontento: mi sono avvicinata a queste fiaba perché cercavo una breve storia felice, una sera che me ne stavo inchiodata sul divano con la nausea. Mi spiego, che Andersen sia famoso per i suoi finali poco allegri è un dato di fatto, ma qualche fiaba non eccessivamente cupa l'avevo già trovata, e con L'elfo della rosa pensavo di andare sul sicuro.. Andersen mi ha fregato un'altra volta.
Che razza di storia è mai questa?! Dopo Le scarpette rosse, anche L'elfo della rosa mi ha fatto venire gli incubi.
La morale, se vogliamo, è che ogni azione che svolgiamo, negativa o positiva che sia, ci torna sempre indietro, e che alla fine ognuno ha ciò che si merita. Però insomma, c'era davvero bisogno che quei due poveretti morissero in modo tanto triste? E quanto inquietante è il fatto che lei si tenga la testa mozzata dell'amato in un vaso di fiori? La prossima fiaba la farò leggere prima a qualcun altro per accertarmi che almeno uno dei personaggi sopravviva alla penna di Andersen.

Curiosità
  • L'idea dell'Elfo della rosa è presa da un canto popolare italiano.

domenica 22 giugno 2014

C'era una volta.. Il lupo e i sette caprettini


Bentornati Fantasmi! Come ogni 22 del mese vi do il benvenuto alla rubrica C'era una volta, dove vi parlerò di una fiaba.. oggi ci concentriamo su Il lupo e i sette caprettini.

«Cari piccini, voglio andar nel bosco; guardatevi dal lupo; se viene, vi mangia tutti in un boccone. Quel furfante spesso si traveste, ma lo riconoscerete subito dalla voce rauca e dalle zampe nere.»


Trama: Sei ingenui capretti finiscono nella pancia del lupo furbacchione. Solo il più piccolo sfugge alla sua bocca vorace. Insieme alla mamma, con astuzia e coraggio, salverà i fratellini...

Il lupo e i sette caprettini (in tedesco Der Wolf und die sieben Geißlein), è una rivisitazione dei famosi Fratelli Grimm. La fiaba è più spesso conosciuta come Il lupo e i sette capretti.


Il mio pensiero

Okay, lo ammetto: questa fiaba (che da piccola adoravo) mi ha un po' inquietata.. ma quando mai, eh? Non ricordavo che il finale fosse così tragico, povero lupo! Ho capito che si mangia i capretti, ma è pur sempre un lupo accidenti, doveva per forza fare quella fine? Al di là del povero lupo, però, pollice in su per la mamma capra che salva i suoi cuccioli!
Sicuramente è una fiaba da leggere ai bimbi perché la morale riguarda soprattutto i piccoli: attraverso la disavventura degli sfortunati capretti i bambini possono imparare l'importanza della sicurezza, del dare retta ai genitori e soprattutto gli si insegna a diffidare degli sconosciuti e quindi a proteggersi, per quanto possibile.
Un po' ingiusta verso il lupo (ma quanto sono noiosa&ripetitiva?!), ma assolutamente da leggere!

Da questa fiaba sono stati tratti:

giovedì 22 maggio 2014

C'era una volta.. Il brutto anatroccolo


Bentornati Fantasmi! Come ogni 22 del mese vi do il benvenuto alla rubrica C'era una volta, dove vi parlerò di una fiaba.. questo mese ho scelto per voi Il brutto anatroccolo.

-È così grande e brutto che viene voglia di maltrattarlo!- Aggiunse la grossa anatra con tono beffardo. -È un vero peccato che sia così sgraziato, gli altri sono tutti adorabili!-


Trama: L'ultimo nato della covata era tanto, tanto diverso dai suoi fratelli. Tutti lo maltrattavano, e alla fine rimase solo. Ma dopo un lungo, terribile inverno le cose cambiarono per sempre...

Il brutto anatroccolo (in danese Den grimme ælling) è una fiaba del famoso scrittore danese Hans Christian Andersen, pubblicata per la prima volta nel 1843.


Il mio pensiero

Da piccola ricordo di aver detestato il cartone che la Disney ha dedicato a questo piccolo anatroccolo, probabilmente è per questo che non avevo mai letto la fiaba fino ad ora. Sono abbastanza contenta di averlo fatto perché, anche se non ne sono rimasta particolarmente colpita, per lo meno sono riuscita a togliermi dalla testa l'immagine di quella palletta di piume grigia della Disney, che mi faceva proprio orrore. Non che l'anatroccolo della fiaba sia molto diverso, ma mi ha fatto meno pena, ecco.
Se vogliamo parlare della morale, invece, è un testo molto positivo che tratta della fiducia in sé stessi e della discriminazione, grazie all'anatroccolo capiamo quanto sia importante essere fieri di ciò che si è, e che tentare di cambiare la propria natura è inutile e spesso dannoso.

