lunedì 26 ottobre 2015

Recensione: "Il mistero del libro maledetto"

Buon lunedì Lettori!
Siete pronti ad affrontare una nuova settimana autunnale? Io sono di buonumore, il mio compleanno è passato, ma questo sabato c'è ancora Halloween da festeggiare e ho in programma un post speciale che spero possa piacervi. Tornando a oggi, però, ho da lasciarvi una nuova recensione. Ringrazio come sempre la gentilissima Cento Autori per l'omaggio, purtroppo questa volta il mio giudizio non è dei migliori, ma pazienza!

 Uno strano omicidio e un mistero che affonda le radici nel mondo dei libri antichi..

Titolo: Il mistero del libro maledetto
Autore: Ugo Cundari
Prezzo: 12,00€
Pagine: 216
Pubblicazione: 2015
Editore: Cento Autorio
Valutazione
Trama: Elemire Caccioppoli è un investigatore privato che crede (o forse è meglio dire spera) di essere il figlio del noto matematico Renato. A lui vengono affidati due incarichi alquanto misteriosi. Il primo riguarda il furto di una radice nell'Orto Botanico di Napoli, che pare in grado di scatenare un virus che decimerebbe in poco tempo la popolazione; il secondo è quello di ritrovare una rara edizione dell'Odissea di Omero del 1500. Tra vecchi nobili decaduti e librai dalle smisurate conoscenze, criminali disorganizzati e botanici dal passato oscuro, Caccioppoli risolverà entrambi i casi svelando il mistero del libro maledetto...


Dieci minuti a fissare la pagina bianca e ancora non ho uno straccio di idea su cosa dirvi di questo romanzo. Non riesco proprio a decidermi. Dal voto avrete già capito che, purtroppo, la mia recensione non sarà affatto positiva e questo mi rattrista, perché la copertina e la trama del libro mi avevano messo tantissima curiosità e prometteva davvero bene. Certo, bisogna dire che di gialli ne leggo pochissimi e che quindi le mie aspettative erano forse sbagliate, ma è un genere che comunque leggo molto volentieri di tanto in tanto, soprattutto se al centro dell'attenzione c'è un mistero legato ai libri. Il protagonista è infatti un investigatore privato, Elemire Caccioppoli, che si troverà tra le mani due casi interessanti: il furto di una radice in grado di scatenare un'epidemia mortale e la sparizione di una rara edizione dell'Odissea di Omero del 1500. Misteri interessanti, che se ben sviluppati potevano regalare un mystery davvero piacevole ma che ho dovuto bocciare a causa delle troppe pecche. Prima, però, voglio spezzare una lancia a suo favore ribadendo che l’idea di base era davvero interessante e che l’autore è riuscito a descrivere in modo davvero piacevole la città che fa da sfondo alla storia di Elemire: Napoli. Non ho mai avuto l’occasione di visitarla, ma Cundari attraverso alcune scene è riuscito a proiettarmi davanti agli occhi la bellezza di questa città, che adesso più che mai sono decisa ad ammirare dal vivo. Al tempo stesso è proprio Napoli il problema.. o meglio, il suo dialetto, che è stato inserito troppo spesso nel corso della storia, anche per discorsi piuttosto lunghi.

«Cacciò, stavo ausolianno l'ordinanza di magnare e vi consiglio, se lo permittite, di farvi portare anche doje fellucce di prosiutto e il pagnuotto di ajeri.. uno sfunnamento di sapore.. poi 'na frettata 'e maccarunciell' pur' d'ajer. Ovvio, 'na mozzarella ca te mozzeca 'o palato, 'e friarielli.. macari ci maritiamo pure nu' poco de Gragnano frizzantino, che dit'?»

♦   ♦   ♦   ♦   ♦

«Pronto.. sì, sento disturbato, mi dicevi?»
«zzzzzzz.. il traduttore dell'Odissea che cercava Latomor per conto della Lucingè?»
«Chzzzzzzzi?»
«Uno che ha lo stesso identico zzzzzzz nome e cognome zzzzzzz del figlio delzzzzzzzla principezzzzzzzsa zzzzzzz zzzzzzz zzzzzzzz
«zzzzzzz zzzzzzz zzzzzzz
«zzzzzzz zzzzzzz zzzzzzz

