martedì 22 novembre 2011

Teaser Tuesdays #16


Come sempre vi do il benvenuto su Ombre Angeliche per una nuova puntata di Teaser Tuesdays, la rubrica ideata da MizB del blog Should Be Reading. Partecipare è semplice, basta seguire le regole qui sotto:

-Prendi il libro che stai leggendo
-Aprilo ad una pagina a caso
-Trascrivine un breve pezzo facendo attenzione ad evitare spoilers
-Riporta titolo e autore del libro

Il mio teaser:
 Quattro meno tre, di Barbara Pachl-Eberhart, pagina 125

La parola «tristezza» ha un suono completamente diverso. «E», «a», le vocali scorrono, aprono la bocca. La tristezza è più pacata e non fa altrettanto male. È più silenziosa e molto meno spettacolare.
Le lacrime di tristezza scorrono da sé, senza fine, calde, non devono venir cacciate a forza. La tristezza dura più a lungo, nella testa viene accompagnata da parole come:
Mi manchi.
Mi dispiace per te.
Perdonami.
La tristezza non protesta. Ha già accettato. Arriva quando si è smesso di ribellarsi contro ciò che non si può più cambiare. Io ho visto la tristezza e le sue lacrime, che scorrono con dolcezza, come una buona amica che, dopo la grande fatica del dolore, mi ha accompagnato in un sonno profondo.

Qual è il vostro Teaser della settimana?

2 commenti:

  1. Il libro è Alba d'Inchiostro di Cornelia Funke

    "Fra gli alberi, le fate avevano già aperto le danze: nugoli di minute figurine blu, le
    ali pronte a catturare lo scintillio delle stelle. Mo notò che il Principe Nero scrutava
    preoccupato il cielo, ancora buio come i colli tutt'intorno; ma le fate non si
    sbagliavano mai. In una notte così fredda, solo il levar del sole poteva attirarle fuori
    dai nidi. E il villaggio, il cui raccolto i briganti volevano salvare, sorgeva
    pericolosamente vicino a Ombra. Dovevano mettersi in marcia alle prime luci
    dell'alba"

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  2. In questo momento sto leggendo Dark Love, di Kresley Cole:
    "Quell'arroganza, quel modo di congedare le cose da cui era intimorito, era irritante. Una macchina l'avrebbe terrorizzata se non ci fosse mai entrata dentro. Non era così per Luchain. Sulla strada era troppo compiaciuto di sè. Alquanto a suo agio sui sedili di pelle, incuriosito dal finestrinoe dai pulsanti dell'aria, che schiacciava e rischiacciava, su e giù, mettendo a dura prova con i suoi enormi artigli la tecnologia tedesca. Se era stato rinchiuso per così tanto tempo, non sarebbe dovuto essere confuso? Non sarebbe dovuto essere sconvolto? Pensò che nulla poteva scuotere la colossale arroganza dell'uomo. Perfetto, ha trovato il comando del tettuccio, pensò. La pazienza di lei era agli sgoccioli. Aperto...chiuso. Aperto...chiuso. Aperto..."
    (pag. 82)

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Se volete restare anonimi, firmate anche con un nome qualsiasi: saprò a chi rivolgermi quando risponderò ai vostri commenti!