Curiosità
  • La prima parte di Il brutto anatroccolo fu scritta durante un soggiorno estivo dell'autore di alcuni giorni a Gisselfeldt, e solo mezzo anno dopo fu scritta la parte finale.
  • Il cortine delle anatre rappresenta Odense.

Da questa fiaba sono stati tratti

martedì 22 aprile 2014

C'era una volta.. Rosaspina


Bentornati Fantasmi! Come ogni 22 del mese vi do il benvenuto alla rubrica C'era una volta, dove vi parlerò di una fiaba.. oggi ci concentriamo su Rosaspina.

Appena egli le ebbe posato le labbra sulla fronte, ella aprì gli occhi e, ridesta, gli sorrise.


Trama: Vittima di un maleficio, nel giorno del suo sedicesimo compleanno una bella principessa si punge con un fuso e cade addormentata per cento anni. Solo il bacio di un principe innamorato la risveglierà…

Rosaspina (in tedesco Dornröschen), è una fiaba dei famosi Fratelli Grimm. La fiaba è più spesso conosciuta come La bella addormentata nel bosco o, più semplicemente, La bella addormentata.


Il mio pensiero

La bella addormentata nel bosco è stata per anni la mia fiaba preferita, da bambina.. anche se, come al solito, ho sempre fatto il tifo per i cattivi. Anche perché, onestamente, me la prenderei anche io se invitassero alla festa tutti tranne me.
Sono felice che la versione scritta dai fratelli Grimm non sia particolarmente inquietante, non penso che avrei sopportato di vedere la mia adorata Rosaspina afflitta da chissà quale malvagia sofferenza.. sono un po' triste, invece, perché purtroppo non ho trovato nessun insegnamento particolare da questa bella fiaba.. un po' ci speravo. Resta comunque una fiaba piacevole, che rileggerò sicuramente e che consiglio a chi vuole togliersi la curiosità di leggere una versione diversa da quella famosa della Disney.

Curiosità
  • La protagonista cambia il suo nome a seconda della versione. Viene chiamata Talia, Aurore e Rosaspina, mentre Perrault non le dà un nome, e la definisce semplicemente "la princesse".
  • In un'altra versione il sonno della principessa non è frutto di un incantesimo, ma di una profezia: il principe non la bacia, ma la violenta, ed è uno dei due figli risultanti dall'atto sessuale a risvegliarla.

Da questa fiaba sono stati tratti:


sabato 22 marzo 2014

C'era una volta.. I vestiti nuovi dell'imperatore


Bentornati Fantasmi! Come ogni 22 del mese vi do il benvenuto alla rubrica C'era una volta, dove vi parlerò di una fiaba.. oggi ci concentriamo su I vestiti nuovi dell'imperatore.

«Il Re è nudo!»

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Trama: C'era una volta un imperatore che non usciva dal suo palazzo se non per fare acquisti o per sfoggiare abiti sempre nuovi. Un imperatore vanitoso, insomma. Un giorno però arrivarono in città due furfanti che si spacciavano per tessitori. La stoffa che erano capaci di tessere - dicevano - era la più meravigliosa del mondo. L'imperatore vanitoso non seppe resistere e ordinò subito che gli confezionassero degli abiti nuovi con il tessuto prodigioso.

I vestiti nuovi dell'imperatore (in danese Keiserens Nye Klæder), anche conosciuta con il titolo Gli abiti nuovi dell'imperatore, è una fiaba del famoso scrittore danese Hans Christian Andersen, pubblicata per la prima volta nel 1837.


Il mio pensiero

Questa è una delle fiabe di Andersen a cui sono più affezionata: da bambina ne avevo una copia edita dalla EdiBimbi, che adoravo (era andata persa in uno dei molti traslochi, ma ne ho trovata per caso una copia alla libreria dell'usato e naturalmente è venuta a casa con me *_*)
Non è una delle fiabe più "belle", chiaro, ma nella sua semplicità è ricca di insegnamenti, fa ragionare davvero su come la gente tende a seguire la massa per paura di distinguersi e di andare contro corrente, tal volta arriva a non ragionare nemmeno più con la propria testa pur di restare negli schemi. Ma, soprattutto, I vestiti nuovi dell'imperatore è la prova che i bambini sono la voce della verità, e che spesso sono molto più intelligenti di tanti adulti.
Aggiungo poi che adoro le prime righe della fiaba: "E, mentre di solito di un re si dice: «È in consiglio!» di lui si diceva sempre: «È nello spogliatoio!»
Prendetemi per scema, ma mi ha sempre divertito l'immagine di questo buffo sovrano intento a cambiarsi mille volte l'abito xD

Curiosità
  • I vestiti nuovi dell'imperatore è un racconto di origine spagnola: tutta la spassosa idea la dobbiamo al Principe Don Manuel (1277-1347)
Da questa fiaba sono stati tratti:


sabato 22 febbraio 2014

C'era una volta.. Raperonzolo



Bentornati Fantasmi! Come ogni 22 del mese vi do il benvenuto alla rubrica C'era una volta, dove vi parlerò di una fiaba.. oggi ci concentriamo su Raperonzolo.

