venerdì 17 febbraio 2017

Recensione "Hania - La strega muta"

Buongiorno Lettori! In questi giorni mi sono fatta viva di rado qui sul blog - ma anche sui social sono un po' latitante - e non sono neanche riuscita a passare dai vostri angolini per leggere i nuovi post... tanti impegni e pochissimo tempo per mettermi al pc, purtroppo. Oggi però riesco finalmente a lasciarvi il mio parere sul secondo capitolo della trilogia Fantasy dedicata ad Hania e Haxen, se vi siete persi la recensione del primo volume la trovate qui: Hania - Il Cavaliere di Luce.

L'Oscuro Signore non è stato battuto,
ed è pronto a conquistare il Regno delle Sette Cime.


Titolo: Hania - La strega muta
Autore: Silvana De Mari
Prezzo: 12,50€
Pagine: 352
Pubblicazione: 2016
Editore: Giunti
Valutazione Image and video hosting by TinyPic

Trama: Il Regno delle Sette Cime è in subbuglio. È ormai di dominio pubblico che la principessa Haxen abbia protetto Hania, la figlia che l'Oscuro Signore ha concepito nel suo grembo, e che poi, aiutata dal figlio del fabbro, Dartred, sia riuscita a raggiungere la Valle degli Zampilli, dove si trova la fonte dell'Acqua Sacra. Certo, Dartred è stato catturato e adesso lo attende la forca per il tradimento di cui si è macchiato. Madre e figlia, però, non sono state ancora trovate e a quanto pare la bambina ha poteri malefici straordinari, oltre ad apparire più grande della sua età. Ma la verità è ben altra. Hania è sì, per metà, figlia dell'Oscuro Signore, ma per l'altra metà è umana e possiede libero arbitrio. Haxen attraverso la narrazione delle storie del Cavaliere di Luce è riuscita a far nascere in lei una coscienza. E alla fine la bambina ha scelto di difendere la madre, nella battaglia contro il Signore Oscuro. Il mondo, però, non è pronto per capirlo, e madre e figlia devono ancora nascondersi. Naturalmente non prima di aver liberato Dartred.


Capita spesso di restare affascinati dal primo volume di una serie, ma di trovare deludenti i seguiti. Trattandosi di una trilogia, ed essendo La strega muta il capitolo centrale della storia, la mia paura era proprio quella di trovarmi davanti al classico romanzo di mezzo, un po' noioso e sottotono. E invece sono rimasta piacevolmente colpita da questo volume che, pur non essendo privo di difetti, ho trovato comunque avvincente e appassionante. La storia riprende esattamente dove si era interrotta, quindi leggere i volumi senza interruzioni è stata una bella idea, mi ha dato l'idea di star leggendo un solo, corposo, romanzo, e visto il genere a cui appartiene non mi è affatto dispiaciuto. Non che avessi dei dubbi, ma in questo capitolo la De Mari si è riconfermata secondo me un'autrice di grande talento, con il suo stile riesce a trasmettere in modo reale e intenso ciò che immagina, e non posso negare che alcuni passaggi mi sono davvero rimasti impressi. Amo il modo in cui riesce a dare letteralmente vita alle scene di combattimento, non tanto per come le descrive, ma per la forza e il coraggio che dona ai suoi personaggi negli attimi di pericolo, quando la salvezza delle loro vite dipende esclusivamente dalle loro scelte. Come al solito la De Mari non teme niente, e quando scrive lo fa in maniera sincera e reale, mettendo il lettore di fronte a gioia e amore, ma anche al dolore, quello vero. In questo capitolo della trilogia si accentuano infatti le tinte dark, che già nel primo non mancavano, ma che in questo si intensificano, rendendo la lettura moralmente difficile. La storia di Haxen e Hania non è una storia semplice, o felice. È una storia colma di perdite, di abbandoni, e con la guerra che riduce il regno in povertà la morte è una presenza costante, che più di una volta è riuscita a strapparmi una lacrima. Accanto ad Haxen, principessa delle Sette Cime, ho provato la disperazione di una madre che non può proteggere i suoi figli dal pericolo, ma anche la felicità pura e assoluta che solo una famiglia può donare.

«Hania è mia, demone, è la mia bambina; lei combatterà per il mondo
e lo proteggerà, lei distruggerà i tuoi eserciti, lei distruggerà te.»

Ne La strega muta ritroviamo lo stile un po' lento e descrittivo che caratterizza tutti i romanzi della De Mari, che preferisce senza dubbio concentrarsi sui sentimenti dei personaggi e sulle descrizioni, lasciando poco spazio ai discorsi. Il romanzo però non annoia, la trama prende una piega che decisamente non mi aspettavo e i colpi di scena non mancano. Ho apprezzato moltissimo anche il fatto che la storia raccontata copre un lasso temporale piuttosto lungo, nel corso dei due romanzi vediamo infatti la piccola Hania crescere e diventare una giovane donna, questo mi ha permesso di affezionarmi a tutti i personaggi proprio perché ho avuto l'impressione di conoscerli realmente, ho sofferto quando alcuni di loro sono rimasti indietro, e ho provato gioia quando altri si sono aggiunti ad Hania nella sua lotta contro il male.  Alcuni di essi hanno davvero stuzzicato la mia curiosità e non vedo l'ora di ritrovarli nel capitolo conclusivo della trilogia, che spero esca presto. Questi sono i Fantasy che preferisco: quelli che raccontano di vite reali, del bene e del male che affrontiamo tutti i giorni, ma che sotto a questa crudezza nascondono ancora molto altro. Il coraggio, l'importanza di amare e di vivere al massimo ogni istante, e la consapevolezza che solo noi possiamo decidere chi siamo e per cosa siamo disposti a lottare.


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Età di lettura consigliata: dai 12 anni in su
Della stessa autrice: Lultimo elfo (Salani)
Sito ufficiale dell'autrice: Silvana De Mari

8 commenti:

  1. Te devi smetterla di farmi salire la voglia di comprare serie xD

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    1. Ma come? È il mio passatempo preferito! :D

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  2. Curiosissimo di leggere il primo volume ;) spero di farlo presto

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    1. Mi farai poi sapere che ne pensi allora :)

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  3. questa serie mi attira sempre di più. Buona domenica.

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    1. È davvero curiosa come serie, molto particolare!

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  4. Risposte
    1. E io sono curiosa di sapere il tuo parere *O*

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