Capisco che la storia sia ambientata in questa città e che sia l’autore che la Casa Editrice siano napoletani, ma le cose sono due, o il libro viene pubblicato e venduto solo in zona, restando un lavoro di nicchia, apprezzato da chi conosce il posto, il suo dialetto e i modi di dire, oppure è indispensabile fornire al lettore delle note con traduzione, per lo meno nelle parti in cui i discorsi in dialetto sono lunghi. Inserire alcune parole o qualche frase nel dialetto della zona può anche essere interessante e, se ben dosate, possono essere un buon modo per rendere la storia più realistica, ma per chi non ci capisce nulla è un incubo, ve lo posso assicurare. È un dettaglio che purtroppo ha influito tantissimo sul mio giudizio finale e di questo mi spiace. Ho voluto lasciarvi anche un altro esempio di ciò che non mi ha permesso di apprezzare a pieno il romanzo. Non riesco a trovare nessun buon motivo che possa spingere uno scrittore ad utilizzare una sfilza di “zzzzzzzzzzzzz” per simulare il ronzio di una cella frigorifera o, nello stralcio che ho copiato, di un’interferenza telefonica. È terrificante!
Questo, unito ad altre piccolezze - come frequenti bla, bla, bla inseriti nelle conversazioni, o risposte da parte di persone adulte come «Uuuuuuuuhhhhhhh!» - mi ha letteralmente rovinato la lettura. Peccato anche per la seconda parte del romanzo, che risulta un po’ inutile e dispersiva, e per il finale poco soddisfacente.
Può darsi che, semplicemente, questo romanzo non facesse al caso mio, quindi non mi sento di sconsigliarlo del tutto, ma certamente è una lettura che va ben soppesata perché non è facile da apprezzare. A me non ha detto molto, ma al giusto lettore potrebbe regalare qualche ora piacevole in compagnia di personaggi e ambientazioni tutte italiane.


I consigli dell'Antro:
Cibo/bevanda: caffè
Da leggere: in poche ore
Voglia di: una lettura poco impegnativa

13 commenti:

  1. Posso dire che quelle Z mi hanno tolto tutta la voglia di leggerlo?

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    1. Ciao Noe.. sì, purtroppo pur essendoci poche pecche sono abbastanza fastidiose da rovinare la lettura secondo me :(

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  2. Mi è arrivato pochi giorni fa, non l'ho ancora iniziato ma ora devo confessarti che sono un pò scoraggiata!

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    1. Ciao Sara! Ma non è detto, al di là di queste pecche ci sono comunque delle parti interessanti, può darsi che tu riuscirai ad apprezzarlo più di me :) quando lo leggi fammi sapere, mi raccomando!

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  3. Dalla trama sembra piuttosto interessante, ci sono molti elementi che mi piacciono... i libri, l'Odissea, la botanica, ecc. Ma no, non l'avrei mai comprato, non sono particolarmente attirata dai gialli, o forse semplicemente non li ho ancora scoperti xD
    Sono in trepidante attesa per Halloween e per il post speciale. Io quest'anno probabilmente non farò nulla di che', ma il film horror è d'obbligo (anche se non l'ho ancora scelto ahaha) xD
    Buona settimana!

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    1. Ti dirò, io leggo davvero pochissimi thriller, ma me ne sono capitato tra le mani di davvero belli! Ultimamente, per quel che riguarda i gialli, mi sono appassionata ad Agatha Christie.. wow!
      Fammi sapere che film horror scegli! Io sono una fifona ahahaha! Magari metteranno qualcosa di interessante in Tv, speriamo :)

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  4. Quella sfilza di Z tolgono sicuramente interesse... Non solo perché, almeno per quel che penso io, è una totale mancanza di serietà, ma anche perché mi risulta alquanto infantile come stile di scrittura.
    Per carità, non l'ho letto e non posso giudicarlo. Ma da quel che ho potuto notare dalle tue parole e dalle righe citate mi dà l'idea di essere un romanzo povero di contenuti.

    Inoltre ritengo che non si possa nemmeno definire stile il fatto di utilizzare tutte quelle Z per simulare l'interferenza, perché ci sono modi molto più professionali e seri da poter utilizzare.
    La curiosità che può suscitare la trama viene smembrata dalla scrittura, permettimi, banale.
    Ed è un vero peccato :( Perché come trama sembrava promettere bene...

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    1. Sì, purtroppo sono rimasta delusa, anche perché l'autore non è l'ultimo emergente autopubblicato, anzi! Pazienza, come in ogni genere ci sono capolavori e buchi nell'acqua :)

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    2. Esatto, per quello mi sembra strano :/
      Però si, capitano anche i buchi nell'acqua :) Pazienza

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  5. Il dialetto potrei anche trovarlo interessante, dal momento che io amo Camilleri e comprendo i suoi libri anche se sono scritti in uno pseudo-dialetto siciliano, ma il fatto che usi le z, i bla bla etc mi fa passare la voglia perché sembra una scrittura molto semplice e più adatta a un fumetto....

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    1. È quello che ho pensato io.. l'autore è un giornalista, scrittore e traduttore e ha lavorato ad alcuni testi di Kipling e altri grandi autori.. speravo in qualcosa di meglio! Però se ti piace Camilleri sei sicuramente avvantaggiata!

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  6. PUahuahuhauahauh, eccola!!
    Ero troppo curiosa!
    Ho già espresso la mia opinione sull'utilizzo costante del dialetto, ma ero curiosa di dare un'occhiata alla tua recensione finale!

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    1. Eh, peccato.. speriamo bene per il prossimo :)

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