«Con che coraggio vieni nel mio giardino a rubarmi i raperonzoli?» gli chiese incollerita, piantandogli addosso due perfidi occhi, che lo fecero tremare. «Ti farò scontare io la tua audacia!»


Trama: C'erano una volta due poveri contadini, un uomo e una donna, tristi perché non avevano figli. Poi un giorno la donna disse al marito che dentro di lei cresceva un bambino. Per qualche giorno la felicità abitò nella loro casa, poi però iniziarono i guai...

Raperonzolo (in tedesco Rapunzel), è una fiaba dei famosi Fratelli Grimm, pubblicata per la prima volta nel 1838.


Il mio pensiero

Raperonzolo è una delle mie fiabe preferite, perché mi ha accompagnata fin da bambina.. all'inizio con un libricino illustrato, poi con la Barbie, per passare poi al cartone Barbie Raperonzolo e, naturalmente, alla magnifica Rapunzel de L'intreccio della torre. Essere rinchiuse in una stanza per tutta la vita non è sicuramente tra le prospettive migliori, ma tutto sommato l'ho sempre trovata una storia abbastanza serena (forse perché amo stare a casuccia con libri, musica e tranquillità, che è poi quello che faceva la donzella in questione). Naturalmente la versione dei Fratelli Grimm è un po' meno simpatica (il principe perde la vista e vaga per il bosco cercando Raperonzolo, che nel frattempo è stata abbandonata dalla strega in una landa deserta), ma non è particolarmente inquietante, e infatti mi è piaciuta, e finalmente ho scoperto perché Raperonzolo di chiama proprio così, me lo era sempre chiesta. Sono rimasta piacevolmente colpita dalla figura della strega, che al di là di quanto si possa pensare non è cattiva.. insomma, non eccessivamente, ecco.
La morale potrebbe essere: mai trafugare il giardino di una strega.
E mi sembra anche giusto.
Insomma, mi è piaciuta molto come fiaba e la consiglio, è una lettura breve e piacevole.

Curiosità
  • Rapunzel rinchiusa in una torre può essere facilmente ricondotto alla figura mitologica di Danae.
  • Nella raccolta Fiabe Italiane (1956) di Italo Calvino, si racconta una fiaba simile a quella di Raperonzolo, intitolata Il Principe Canarino, in cui una principessa viene imprigionata in una torre a causa della gelosia materna.

Da questa fiaba sono stati tratti:

mercoledì 22 gennaio 2014

C'era una volta.. Mignolina


Evviva Fantasmi! Vi avevo già accennato che, con il nuovo anno, l'Antro Oscuro avrebbe subito qualche rinnovo e avrebbe adottato alcune nuove rubriche.. quella che voglio presentarvi oggi si intitola C'era una volta, ed era nel mio cassetto da un paio d'anni. Si tratta di una rubrica mensile che posterò ogni 22 del mese, e dedicherò ogni puntata ad una fiaba.. oggi inauguro la rubrica con Mignolina.

Era proprio un tulipano, ora lo si poteva vedere, ma in mezzo al fiore, sul pistillo verde, c'era una bambina piccolissima, delicata e graziosa; non era più grande di un mignolo e perciò venne chiamata Mignolina.

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Trama: C'era una volta una donna che desiderava avere un bambino, ma non riusciva ad averlo. Così chiese aiuto a una strega, che le diede un seme d'orzo e le disse di metterlo in un vaso. La donna piantò il seme e subito crebbe un fiore: sembrava un tulipano ma tra i suoi petali c'era una bambina grande come un mignolo...

Mignolina (in danese Tommelise), anche conosciuta con il nome di Pollicina, è una delle prime fiabe del famoso scrittore danese Hans Christian Andersen, pubblicata per la prima volta nel 1835.
Nel corso degli anni è stata più volte usata come ispirazione per spettacoli teatrali, rivisitazioni e cartoni animati.


Il mio pensiero

Mignolina è una delle poche fiabe a cui non mi sono mai avvicinata, neanche attraverso i libri illustrati per bambini o i cartoni animati, ma di Andersen ne avevo già lette altre, e sapevo più o meno cosa aspettarmi.. e per fortuna! Nonostante sia meno angosciante di altre fiabe dello stesso autore, la nostalgia circonda Mignolina e le sue avventure, non mancano i personaggi inquietanti (il talpone nero popola ancora i miei incubi).. per non parlare della vecchia rospa, la topa e la quasi morte della rondinella.. che ansia! Onestamente non so dire se mi sia piaciuta o no. Ne ho colto alcuni insegnamenti (primo fra tutti: mai fidarsi dei rospi), ma in generale non è una storia che mi ha lasciato molto, se non un senso di angoscia.

Curiosità
  • Il racconto si ispira all'amicizia di Andersen per Jette Wulff, una fanciulla piccola e deforme.
  • Mignolina è la prima fiaba di Andersen in cui compaiono animali come personaggi.


Da questa fiaba sono stati tratti: