giovedì 24 febbraio 2011

Recensione "Mi chiamo Scrivo, benvenuti nella mia testa"

"Mi chiamo Scrivo, benvenuti nella mia testa", di Ju Amoruso.
 
Titolo: Mi chiamo Scrivo (benvenuti nella mia testa)
Autore: Ju Amoruso
Prezzo: 12,50 euro
Pagine: 122
Data di pubblicazione: 2010
Editore: Elliot (collana Heroes)
 
Trama:
"Svegliatasi in un letto d'ospedale in seguito a un coma durato due anni, Scrivo si ritrova in uno scantinato con dodici sedie ad assistere a delle sedute psichiatriche di gruppo. Sarà così costretta a lottare contro il dolore degli altri impregnandosene come una spugna e servendosene come di uno sciogligrasso per lavare via il suo. L'unico modo di trovare sollievo sarà mettere nero su bianco le storie di questi dodici folli. Quella di Howard, l'uomo che in seguito alla morte di moglie e figlia è convinto di vivere in una cartolina; quella di Colin, il bambino di appena dieci anni che soffre di attacchi di panico; quella di Stew che, accecato dal buio, si protegge con un accendino; quella di Gwen, la ragazzina scontrosa che ha trasformato il suo giardino in un gigantesco parco giochi con tanto di montagne russe. E proprio come una vertiginosa corsa sulle montagne russe, la vita di Scrivo si trasformerà in un'alternanza di adrenalina pura, incoscienza e panico totale; scricchiolii, pendii e riprese; conforto dato e ricevuto, in un vortice che va affrontato a parole, sino alla fine della corsa."
 
La mia recensione:
La storia di Scrivo colpisce immediatamente. Raccontata sotto forma di romanzo/diario, da una ragazza che si risveglia dopo due anni di coma e che ,senza troppa premura o spiegazioni ,viene mandata nello scantinato. Dodici sedie, dodici storie che Scrivo ci racconta, usando i problemi degli altri pe capire i suoi.
Travolgente e originale, un libro che si legge nel giro di qualche ora.
  
 Citazione:
"Questa volta Dio non ce l'ha con me.Mi ha gettato nel mondo della mia testa per farmi superare la paura di me stessa. Non voglio deluderlo. Fanculo la paura, fanculo me stessa. Sono più forte io. E non permetterò che un sentimento mi uccida lentamente."

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