martedì 10 giugno 2014

Recensione: "Quando il Diavolo mi ha preso per mano"

Eccomi con una nuovissima recensione! So che molti di voi attendevano il mio parere su Quando il Diavolo mi ha preso per mano, il primo romanzo di questa duologia dalle tinte un po' dark che ha fatto impazzire le lettrici americane.. io, ve lo avevo già anticipato, non ne sono rimasta completamente soddisfatta. Ma prima vediamo la scheda del libro!

«Si smette di aver paura del Diavolo
quando lo si tiene per mano.»


Titolo: Quando il Diavolo mi ha preso per mano
Serie: Between #1
Autore: April G. Tucholke
Prezzo: 16,00 €
Pagine: 264
Pubblicazione: Aprile 2014
Editore: Piemme
       

Valutazione
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Trama:Nel paesino di mare dove abita Violet White non succede mai niente... fino a quando River West non affitta la casetta dietro la sua e incominciano ad accadere cose inquietanti: i bambini scompaiono, gli adulti hanno strane visioni e diventano inspiegabilmente violenti. Tutto mentre Violet è sempre più attratta da quel ragazzo misterioso che ormai entra indisturbato in casa sua. Ma River è soltanto un bugiardo dal sorriso irresistibile e un passato misterioso o dietro i suoi occhi ipnotici si nasconde qualcos'altro? La nonna di Violet l'aveva sempre messa in guardia dai giochi che sa fare il diavolo, ma lei non aveva mai pensato che potesse nascondersi dietro un ragazzo dai capelli scuri che si appisola in giardino, adora il caffè e ti fa tremare di passione...


Era da parecchio tempo che un libro non mi lasciava questa sensazione addosso, un misto di delusione e scetticismo che non riesco a scrollarmi via, neanche diversi giorni dopo averlo terminato. Non avevo grandissime aspettative su questo romanzo, anzi, inizialmente non ero neanche sicura di volerlo leggere, ma.. come si fa a resistere a quella promessa di mistero, amore e orrore che trapela dalla trama e dalla cover? Non si può. Ecco perché alla fine ho ceduto e mi sono lasciata ammaliare dalla veste grafica del romanzo che, nonostante il font tremendo dell'edizione italiana, attira i lettori come una calamita. Non so esattamente cosa mi aspettassi da queste 264 pagine, forse immaginavo di trovarci un'avventura condita di amore, brividi, ombre e Diavoli. E per certi versi questi elementi sono presenti nel libro, ci sono ma non ci sono. Cosa, dite che non ha senso? Già.
Lo avevo detto che non ero convinta.
Anch'io avevo fatto dei giochi notturni, da piccola, quando veniva a trovarmi mia cugina. Giocavamo a Brucia la Strega tra gli alberi dietro a Candalù e il mio cuore batteva forte finché non trovavo un nascondiglio. Poi c'era l'interminabile attesa nel terrore, finché qualcuno non mi vedeva e le grida "Strega!" e "Bruciamola!" risuonavano nell'aria fresca della sera..
Quando il Diavolo mi ha preso per mano, primo volume della duologia Between, si è rivelato senza dubbio un libro particolare, per certi versi anche originale, che segue un po' le orme di Anna vestita di sangue e punta ad essere una lettura dark, poetica, da brividi.
Ma non ce la fa. Arranca, inciampa e non conquista.
In primis perché la maggior parte degli eventi che tengono in piedi la trama sembrano lasciati al caso, scene tagliuzzate e ricomposte male, a casaccio, come un puzzle assemblato da un cieco. La storia funziona comunque, bene o male, perché il libro è strutturato il capitoli molto brevi, alcuni composti quasi esclusivamente da scene a sé, scene interessanti e piacevoli, ma che unite a formare un romanzo risultano poco convincenti. E la cosa peggiore è che Between the Devil and the Deep Blue Sea - titolo originale - aveva tutte le carte in regola per essere davvero un ottima lettura, una ventata d'aria fresca, qualcosa di sorprendente e intrigante.. era così facile, accidenti.. ci sono rimasta quasi male, una tale occasione sprecata.. peccato.
Peccato perché la prosa dell'autrice è davvero interessante, riesce ad essere scorrevole, particolare ed evocativa al tempo stesso, l'esempio più lampante è senza dubbio quello di Candalù, la villa sulla scogliera, trascurata, antica e misteriosa come solo le vecchie case sanno essere. Al suo interno si svolge quasi tutta la storia, e l'autrice ha una particolare abilità nel far prendere vita a questo luogo affascinante, per tutta la durata della lettura mi è sembrato di essere lì, all'interno delle pagine. Ho sorseggiato caffè dalle tazzine sbeccate, ho camminato sulle assi scricchiolanti, ho rovistato nella buia soffitta in cerca di lettere e indizi. E tutto questo per cosa? Il mistero viene svelato a metà libro facendo perdere alla storia tutto il suo fascino cupo.. questo romanzo poteva offrire molto, molto di più.
Ci sono vari elementi che la rendono una lettura interessante, capace di donare qualche brivido grazie alla presenza di tavole Ouija, cimiteri, apparizioni e ad alcune scene abbastanza macabre - almeno per chi è fifone come la sottoscritta - ma gli manca qualcosa e, dettaglio non da poco, i personaggi sono poco caratterizzati e non mi hanno per niente colpita. Anzi, questo non è del tutto esatto: River mi ha colpita. Ma in negativo. L'ho trovato inquietante, quasi malato.. mi ha messo addosso un'ansia poco piacevole e a nulla è servito il suo atteggiamento da bello e dannato, che di solito mi conquista. No, a lui avrei volentieri legato mani e piedi prima di buttarlo giù dalla scogliera di Candalù, dritto dritto nell'oceano.. meglio ancora se infestato dagli squali. Violet mi è piaciuta nel suo essere bizzarra, ma fin troppo spesso mi è capitato di detestarla per la sua ingenuità, se così vogliamo chiamarla. Per evitare spoiler posso solo dire che non è del tutto colpa sua, ma caspita, io al posto suo sarei scappata a gambe levate da uno come River. Peccato che l'istinto di sopravvivenza della ragazza sembri inesistente. Capisco l'essere ammaliata dal fascino tenebroso del ragazzo nuovo, soprattutto se vive nella tua dépendance e non c'è neanche l'ombra di un genitore nei dintorni, ma cielo, c'è un limite a tutto. Al cuore non si comanda, in fondo. Anche se questo significa rischiare la testa per un tizio squilibrato e bugiardo. Contenta lei.
Freddie non faceva che parlare del Diavolo, quasi fosse il suo migliore amico, o un vecchio amante. Ma per quanto parlasse del Diavolo, non la vidi mai pregare.
Io pregavo, invece. E mi rivolgevo a Freddie, quando morì.
Negli ultimi cinque anni l’avevo fatto così tante volte che era diventato un gesto inconsapevole, come soffiare sulla zuppa quando è troppo calda. Pregavo Freddie per i miei genitori lontani. Per i soldi che stavano per finire. E perché, a volte, mi sentivo così sola da sentire più vicino il maledetto vento dal mare che sibilava tra gli infissi, che non mio fratello al piano di sopra.
E pregavo Freddie per il Diavolo. Le chiesi di tenere la mia mano lontana dalla sua. Le chiedevo di proteggermi dal male.
Ma, nonostante tutte le mie preghiere, il Diavolo mi trovò comunque.
Un libro che aveva molto da offrire, ma che purtroppo ha tanti, troppi punti deboli. Devo ancora capire se mi sia piaciuto o no, ma una cosa è certa: non sono soddisfatta e non so se leggerò il seguito, non so se mi interessa proseguire con questa storia intrisa di fuoco, sangue e incubi, che prometteva tanto, ma che mi ha lasciato poco. Il problema di fondo è un po' questo, succede tanto, ma non succede niente. La cosa mi confonde e mi lascia l'amaro in bocca, vedremo se all'uscita del secondo volume la curiosità si farà sentire. Non lo consiglio, ma nemmeno lo sconsiglio. Lasciatevi guidare dall'istinto, se sentite il bisogno di dargli una chance, allora non esitate a leggerlo, altrimenti lasciate perdere.


I consigli dell'Antro:
Cibo/bevanda: caffè
Da leggere: in una notte di pioggia
Voglia di: qualche brivido

12 commenti:

  1. Ciao bella...peccato per questo libro...mi aveva colpita immediatamente..la trama..la cover..il titolo...non so se lo leggerò...un pò mi attrae ancora però almeno per il momento darò spazio ad altre letture..^_^...ottima recensione!Un bacione...

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    1. Se dovessi trovarlo in scambio o in una libreria dell'usato sicuramente potresti dargli una chance, come dicevo non è un brutto libro :) se ne facessero l'edizione tascabile potrebbe valerne la pena ^^

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  2. Ultimamente negli YA ci sono sempre ragazze ingenue, mai una tosta tipo alla Katniss (del primo libro però, perché poi si perde per la strada a parer mio). Almeno la scrittura è un punto a suo favore da quanto hai detto, il che , in un periodo in cui usano la prima persona presente e scrivono tutti allo stesso modo, non è male.
    L'ho detto, secondo me le Statunitensi si esaltano per troppo poco. Le scrittrici(perché la maggior parte sono donne) usano SEMPRE le stesse parole e lo so perché anche se non ho letto interi libri in lingua ho letto dei capitoli iniziali di vari libri, proprio per curiosità. Mi mancano i tempi in cui si scriveva in terza persona al passato, con quelle descrizioni belle lunghe e piene. :(

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    1. Ma io credo di ni.. mi spiego, penso che lo stile e il metodo di narrazione vada deciso anche in base al genere, secondo me per questi Urban Fantasy e simili uno stile semplice, in prima persona, è adatto, perché se scelgo di leggere un libro di questo tipo so già di aver voglia di una lettura piacevole ma poco impegnativa :)
      Il mio primo libro è stato un Fantasy, scritto il terza persona al passato, il secondo un Urban Fantasy in prima persona, e devo dire che per me è stata la scelta migliore. Poi certo, ad avere talento si può provare a discostarsi da questa "regola non scritta", io non credo che ne sarei capace, non scrivo abbastanza bene per cimentarmi in esperimenti simili ^^

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  3. Sono d'accordo con te, l'ho finito lo scorso mese e non so ancora che sensazione mi abbia lasciata; ovviamente leggerò anche il secondo per concludere la storia, ma poteva esserci Molto di più!

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    1. Purtroppo è vero, aveva delle buonissime potenzialità, ma non sono state sfruttate.. incrociamo le dita per il secondo!

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  4. Quando sono indecisa sui libri fisso intensamente la copertina, se questa non mi dice niente, significa quasi sicuramente che butterò via dei soldi!
    Penso che non avrei mai "notato" questo libro se non era per la tua recensione, che trovo molto interessante. Comunque devo ancora decidermi, spero in tempi brevi! XD

    Tihara.

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    1. In questo caso la copertina non credo aiuti molto.. secondo me è bruttina xD interessante, ma bruttina.. troppo nera. Se volevano richiamare le tinte dark della storia c'era modi migliori e avrebbero potuto creare una cover scura ma bella, questa proprio non mi piace xD

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  5. In effetti i libri che hanno potenzialità e non li sfruttano fanno quasi innervosire XD non mi ispira più di tanto :P

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    1. Sì è terribile, davvero irritante! :(

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  6. Un vero peccato!!
    La mia curiosità su questo libro cala di giorno in giorno, dovrò sbrigarmi prima che la voglia passa del tutto!!

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    1. Mi sa proprio che ti conviene, più passano i giorni più spuntano recensioni negative mi sembra ç___ç

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